TAI CHI CHUAN
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UN VERO "TOCCASANA" PER LA SALUTE ... Combatte l'ipertensione, migliora la capacità respiratoria, riduce stress ed insonnia e mantiene mobili le articolazioni. Per di più non costa nulla o quasi. Una nuova pillola magica ...? No, si tratta del Tai Chi Chuan.
Il TAI CHI CHUAN è l'antica arte marziale che tanto successo sta ottenendo in Occidente, proprio per le sue virtù terapeutiche oramai confermate da decine di studi scientifici. Virtù che saranno celebrate in occasione della Giornata Mondiale del Tai Chi. L'iniziativa, che ha il patrocinio dell'ONU, prevede seminari e attività dimostrative in oltre sessanta paesi. Ma a che cosa si deve l'efficacia del Tai Chi? "Non si tratta solo di un valido metodo di rilassamento", risponde F. Bottaccioli (Presidente della Società Italiana di Psico-neuro-endocrino-immunologia ed espero di Medicina Cinese). "Il Tai Chi è anche un'attività fisica di cui beneficiano i sistemi cardio-respiratorio e muscolo-scheletrico. Viene da dire che se fosse brevettabile sarebbe un farmaco diffuso come l'Aspirina". Eppure in Italia questa Disciplina antichissima e relativamente poco conosciuta, è poco praticata. E anche in Oriente il suo rilancio è abbastanza recente: fu infatti Mao Zedong (Mao Tse Tung) che la impose a milioni di connazionali come un efficace ed economica terapia anti - invecchiamento.
In sintesi la pratica del Tai Chi si traduce nell'esecuzione delle cosiddette "forme", sequenze di movimenti dai nomi suggestivi … "Chi vede praticare il Tai Chi per la prima volta ha l'impressione di assistere ad una danza. In realtà il Tai Chi è quello che si definisce un'Arte Marziale Interna e come tale fa parte del mondo delle arti marziali", così ci spiega l'insegnante di Tai Chi L. Autru, ed aggiunge: "A differenza delle ginnastiche occidentali, che comportano un certo dispendio di energia e quindi non sono adatte a tutti, il Tai Chi, in genere si basa su movimenti dolci, consapevoli, abbinati alla respirazione, che favoriscono la circolazione dell'Energia Interna ed aiutano a rimuovere i blocchi che si trasformano prima in danno funzionale e poi in malattia organica". Spiega S. Bacetti (il responsabile del Centro di Medicina Tradizionale Cinese Fior di Prugna della ASL di Firenze): "Secondo i principi della medicina tradizionale cinese, infatti, la salute dipende da una buona circolazione dell'Energia, che può essere bloccata da vari fattori, come errori alimentari, o da quelle che i cinesi chiamano energie perverse esterne: variazioni climatiche o infezioni, ma anche sentimenti negativi, ossia emozioni come collera e tristezza". Fin qui i sostenitori di questa antica arte marziale. Ma cosa ne pensa la medicina occidentale? Anche se con una terminologia molto diversa, sembra concordare sulla sua efficacia. "La pratica del Tai Chi prevede una respirazione profonda, naturale, che ossigena a fondo l'organismo, diminuendo l'attivazione dello stress e stimolando le risposte immunitarie", spiega ancora Bottaccioli. Uno studio recente realizzato da M.R. Irwin, dell'Università della California, a Los Angeles, su un gruppo di ultrasessantenni, e pubblicata sulla rivista Psychosomatic Medicine, mostra che pochi mesi di pratica del Tai Chi bastano ad aumentare sensibilmente la risposta immunitaria e che sono proprio le persone più fragili a trarne i benefici maggiori. "Un'altra ricerca, eseguita su paziente colpiti da Ictus" prosegue Bottaccioli "mostra invece che il Tai Chi può essere più efficace della normale fisioterapia nel facilitare il reinserimento". Anche una revisione della Cochrane Collaboration, l'organizzazione internazionale No Profit che è forse la voce più rigorosa a difesa della medicina basata sull'evidenza sperimentale, ammette che la pratica del Tai Chi può aiutare chi soffre di artrite perché, pur senza sconfiggere la malattia, riesce a migliorare la mobilità delle gambe e dell'anca. "Il merito della tradizione orientale è quella di avere unificato movimento e meditazione, unendo i benefici di queste due tecniche" dice Bacetti. Insomma, oltre al corpo, il Tai Chi fa bene allo spirito e non è detto che le due cose non siano correlate. "Non solo dà benefici per la salute, ma serve a conquistare una certa serenità interiore, a conoscere meglio il proprio corpo ed il proprio io ed a incanalare la propria aggressività in modo positivo, combattendo ansia e disturbi psicosomatici". Gli oncologi dell'Università di Rochester hanno messo a confronto il Tai Chi con il supporto psicologico abitualmente offerto alle donne operate di cancro al seno, per concludere che questa pratica garantisce un miglioramento della qualità della vita ed un'autostima nettamente superiore", prosegue Bottaccioli, "mentre studi controllati su anziani, pubblicati sul Journal of American Geriatic Society, mostrano come il Tai Chi possa aiutare a combattere l'insonnia ed a migliorare l'equilibrio riducendo le cadute". Così in Olanda è appena stato avviato un ampio studio per valutare l'efficacia di questa Disciplina nella prevenzione delle fratture negli ultrasettantenni. Senza dimenticare i vantaggi sul sistema cardio-circolatorio: i ricercatori dell'Harvard Medical School hanno esaminato un gruppo di pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica, che hanno seguito per tre mesi un corso bisettimanale di Tai Chi "ottenendo miglioramenti tali da far pensare che il Tai Chi debba essere aggiunto alle terapie standard previste per questo disturbo", sottolinea Bottaccioli. Salvo casi particolari, il Tai Chi non ha controindicazioni e può essere praticato a tutte le età. "Anche se per cominciarlo in età molto avanzata occorre un certo impegno" avverte L. Autru, "mentre chi già lo pratica può servirsene per invecchiare bene: d'altra parte il fine ultimo del Tai Chi è proprio allungare la vita". |
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LEGGENDA E STORIA |
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In Cina, gli obiettivi del benessere fisico e di una accresciuta longevità sono stati affrontati sistematicamente sin dall'antichità, dalla quale si sono ereditate numerose tecniche di applicazione di una antica saggezza. La pratica di queste si può far risalire a Hwang Ti, l'Imperatore Giallo che dominò in Cina per un secolo intero nel terzo millennio avanti Cristo. Le sue pratiche includevano il T'u Na, esercizi di respirazione, e degli esercizi di meditazione. Queste esperienze furono in seguito conosciute e divulgate nel testo "I Ching" il più antico libro cinese in materia di medicina. Secoli dopo il regno di Hwang Ti, i principi filosofici sottostanti alle tecniche sulla longevità da lui praticate vennero articolati e elaborati dai grandi filosofi taoisti, soprattutto nei classici di Lao Tzu (sesto secolo a.C.) e Chuang Tzu (quarto secolo a.C.). In pratica il Taoismo, assieme al Confucianesimo e al Buddismo divenne una delle tre grandi religioni cinesi, e l'unica fra tutte a sostenere che l'immortalità della persona è possibile, almeno nei principi se non proprio nella pratica, attraverso l'applicazione delle sue tecniche. Tecniche che hanno assunto forme sempre più numerose e raffinate con il passare dei secoli.

