
MIGLIORAMENTO DELLA FORZA E DEL TROFISMO MUSCOLARE
IN ETà GIOVANILE
Stelvio Beraldo – Ennio Barigelli – Carlo Marini
(a
cura del Settore Tecnico del Comitato Regionale C.O.N.I. - Lazio)
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LE FASI DI MATURAZIONE NEI PASSAGGI DA BAMBINO A PREADOLESCENTE
Chi
opera nel campo dell'attività motoria e sportiva giovanile ha l'obbligo di
conoscere le caratteristiche che presenta l'organismo in ogni singola fascia di
età in modo da capirne più facilmente le esigenze per proporre una attività
motoria e sportiva equilibrata ed efficace, garantendo al giovane i benefici
effetti di una sana attività fisica ed il buon risultato sportivo anche nell'età
matura.
Infatti,
durante tutta la vita l'organismo umano è sottoposto a continui processi di
trasformazione biologica e psicologica. Specialmente fino alla giovinezza a fasi
di crescita in lunghezza (proceritas) si alternano
fasi di aumento del peso corporeo (turgor).
È come
se l'insieme delle strutture biologiche dopo una fase di costruzione spesso
esagerata, si concedessero una pausa tesa al consolidamento, per poi riprendere
la corsa verso una nuova fase di crescita.
Sullo
sviluppo generale influiscono diversi fattori (Tabella 1).
Tabella 1 -Principali fattori che influiscono sullo sviluppo generale
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FATTORI INTRINSECI |
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FATTORI ESTRINSECI |
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Il
principale obiettivo della preparazione sportiva giovanile è quello di uno
sviluppo generale delle capacità motorie in un contesto di educazione e
formazione globale della personalità, nel rispetto delle leggi che regolano
l'accrescimento fisiologico e psicologico.
Pur
non corrispondendo sempre l'età cronologica (anagrafica) con quella biologica
(organica), per motivi pratici proponiamo una suddivisione delle fasi
Figura 1 - Le fasi di accrescimento
(secondo vari Autori)
I
sei - sette anni comprendono ancora il periodo dell'infanzia che
proseguirà, in varie tappe, fino ai dodici anni circa. Aumenta notevolmente la
statura e diminuisce il peso corporeo (proceritas
1a). La crescita in lunghezza
avviene soprattutto a carico degli arti inferiori.
L'ossificazione
è sufficiente, comunque lo scheletro è plastico e facilmente alterabile