"Tai Chi Chuan"
letteralmente significa "Boxe (Chuan) della suprema (Tai) Polarità (Chi).
Questa denominazione indica che il Tai Chi è un arte marziale (boxe) basata
sulle leggi che regolano l'interazione e l'alternarsi di quelli che sono,
secondo la filosofia e il pensiero cinese, i due principi base (o poli)
dell'universo: Yin, il principio negativo, femminile e Yang, il principio
positivo, maschile.
Il Tai Chi Chuan è senza ombra di dubbio il più importante tra gli stili interni
del Kung fu ed è molto di più di una raffinata arte marziale di autodifesa i cui
principi sono in perfetta armonia con le leggi della natura: esso può venire
infatti anche praticato come una ginnastica morbida, dolce particolarmente
indicata per coadiuvare la salute psico-fisica dell'individuo che lo pratica e
come una forma di meditazione in movimento, tipica degli stili interni. Nel Tai
Chi prevalgono movimenti morbidi, sinuosi lenti e continui effettuati con
un'attenzione particolare alla respirazione e alla concentrazione del Chi
(energia).
Il Tai Chi Chuan (Taiji Quan) è quindi una delle più importanti branche delle Arti Marziali Cinesi ed è il risultato della fusione di varie arti e discipline. È utile, per capirne lo spirito, tracciare un profilo storico che sia anche linea genealogica delle più importanti famiglie e maestri. Sono passati più di 300 anni da quando iniziò la sua diffusione all'inizio della dinastia QING.
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QI GONG YIJINJING
Il Qi Gong è una disciplina orientale antichissima, costituita da un sistema di esercizi che ci aiuta a conoscere il nostro corpo e tutte le nostre potenzialità. Qi nella millenaria tradizione cinese significa "energia", "respiro della vita": una forza unificata che riempie ogni essere vivente e un fenomeno naturale, sulla quale si basano tutte le scuole della Medicina Orientale. Qi Gong vuol dire "lavoro con l’energia". Il Qi Gong educa, appunto, a gestire a proprio vantaggio questa energia. La pratica del Qi Gong migliora le funzioni del nostro organismo e c'insegna, appunto, come sentire la nostra energia vitale (Chi), come gestirla consapevolmente per vivere meglio e più a lungo. Ci libera inoltre dalle tensioni, permettendoci di ritrovare rilassamento, benessere e piena armonia con la natura. Il Qi Gong può essere praticato da tutti, giovani e anziani. È un metodo eccezionale di rilassamento antistress, per mantenersi in buona salute e aumentare benessere ed energia fisica e mentale. Il Qi Gong YiJinJing è particolarmente indicato efficace per:
accrescere le prestazioni atletiche combattere rigidità e contratture ottenere un rilassamento antistress completo |
L'immensa popolarità raggiunta
all'inizio del nostro secolo dette origine alla credenza che questo pugilato (Chuan)
sia stato trasmesso all'uomo da esseri celesti. Come risultato la data della sua
origine è stata spostata molti secoli prima.
Tradizionalmente l'arte era conosciuta con differenti nomi secondo le personali
preferenze dei maestri e la cultura della località dove si praticava. Shi San
Shin, Mien Chuan, Chang Chuan sono alcune definizioni dell'arte.
Tai Chi Chuan è l'ultimo appellativo in ordine di tempo. La definizione si
riferisce al pensiero filosofico taoista sul quale si basa il sistema marziale:
la complementarietà degli opposti. Il continuo mutamento generato dalla
tendenza a ristabilire sempre nuovi equilibri. Da un punto di vista storico la
nascita e lo sviluppo dei Tai Chi Chuan è alquanto vaga.
La leggenda narra che intorno al 1200 sulle pendici del monte Wu Tang vivesse un monaco taoista di nome Chang San Feng.

Il monaco Chang San Feng
Esperto di arti marziali un giorno assistette al
combattimento tra una gru ed un serpente. Quest'ultimo si sottraeva a colpi di
becco dell'uccello con movimenti morbidi, sinuosi, lenti e continui, ma poi
contrattaccava con fulminea rapidità. Fu lì che comprese come la sinuosità
circolare del serpente fosse particolarmente efficace di fronte ai diretti
attacchi del volatile. Era tipico in quei tempi trarre insegnamenti dal mondo della natura e Chang San
Feng ne accolse uno che si sarebbe diramato nei secoli sino ai giorni nostri.
Un'altra leggenda narra invece che lo stesso Chang San Feng avrebbe invece
imparato il Tai Chi durante un sogno.
Spesso agli albori di un arte marziale, i praticanti tendevano a nobilitare le
loro arti attribuendone le origini a famosi monaci come è accaduto per lo
Shaolin con il monaco Bodhidarma e quindi per il Tai Chi con Chang San Feng, ma è
molto difficile risalire alle reali origini in quanto non abbiamo prove scritte
quanto divulgate verbalmente e quindi soggette a personalizzazioni e fantasie.
Nacque così questa morbida arte che non basa le speranze di vittoria del
praticante sulla sua contrapposizione atletico - muscolare, ma bensì sull'utilizzo
di forze sottili al nostro interno che ci guidano sulla strada dell'armonia e
della fluidità.
Molto probabilmente anche se CHANG SAN FENG viene accreditato come il primo
fondatore del Tai Chi Chuan, lo stile potrebbe essersi sviluppato come una
specializzazione dello SHAO LIN CHUAN (Boxe dei tempi di SHAO LIN) di origine
buddista o come risposta a questa scuola da parte della comunità taoista dei
monte WU DAN, celebre per la pratica dell'alchimia interiore.
Bisogna arrivare alla metà del settimo secolo per avere notizie storiche più
chiare e precise. Nella genealogia della
Famiglia Chen, conservata nel villaggio
di Chen Jia Kou, viene riportato che CHEN WANG TING della nona generazione: "... era
il creatore dell'arte marziale con armi e a mano nuda della
Scuola Chen ...".
Dopo 5 generazioni l'arte della famiglia passò a CHEN CHANG XING (1771-1853). Tradizionalmente l'insegnamento di molte arti marziali era ristretto a parenti con lo stesso cognome. Molto di rado gli estranei potevano accostarsi agli aspetti più profondi di un'arte marziale di famiglia.
Diversi
furono gli stili che si formarono: i più noti sono lo stile Wu, Sun,
Chen e Yang.
A proposito di questi ultimi due si racconta che nel XIX secolo la Famiglia Chen,
nella provincia di Ho Nan, praticasse uno stile proprio di Tai Chi Chuan, e che
questo stile fosse stato tramandato solamente ai familiari come utile sistema di
difesa del villaggio in cui vivevano.
Un uomo chiamato YANG LU CHAN (1797-1873), rimasto affascinato dalle tecniche
marziali che riuscì ad osservare di nascosto, volle imparare il Tai Chi Chuan. Non
essendo membro della famiglia CHEN usò un espediente per avvicinarsi al maestro:
si fece assumere in qualità di servo di casa. Ebbe così la possibilità di
esercitarsi con gli allievi nelle normali lezioni e spiare nottetempo le
pratiche riservate ai membri più stretti della famiglia. Nel tempo libero le ripeteva
studiandole assiduamente, ma un giorno fu scoperto dalla famiglia. Si sa che le
conseguenze a quei tempi avrebbero potuto essere quanto meno spiacevoli per
l'ardito servitore, che per punizione, a battersi contro i migliori allievi
della famiglia. YANG li batté facilmente e tutti rimasero ben impressionati
dalle sue capacità e dalla passione per quell'arte.
Decisero così di permettergli di continuare gli studi insieme a loro e da quel momento fu accettato come discepolo da CHEN CHANG XING che lo iniziò
alle pratiche più segrete del Tai Chi Chuan. YANG LU CHAN trasferitosi a Pechino
cambiò gradualmente le sequenze imparate dal suo maestro creando una forma volta
al miglioramento della salute e al benessere fisico. Un ulteriore adattamento fu
apportato dal suo terzo figlio YANG JIAN HOU (1839-1937).
Il terzo figlio di YANG JIAN HOU, YANG CHEN FU, ne modificò e ne semplificò diverse posizioni al fine di creare e diffondere una valida pratica, dagli innumerevoli aspetti positivi, che fosse fruibile da tutti. Come i maestri che lo avevano preceduto, insegnava il Tai Chi Chuan in pubblico esclusivamente come una forma di esercizio fisico salutare; per questo motivo e per permettere una pratica agevole anche a persone anziane o debilitate egli mise a punto forme abbreviate e semplificate della cosiddetta " forma lunga".
Gli altri aspetti del Tai Chi Chuan, in particolari quelli marziali, continuarono a venire trasmessi solo a pochi allievi selezionati.
Così, grazie a YANG CHEN FU, che è stato, senza dubbio, il più grande maestro dei nostro secolo, fu codificato un TAI CHI chiamato "il grande stile", ampio e armonioso, riconosciuto come "Forma della Famiglia YANG", la più popolare forma di Tai Chi Chuan nel mondo.
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IL TAIJIQUAN (Stile Chen) - La boxe del Grande Termine
Il Taijiquan (Thai Chi Chuan) è oggigiorno conosciuto e praticato da un numero sempre crescente di persone in tutto il mondo. Le sue caratteristiche di arte del movimento bella ed elegante da vedere e l'innegabile efficacia delle sue applicazioni marziali ne fanno infatti un tesoro unico ed inestimabile della millenaria cultura cinese. Questa crescente diffusione è però ancora accompagnata da una buona dose di ignoranza riguardante l'argomento. L'immagine che si ha sovente del Taijiquan è infatti quella di una sorta di danza dai movimenti morbidi e aggraziati, il cui solo scopo sembra essere quello di guarire miracolosamente un' umanità malata dallo stress dei tempi moderni. Anche coloro che hanno una buona confidenza con le arti marziali spesso non considerano il Taijiquan per quello che effettivamente è: un'arte di combattimento molto potente e raffinata che si basa su principi superiori e quindi un pò difficili da capire o da mettere in pratica. Questo avviene essenzialmente per due motivi: il primo è lo scarseggiare di maestri qualificati con conseguente diffondersi di insegnamenti di scarsa qualità. Il secondo motivo che ha contribuito in gran parte a popolarizzare l'attuale immagine del Taijiquan è che esso si è via via impoverito dei suoi contenuti originari. La maggior parte delle forme di Taijiquan oggi praticate nel mondo deriva infatti dalla sequenza sistematizzata nei primi decenni di questo secolo da Yang Chengfu, nella quale sono totalmente assenti elementi come esplosioni di energia o variazioni di ritmo durante l'esecuzione, cose queste che ne facilitarono la diffusione di massa. Ma tali elementi non sono, come si potrebbe essere indotti a pensare, estranei alla pratica del Taijiquan: li ritroviamo infatti nelle sequenze della scuola Chen, oggi in rapida diffusione nel mondo, ma ancora poco conosciuta. Lo stile Chen è il più antico, e da esso derivano tutti gli altri stili di Taijiquan conosciuti.
Chenshi Taijiquan
Sebbene l'origine
del Taijiquan venga spesso attribuita al leggendario eremita taoista Zhang
Sanfeng, la realtà storica è ben diversa. Sembra che egli
fosse molto famoso per la sua abilità marziale e che avesse contribuito
attivamente a combattere il fenomeno del banditismo. Ritiratosi nel villaggio di
Chenjiagou (distretto di Wen, Henan, Cina del Nord) dopo la caduta dei Ming,
Chen
Wangting si dedicò a perfezionare il suo sistema di combattimento e ad
insegnarlo ai giovani della famiglia, così che potesse essere tramandato nelle
generazioni a venire come un tesoro da custodire all'interno del clan. Da chi avesse
appreso questo tipo di boxe oggi non è possibile saperlo. Probabilmente il suo
lavoro fu di sistematizzare in una serie di esercizi e sequenze un patrimonio
marziale già esistente e giunto fino a lui. Verso la fine del '700 quasi tutte le sequenze insegnate da Chen Wangting erano andate perdute, ad eccezione della prima sequenza di Taijiquan e del Pao chui. In questo periodo Chen Changxing (XIV generazione della famiglia Chen) unificò e sistematizzò il materiale a sua disposizione, dividendolo in due parti: una prima forma, chiamata "Lao jia" (Antica intelaiatura), che pone l'enfasi sul rilassamento e la stabilità, e una seconda forma di Pao chui, più complessa della prima, che tende a sviluppare forza, agilità e velocità.
La forma Lao Jia ha subito delle elaborazioni nel corso dei secoli, fino ad arrivare al famoso Maestro Chen Fake (1887-1957), che durante la sua permanenza a Pechino, sistematizzò una nuova sequenza, chiamata "Xin Jia" (Nuova intelaiatura), oggi maggiormente diffusa nel mondo.
Un grande contributo alla diffusione e soprattutto al mantenimento della tradizione della famiglia fu dato in questo secolo da Chen Zhaokui e Chen Zhaopi, il figlio ed il nipote di Chen Fake, che, in tempi di proibizionismo delle arti marziali, continuarono nascostamente a trasmettere questo sistema di boxe e i suoi principi ai discendenti della famiglia. Quattro dei loro più famosi studenti rappresentano al giorno d'oggi nel mondo questo stile: Chen Xiaowang, nipote di Chen Fake, il cugino Chen Zhenglei, Zhu Tiancai e Wang Xian.
CARATTERISTICHE DEL SISTEMA
Il sistema di
studio del Taijiquan stile Chen permette di sviluppare determinate qualità,
molto importanti per ottenere buona abilità nell'arte marziale, buona salute e,
non ultima, una visione della vita più aperta e completa. Le caratteristiche peculiari dello stile Chen sono essenzialmente due: l'utilizzo di un tipo di energia esplosiva (Fa jin), e quello di un tipo di energia a spirale (Zhansi jin). La corretta comprensione di quest'ultima è una delle chiavi, forse la più importante, per acquisire una certa abilità marziale nel Taijiquan.
Si tratta di un modo particolare di utilizzare la forza, con movimenti a spirale eseguiti in senso orario o antiorario. Per definire questa forza, i maestri della scuola Chen usano l'espressione "forza avvolta come un filo di seta", per il suo somigliare a un filo di seta che si dipana dal bozzolo disegnando spirali che si muovono nello spazio. Per quanto riguarda la parte superiore del corpo, la forza interiore avvolta in senso normale (Shun Zhansi jin) parte dal Dantian, sale fino alle spalle, ruota intorno al braccio passando per il gomito, e si trasferisce alle dita delle mani. Viceversa, la forza interiore avvolta in senso inverso (Ni Zhansi jin) inizia dalle dita, e svolgendosi a spirale passa per i gomiti, le spalle, e finisce al Dantian. Per avere un'idea del movimento di queste forze, potremmo dire a grandi linee che è paragonabile al movimento di una vite che entra ed esce dal legno.
La "forza che scaturisce" o "forza esplosiva" (fa jin) si emette durante l'espirazione. L'emissione di energia che il fa jin comporta è oggi presente quasi soltanto nelle forme di allenamento della scuola Chen, ed in particolare nella seconda (Pao chui), ma probabilmente all'inizio era presente anche nelle forme della scuola Yang. L'emissione di questa forza è rapida come un lampo e avviene quasi inconsciamente. Chen Yanlin scrive: "L'emissione della forza avviene senza averne coscienza. Nel momento dell'emissione, meno si ha l'impressione di produrre energia, più l'avversario la riceverà con forza. Viceversa, se l'energia sembra uscire con violenza, colui che subisce l'attacco non la riceve con l'intensità voluta. Il motivo risiede nel fatto che, se colui che emette ha la sensazione di avere forza, tale forza non è uscita completamente". Un'altra caratteristica del fa jin è la sua rapidità di emissione. Il Maestro Chen Fake diceva che si tratta di una "forza d'accelerazione". I cinesi considerano infatti la rapidità dell'attacco più importante della sua intensità. Si legge infatti in un antico testo "Insondabili come le nuvole muovetevi con la velocità del lampo". Per raggiungere tale velocità è indispensabile una grande lentezza, al fine di acquisire la massima precisione. Soltanto l'estrema lentezza rende estremamente precisi. Il fa jin è emesso come da una molla che si tende. Il corpo è come un arco e la forza come una freccia. Ultima ma non meno importante, la possibilità di emettere questa forza da qualunque distanza e con qualunque parte del corpo, cosa che permette un indubbio vantaggio in combattimento.
CHENJIAGOU - IL VILLAGGIO DELLA FAMIGLIA CHEN
Chenjiagou, il "villaggio della famiglia Chen", si trova nella provincia dello Henan, nella contea di Wen.
È un piccolo villaggio rurale di circa tremila abitanti, per i quali il Taijiquan (Thai Chi Chuan) è diventato uno stile di vita. Dai 4 anni in su i bambini iniziano a studiare i movimenti di boxe e girando per le strade di fango del villaggio, all'alba o a sera inoltrata, non è raro incontrare anziani che praticano Lao Jia, la "antica intelaiatura", Xin Jia, la "nuova intelaiatura", o Xiao Jia, la "piccola intelaiatura". Tutte le generazioni a Chenjiagou praticano Taijiquan e c'è un'alta percentuale di maestri o praticanti di buon livello, considerato l'esiguo numero di residenti.
Il Taijiquan è ciò che fa di questo piccolo villaggio di campagna un posto unico al mondo. È ciò che riempie la giornata dei giovani, quando non lavorano nei campi o svolgono altre attività. Ed è anche l'orgoglio degli abitanti del villaggio, che vanno molto fieri di come il loro stile di boxe sia diventato così popolare in tutto il mondo. Il villaggio Chen è abbastanza isolato; oggi la vita è meno difficile che in passato, ma è comunque abbastanza dura e spesso la più comune alternativa, per i giovani, è il lavoro nei campi. Qualcuno, più benestante, riesce ad andare a studiare in qualche università vicina o lontana, ma sempre più spesso i giovani di Chenjiagou emigrano nelle grandi città in cerca di lavoro. Tuttavia, parlando con i giovani, si nota fortemente l'attaccamento al proprio villaggio, dove la vita scorre sempre uguale, scandita da un ritmo lento e dalla pratica costante del Taijiquan. Chi lavora inizia
prima dell'alba e al ritorno, la sera, dal lavoro continua a praticare gli
esercizi di boxe. Chi è libero spesso pratica tutto il giorno, iniziando la
mattina, con la pausa per il pranzo e continuando il pomeriggio. Naturalmente
tra una chiacchiera e l'altra … Così anche per chi insegna o per gli studenti: la
giornata è fatta di Taijiquan.
Ogni dieci giorni
la strada principale si riempie per il mercato e si può trovare veramente di
tutto (andare insieme agli studenti della scuola può evitarvi di venir
imbrogliati sul prezzo). Chenjiagou non è assolutamente un posto per turisti. Vivere al villaggio per un periodo di studio è veramente molto duro e le condizioni di vita non sono quelle a cui noi occidentali siamo abituati. Le condizioni igieniche o dei cibi possono procurare problemi anche seri. La conservazione dei cibi non è quella ideale: la carne ad esempio è venduta su un banchetto di legno per strada, dov'è tenuta, al sole, per più di un giorno, e ci sono polvere e insetti dappertutto, così come escrementi di animali che girano liberamente per il villaggio, compresi parecchi grossi topi. Anche la dieta non è simile alla dieta occidentale: riso in acqua calda è la base dei tre pasti, ma in compenso si trovano frittelle dolci e pane molto buono, comprato a un angolo di strada da una simpatica famiglia. Anche pensare di andare a studiare senza un'adeguata preparazione al Taijiquan è un'idea infelice: le lezioni iniziano verso le 9.00, ma come gli altri studenti, è ben visto dagli insegnanti iniziare prima di colazione, verso le 6.00. Le lezioni, nello stile cinese, sono molto dure e la pratica, con le pause per i pasti, dura fin verso le 17.00, con questo o quel gruppo, con questo o quell'istruttore. Alla fine resta solo la voglia di andare a letto, per ricominciare l'indomani. Nessuna distrazione "turistica" è possibile. Studiare a Chenjiagou è consigliato solo a chi è veramente motivato e già abituato a studiare con un serio insegnante cinese e a "lavorare duro", molto duro. A Chenjiagou le sere sono quiete e la gente si riunisce in casa a giocare a Xiangqi (scacchi cinesi) o a Mahjiong, o nelle botteghe a parlare … È strano incontrare per strada così tanti maestri noti anche nel resto della Cina o nel mondo occidentale, tranquillamente seduti a giocare o chiacchierare, così come intravedere, nei cortili o agli angoli delle stradine, nella luce incerta del crepuscolo, gruppi di persone di tutte le età che praticano Taijiquan.
Ma non ci si lasci ingannare dal romanticismo che evocano queste immagini: studiare il Taijiquan a Chenjiagou è un'esperienza molto pratica, fisica e dura, e per niente legata a falsi miti che vorrebbero ricondurre quest'arte marziale a comode e alternative mode del momento.
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Il Tai Chi Chuan
è un'antica arte marziale cinese basata sul concetto taoista di Yin-Yang,
l'eterna alleanza degli opposti. Nato come sistema di autodifesa (Tai Chi Chuan
significa letteralmente "suprema arte di combattimento") si è trasformato nel
corso dei secoli in una raffinata forma di esercizio per la salute ed il
benessere anche se esistono alcune scuole che continuano ad insegnarlo e
esercitarlo anche come vero e proprio sistema di difesa.
La pratica del Tai Chi Chuan consiste principalmente nell'esecuzione di una
serie di movimenti lenti e circolari che ricordano una danza silenziosa, ma che
in realtà mimano la lotta con un opponente immaginario.
All'interno degli stili del Tai Chi Chuan i più
popolari sono lo Yang e il
Chen. Il primo è il più praticato,
richiedendo il Chen un'esercitazione molto più complessa e faticosa.
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LA "FORMA" DELLA FAMIGLIA YANG
Si narra che vi furono molti personaggi, al
confine tra la realtà e la leggenda, che contribuirono allo sviluppo di
discipline simili al Tai Chi Chuan, ma l’unico che riuscì ad ottenere
l’unificazione di tutte queste arti marziali, fu il Gran Maestro Chang
San Feng. Chang San Feng rimase per circa dieci anni presso il tempio ed imparò tutti gli esercizi del "Kung Fu Shaolin". Nel 1300 venne finalmente in contatto con eremiti e monaci taoisti, che gli trasmisero i segreti dell’energia e della longevità, e si stabilì quindi sul Monte Wudang, la montagna sacra del Taoismo, dove, come monaco taoista, secondo la leggenda divenne immortale. Forte della approfondita conoscenza delle pratiche taoiste, Chang San Feng modificò radicalmente il "Kung Fu Shaolin", relativamente duro, in uno stile più morbido noto come "Lungo Chuan Wudang", eliminando l’uso di pesi e sacchetti di sabbia per l’allenamento ed introducendo invece le tecniche taoiste di meditazione e sviluppo energetico, il controllo del respiro, le visualizzazioni. Perciò il tipo di pratica da lui concepita trascendeva nettamente l’arte marziale e si configurava piuttosto come un metodo per lo sviluppo interiore e spirituale, da cui l’abilità marziale scaturiva come una naturale conseguenza, insieme al benessere fisico e mentale. Narra la leggenda che Chang San Feng traesse ispirazione, per la creazione del Tai Chi Chuan, da un combattimento tra un serpente ed una gru, a cui si era trovato accidentalmente ad assistere. Il serpente riusciva a schivare e neutralizzare i veloci attacchi rettilinei portati con il becco dalla gru, grazie ad altrettanto veloci movimenti a spirale, senza però mai perdere la propria forma circolare. Chang San Feng capì allora come la morbidezza fosse vincente sulla rigidità e da qui sviluppò il Tai Chi Chuan, che ancora oggi fa della frase "vincere cedendo" la sua bandiera. Dai tempi di Chang San Feng si succedettero varie generazioni di Maestri fino ad arrivare a Chen Wang Ting, vissuto nel 1600 d.C. e fondatore dello stile Chen, da cui sono derivati poi tutti gli altri stili di Tai Chi Chuan come lo Yang e il Wu. Il fondatore dello stile Yang fu il Gran Maestro Yang Lu Chan (1799-1872).
Albero genealogico della Famiglia Yang
Prima dell'avvento di Yang Lu Chan, il Tai Chi Chuan era considerato un tesoro esclusivo della Famiglia Chen e per i suoi membri rappresentava un segreto prezioso da custodirsi gelosamente, tanto che anche il solo mostrarlo a persone esterne alla famiglia costituiva quasi un reato. A maggior ragione chi avesse "rubato" un tale segreto, avrebbe recato un’offesa estremamente grave alla Famiglia Chen, offesa punibile anche con la morte. Eppure Yang Lu Chan sopravvisse, pur essendosi impossessato di tali segreti. Yang Lu Chan si fece assumere come servo in casa dei Chen, capeggiati a quel tempo dal Gran Maestro Chen Chang Hsin, e dopo poco cominciò ad osservare di nascosto le lezioni che quotidianamente il Maestro impartiva ai membri della sua famiglia. Passò le notti a studiare e ad esercitarsi da solo raggiungendo un livello elevatissimo, finché non venne scoperto. Il Maestro Chen lo invitò a battersi con i suoi allievi ed egli li sconfisse tutti con tale bravura che il Maestro ne rimase impressionato e lo prese come suo discepolo perdonandolo, davanti a tutti i suoi studenti riuniti nella Sala di Famiglia, di aver rubato l’arte segreta e dichiarandosi orgoglioso di accoglierlo come nuovo praticante del Tai Chi Chuan della Famiglia Chen. In seguito Yang Lu Chan viaggiò per tutta la Cina visitando palestre e monasteri, alla ricerca dei più famosi maestri di Kung Fu, che regolarmente sfidava e immancabilmente sconfiggeva, guadagnandosi così l’appellativo di "Yang l'invincibile". La sua bravura era tale che, con il solo uso dell’energia, riusciva a scagliare a metri di distanza anche gli avversari muscolarmente più forti e potenti, ma senza ferirli. Yang Lu Chan fu convocato anche alla corte dell’Imperatore, che però era di origine Manciù (popolazione del nord della Cina) e questo fu uno dei principali motivi che lo spinsero a non insegnare alla famiglia imperiale l’arte del Tai Chi Chuan nella sua interezza, bensì a trasformarla in una specie di ginnastica dolce basata sull’apparenza e quindi priva dei principi interni che la rendevano veramente potente. Il suo Tai Chi Chuan divenne così il più conosciuto e diffuso di tutta la Cina, ma in realtà l’autentico Tai Chi Chuan, completo di tutti i segreti, Yang Lu Chan lo trasmise solo all’interno della propria famiglia. I suoi due figli Yang Yu (1837-1892) e Yang Chien Hou (1839-1917) proseguirono la tradizione paterna. Si racconta che Yang Chien Hou fosse incredibilmente abile con le armi, in particolare col bastone e che avesse una sensibilità straordinaria grazie alla quale riusciva ad impedire agli uccelli di spiccare il volo dal palmo della sua mano. Infatti quando questi cercavano di darsi la spinta per volare via, lui abbassava la mano quel tanto che bastava per impedire loro di utilizzarla come base d’appoggio. Dei due figli di Yang Chien Hou, Yang Chen Fu (1883-1936) fu sicuramente il più famoso. Cominciò a studiare il Tai Chi Chuan all’età di vent’anni e dopo la morte del padre intensificò ulteriormente la sua attività praticando notte e giorno, fino a raggiungere un livello altissimo e a divenire anche più abile del padre. Si narra che fosse apparentemente morbido come il cotone, ma che avesse una potenza interna come di acciaio. Yang Chen Fu viaggiò molto e definì con precisione lo stile Yang insegnandolo pubblicamente nei parchi, però anche lui differenziò la sua pratica in "forma pubblica" e "forma privata": solo la forma privata conteneva i segreti dello stile della famiglia Yang e pochissimi dei suoi innumerevoli allievi vennero iniziati ad essa. Questo spiega perché lo stile Yang attualmente diffuso e pubblicamente insegnato in Cina si discosta sensibilmente dallo stile Yang originale. Alla stragrande maggioranza dei suoi allievi Yang Chen Fu insegnava la "forma pubblica", un dolce esercizio ginnico privo di qualsiasi contenuto sia energetico che marziale, e solamente ai membri della famiglia e ad alcuni allievi particolarmente meritevoli insegnava la "forma privata". La sua eredità fu raccolta dal figlio Yang Sau Chung (1905-1985), il quale iniziò ad imparare il Tai Chi Chuan all'età di otto anni e studiò con il padre per più di venti anni. Nel 1949, dopo l’avvento di un regime politico intollerante nei confronti del Taoismo, si rifugiò ad Hong Kong dove nel 1971 fondò l'International Tai Chi Chuan Association (ITCCA) in modo da diffondere e preservare lo Stile Originale della Famiglia Yang. Attualmente il responsabile per l’Europa dell’ITCCA è il Maestro Chu King Hung, uno dei tre discepoli a cui il Gran Maestro Yang Sau Chung svelò tutti i segreti della Famiglia Yang. Il Maestro Chu King Hung aveva dodici anni quando la sua famiglia si trasferì ad Hong Kong e lì incominciò l’apprendistato col Maestro Yang Sau Chung, che sarebbe durato 26 anni. Apprese la Tradizione completa della famiglia Yang e fu in seguito autorizzato dal Gran Maestro ad insegnare lo stile Yang nella sua forma originale. Il Maestro Chu King Hung vive ed insegna a Londra dal 1970 ed organizza stage in tutta Europa.
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Oltre al concetto di Yin e Yang, l'espressione che descrive questa tecnica
risiede nel concetto di "Forma", un sistema di movimenti concatenati che
vengono eseguiti in un modo lento, uniforme e senza interruzioni. Tali movimenti
possono essere eseguiti a mani nude o con il supporto di particolari armi.
Esiste anche un insieme di esercizi che vengono eseguiti in coppia e che
prendono il nome di Tui Shous.
Lo studio del Tai Chi Chuan inizia quindi con la sequenza di movimenti detta
"forma lenta". Gradualmente si studiano i movimenti e si introducono i principi
fondamentali: si impara ad acquietare la mente, a muovere il corpo in modo
rilassato e consapevole, a calmare il respiro.
La pratica attenta e costante di queste tecniche, grazie alla loro morbidezza, alla circolarità e alla lentezza con cui vengono eseguiti, rende il corpo più agile e armonioso migliora la postura ed ha un effetto benefico sul sistema nervoso e sulla circolazione.
Scopo ultimo di questa arte è stimolare il libero fluire dell'energia vitale e così ristabilire armonia ed equilibrio tra corpo, mente e spirito.
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IL TAI CHI VIETNAMITA
Quando si parla di Tai Chi si parla di una disciplina antichissima. La tradizione popolare vuole che il Tai Chi sia stato creato attorno all'anno 960 da Chang San Feng, un monaco taoista esperto di arti marziali. Egli ebbe modo di assistere al combattimento fra un serpente ed una gru. Il serpente, con movimenti sinuosi, lenti e continui, si sottraeva ai secchi colpi di becco dell'uccello. Il monaco comprese che in un combattimento la morbidezza e la flessibilità prevalgono sulla durezza e sulla forza; applicando questi principi alle arti marziali creò il Tai Chi. Nella fase di trasposizione e sviluppo il Tai Chi ebbe una graduale evoluzione in molte scuole o stili, dando origine a 6 stili principali: Chang, Yang, Wu, Sun, W'u Wudang. La scuola Yang attua soprattutto le forme armoniche ed i movimenti lenti, simili a passi di danza, mentre la scuola Chen, invece, predilige l'aspetto marziale, con movimenti più dinamici. Due sono le forme a mani nude, la forma lunga e la forma breve. La forma lunga consta di 108 movimenti in sequenza effettuati individualmente in maniera circolare. La forma breve è invece stata creata negli anni '60 scegliendo i 24 movimenti più significativi della forma lunga. Oltre a queste vanno ad aggiungersi quelle con le armi: la forma base di spada, la forma di bastone, il ventaglio. Inoltre il Tai Chi comprende: il Tui Sho, mani che spingono, esercizi a coppie dove, durante la pratica, si impara a controllare e guidare la forza in sinergia allo Yi, l'intento della mente per dirigere il Qi (energia interiore) ed il Qi Gong, che prevede vari metodi di allenamento per sviluppare la forza interiore. Il Tai Chi della scuola vietnamita o, più precisamente, il cosiddetto Hièp Khi - Thai Cuc, coincide con quella che in VietNam è ritenuta "l'arte del Mantenimento della propria vitalità". Esso nasce dalla fusione del Tai Chi cinese e le arti marziali vietnamite che si ispirano ai principi dello hiép khi (convergenza di energie interne) e del thai cuc, "ultimo supremo" o "meditazione in movimento". Uomini e donne di ogni età praticano, oggi in Vietnam, questa sorta di "ginnastica dolce" incentrata su movimenti lenti, fluidi e rilassanti che apportano una sensazione di benessere e contribuiscono a migliorare la salute. I benefici del Tai Chi vietnamita non sono soltanto fisici ma anche mentali, poiché contribuiscono ad attenuare lo stress e a superare, attraverso il rilassamento, determinati disagi psicologici. La vera essenza del Tai Chi vietnamita tuttavia, coincide con l'attitudine di questa arte millenaria a ricercare l'armonia fra corpo e spirito. Associato ad un regime alimentare adeguato, basato sui principi dello Yin e dello Yang, il Tai Chi vietnamita può contribuire a risolvere numerosi problemi di salute quali ad esempio disturbi ossei, muscolari o circolatori, che possono essere migliorati attraverso una pratica regolare e costante degli esercizi. Ogni movimento ritmico e rilassante fa appello a tutto il colpo. La respirazione profonda, il massaggio, i movimenti rotatori, favoriscono la regolazione del metabolismo corporeo, della circolazione e della digestione. Il Tai Chi vietnamita agisce pertanto come medicina dolce per alcuni disturbi neurovegetativi. Creazione originale del Tai Chi vietnamita è l'introduzione della musica, nell'insieme dei movimenti prescritti. Queste "danze aerobiche", con il loro elegante apporto coreografico, attingono pertanto anche alla musicoterapia e possono contribuire sia a ridare tono al fisico, sia ad apportare un giusto grado di serenità. Sono particolarmente consigliate agli anziani e nel caso di convalescenze post-traumatiche. Negli anni novanta il Maestro P. Hoang, ha codificato parte del Tai Chi vietnamita, dando vita al Viet Tai Chi. In Italia il maggior esponente del Viet Tai Chi è attualmente il Maestro Bao Lan che vive ed insegna a Padova.
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FILOSOFIA
Ciò che il Tai Chi Chuan offre è un ampio concetto di salute e di longevità,
secondo il quale un organismo fiorisce soltanto se è propriamente nutrito e
curato attraverso tutto il ciclo della sua vita. Innanzitutto occorre creare un
nuovo tipo di approccio sul quale basare il riconoscimento che la longevità non
è un valore per le persone anziane, ma per tutti senza limiti d'età. Essenziale
per l'approccio cinese è l'intuizione che l'obiettivo di una longevità in piena
salute debba essere perseguito anche da giovani e bambini. Il modo migliore per
ottenere successi in questo campo consiste nello stabilire una disponibilità
verso tali pratiche sin dalla più tenera età. Sia gli antichi taoisti che i
confuciani sottolineano l'importanza di una mente serena per la salute ed il
conseguimento di una autentica saggezza.
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I "TRATTATI CLASSICI"
I principi classici
del Tai Chi Chùan sono raccolti in alcuni brevi scritti che sono stati
tramandati di generazione in generazione e che vengono definiti i "Trattati
Classici". Riportiamo qui di seguito la traduzione del trattato attribuito a Wang Tsung Yùeh. Fra parentesi abbiamo aggiunto alcuni brevi spiegazioni.
IL TRATTATO DI WANG TSUNG YUEH (cenni sulla teoria Yin e Yang)
TABELLA CORRISPONDENZE DI ESEMPIO FRA YIN E YANG
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Alcuni principi filosofici permeano profondamente il Tai Chi Chuan. Certamente il Taoismo ricopre un ruolo fondamentale, ma può diventare di grande interesse anche la conoscenza del Buddismo Chan (Zen) che ha ricoperto nel corso della storia cinese una notevole importanza.
Taoismo
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La cosa più
naturale sembra irreale. |
Le origini del
Taoismo risalgono al 500 a.C. Viene qui indicato il Tao (Via) come sorgente
dell'universo da cui si originano le due polarità, Yin e Yang, non contrapposte
tra loro, ma bensì complementari, dalle quali discendono tutti i mondi.
Il simbolo del Tao bene esprime il concetto di complementarità, infatti il
bianco, Yang, ed il nero, Yin, si compenetrano armoniosamente dando, tra le
mille altre interpretazioni, una lettura della vita fatta di equilibri che
trovano in modo fluido e naturale i propri spazi anziché fronteggiarsi
rigidamente solidificandosi in due blocchi contrapposti.
Evidenziano altresì la consapevolezza che in ogni espressione vi è un po' del
proprio opposto. Ecco infatti presente nella parte in cui il bianco è
maggiormente esteso un piccolo cerchiolino nero e viceversa.
è lì a ricordarci
che negli altri c'è sempre un poco di noi stessi, che la ragione non sta mai
tutta da una parte e che, alterando indiscriminatamente l'equilibrio esterno, in
realtà ne alteriamo anche uno interno etc.
A differenza di molte filosofie occidentali che si fanno strumento di
comprensione attraverso approfondite analisi, il Taoismo si esprime spesso con
brevi frasi suggestive. La via seguita dal filosofo taoista non punta alla mente
delle persone, bensì alle persone nella loro interezza fatta di emozioni,
sensazioni o semplici percezioni di una realtà che non può essere compresa solo
con la mente, ma anzi spesso è proprio quest'ultima, con i suoi pregiudizi, a
viziare la visione di ciò che i nostri occhi potrebbero ben vedere.
Un contributo di primaria importanza alla diffusione del Taoismo venne dato, già
nei primi secoli del suo sviluppo, da Lao Tze (nel Tao Te Ching
scrisse frasi grazie alle quali ancora oggi è possibile meditare profondamente).
Il Tai Chi Chuan ha molto attinto da questo libro e più in generale ai principi
del Taoismo. "Il morbido vince il duro" è alla base delle tecniche marziali del
Tai Chi Chuan in cui invece di contrapporre forza alla forza, si tende ad unirsi
all'avversario modificando la direzione dell'attacco e mutandone circolarmente
l'equilibrio.
Gli esempi in natura, sempre ottima Maestra, sono quasi infiniti: l'acqua è
morbida, ma un mare in tempesta può creare danni molto gravi; la neve è morbida
e soffice, ma scivolando da una montagna può sommergere ogni cosa; l'aria è
quasi impalpabile, ma il vento può diventare temibilissimo. E sempre in natura
troviamo, per così dire, esempi di contromosse: di fronte ad un tornado le forti
e rigide costruzioni dell'uomo possono crollare, mentre invece le deboli piante
si flettono per poi rialzarsi.
Naturalmente questi esempi possono diventare anche delle chiare metafore a cui
attingere nella propria vita quotidiana. Può infatti capitare di subire delle
pressioni a cui si è tentati di rispondere con maggior veemenza e sotto le quali
si rischia di crollare esausti. La natura è lì, sotto i nostri occhi, non ci
lascia mai soli e noi stessi ne siamo parte, talvolta inconsapevoli custodi di
tesori che andiamo cercando altrove.
"La cosa più naturale sembra irreale"
Zen

Lo Zen nasce
storicamente con Bodhidharma che verso la fine del quinto secolo lasciò l'India
e si trasferì in Cina. Successivamente anche il Giappone prestò molta attenzione
allo sviluppo dello Zen ed alle sue manifestazioni nella vita quotidiana.
Certo è che moltissimi samurai abbiano abbinato la meditazione Zen alla pratica
delle Arti Marziali in cui erano maestri. La calma durante il combattimento e la
concentrazione acquisita durante la meditazione erano considerate spesso come
elemento decisivo nella risoluzione di un combattimento.
Sullo Zen è stato scritto e detto tutto ed il contrario di tutto.
Involontariamente è possibile che si sia reso un quadro valido di ciò che lo Zen
è veramente. Si dice che il saggio non si attacchi né all'esistere né al non
esistere.
Lo Zen viene definito un'espressione del buddismo; è altresì considerato come
una filosofia che non implica l'esistenza di nessun dio, al tempo stesso non
escludendola. Importante è saperne riconoscere uno dei caratteri principali che
non è l'incertezza, ma bensì la flessibilità.
Fluidamente ci si libera dei pensieri che contraggono la nostra mente ed il
nostro corpo lasciandoci liberi di Vivere istante dopo istante la nostra
esistenza.
Lo Zen è una delle possibili Vie per l'Illuminazione, cioè per comprendere la
propria natura. è possibile raggiungere uno stato di quiete fisica e mentale
senza che nessun pensiero possa disturbarci. Ed è possibile concentrare tutto il
nostro essere sull'azione che si sta compiendo percependo in quel momento tutto
l'ambiente circostante. L'intuizione è uno degli elementi privilegiati dallo
Zen. Affrontare qualunque situazione rivelando il meglio di noi stessi, delle
nostre capacità, e di tutto ciò che spesso giace sepolto sotto pesanti
sovrastrutture, è uno degli aspetti che maggiormente si notano nei praticanti
Zen.
Lo Zen non aggiunge nulla a noi stessi, ma toglie ciò che disturba la nostra
naturale espressione d'esistenza. Anche il tipo di meditazione praticato è
naturale, semplice e rispettoso del nostro essere. Grazie alla meditazione è
possibile ritornare a ciò che si è nel nostro profondo evitando di porre
l'accento su come vorremmo essere o apparire. Si torna ad ascoltare noi stessi,
le nostre sensazioni, i nostri stimoli, si torna a riconoscerli ed ad agire nel
rispetto del nostro essere e del mondo in cui viviamo.
Rispetto non significa "dovere", ma armonia. Chi non desidera star bene e vivere
con persone che stanno bene? Con questa premessa il ferire un'altra persona è
disarmonico con il nostro essere e con il mondo che ci circonda. Da qui il
rispetto per sé stessi e per gli altri, non come frutto di un dogma morale, ma
bensì come il naturale assecondare la natura delle persone.
I più deboli attaccano, coloro che soffrono possono ferire.
Lo Zen ci allarga il
campo delle percezioni e ci permette anche di meglio comprendere chi soffre. La
comprensione è il primo passo per poter aiutare una persona in difficoltà e,
qualora ve ne fosse bisogno, per cogliere il momento in cui coloro, che
tramutano il loro malessere in un pericolo per gli altri, manifestano una
volontà d'attacco.
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MEDITAZIONE ZAZEN
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Zen e Arti Marziali
Lo Zen amplia il campo delle percezioni sia su valori comunemente noti come
tempo, velocità e spazio sia su ciò che esula dalla comune percezione che si ha
del mondo che ci circonda, esseri umani compresi.
Il tempo - Il tempo viene dilatato e se ne può osservare il trascorrere come se tutto
avvenisse al rallentatore. La calma di cui si dispone permette al nostro essere
di valutare intuitivamente con tutta tranquillità ciò che è meglio fare per
preservare la nostra incolumità.
La velocità - Una volta imparato a non pensare, ma ad agire intuitivamente la velocità
aumenterà notevolmente. Una mente rilassata ed un corpo rilassato possono
muoversi ad una velocità di molto superiore rispetto a coloro che uniscono al
loro modo di combattere ansia e rabbia che altro non fanno che provocare delle
contratture muscolari al di fuori di qualunque insegnamento atto a far divenire
una tecnica efficiente.
Lo Spazio - Lo spazio è un elemento della massima importanza nel combattimento. Conoscere le
tecniche, ma non intuire la distanza esatta che ci permette di poterle eseguire
equivale a vanificare qualunque sforzo. Aumentando le proprie percezioni dello
spazio che ci circonda sarà possibile non commettere errori di valutazione.
La persona - Se ci si trova a combattere con una persona e si sarà liberi da pensieri
perturbanti, desiderio di vincere o paura per la propria incolumità, il nostro
essere liberamente si unirà con la persona che ci sta attaccando, ne sentirà i
ritmi e le intenzioni, percepirà i momenti di vulnerabilità, le paure, le ansie
ed i momenti in cui si manifesterà il desiderio di aggressione. Si avrà la
sensazione di conoscere nel più profondo la persona che ci attacca e, come è ben
noto, comprendere è la virtù dei più forti, comunque decidano di usare la
propria forza.
La Via - Apparirà ora chiaro come la pratica delle Arti Marziali sia una Via che ben
esprime tutte le componenti dello Zen. Chi combatte sa che il pensare ritarda
l'azione. I dubbi e le paure possono essere solo dei freni, ma anche l'arroganza
e la presunzione si tramutano spesso in punti deboli. Ci si deve abbandonare,
lasciare scorrere tutto, come in Zazen.
La spontaneità e l'intuizione ci guideranno oltre l'immaginabile. Chi ha
studiato per anni non deve temere di non saper scegliere o portare bene una
tecnica. Il timore solamente potrà fermarlo.
Durante il combattimento (ma anche durante l'esecuzione di una Forma, ad esempio)
si deve avere un unico scopo: nessuno scopo! Solo così il nostro essere potrà
esprimersi al meglio, libero da tutto ciò che lo può frenare ed ostacolare.
In un combattimento, ma anche in ogni altro momento della nostra esistenza, l'importante non è vincere, ma dare il meglio di sé stessi lasciando fluire nel modo più naturale questa nostra Vita. Ed uno dei modi migliori per farlo è non aver paura di perderla.
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YI QUAN
L' Yi Quan (Yi
Chuan) nasce grazie a Wang Xiang Zhai che all'inizio del secolo scorso intuisce
ed affina una sintesi fondata sull'essenza che abbraccia il vario panorama delle
arti marziali cinesi.
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LA PRATICA DEL TAI CHI CHUAN
Il Tai Chi Chuan è un esercizio di autorilassamento i cui lenti movimenti sono
coordinati rispetto alla respirazione e diretti da una mente libera, con doppio
vantaggio sia per la salute fisica che spirituale.
Il Tai Chi Chuan si pone come obiettivo quello di fare entrare il praticante a conoscenza della propria energia. La pratica durante le lezioni è "silenziosa", non occorre parlare ma "fare": tutto passa infatti attraverso ciò che si fa e si sente. È importante che il Maestro metta in condizione l'allievo di sperimentare da solo il proprio lavoro, saranno le diverse esperienze a far crescere l'arte marziale. La mancanza di aspettative aiuta ad ottenere i risultati: è importante abbandonarsi alla pratica e prendersi la responsabilità del proprio essere con desiderio di cambiare e mettersi alla prova.
Il Tai Chi Chuan viene spesso associato ad una serie di benefici sui disturbi fisici spesso causati dall'inadeguatezza della nostra società, ma è necessario sfatare l'ottica mistica di una pratica che resta un'arte marziale.
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I BENEFICI DEL TAI CHI CHUAN
Il Tai Chi Chuan può essere praticato a tutte le età e per tutta la vita.
Attraverso la pratica di questa disciplina si raggiunge il rilassamento mentale
e si favorisce la concentrazione. Altri benefici consistono nell'eliminazione
dello stress, miglioramento della mobilità articolare (i tendini si allungano e
si distendono), aumento della profondità della respirazione con una conseguente
ossigenazione del corpo in maniera ottimale, prevenzione di molte malattie
aumentando la resistenza e la forza del corpo, prevenzione dell'osteoporosi,
aiuto ad alleviare i dolori causati da problemi alla schiena e alle spalle.
Inoltre è un forte aiuto psicologico per persone fortemente introverse
producendo una graduale apertura ed estroversione verso il mondo circostante e
gli altri. Per la medicina cinese, le malattie si sviluppano a causa di blocchi
nei tragitti di circolazione dei meridiani. Come l'agopuntura, il Tai Chi Chuan,
con i suoi movimenti morbidi e armoniosi, contribuisce a rendere più flessibili
le articolazioni, eliminando blocchi cronici e a rendendo più scorrevole libero
il flusso energetico. Insieme ad una dieta, ai massaggi e all'agopuntura, il Tai
Chi Chuan integra l'insieme di tecniche offerte oggi dalla medicina cinese per
salvaguardare il benessere psicofisico. Gli effetti benefici delle tecniche del Tai Chi Chuan sui diversi sistemi e parti del corpo possono essere schematizzati in questo modo: Sistema
nervoso -
"Concentrare al massimo l'attenzione per un conseguente benessere del sistema
nervoso" |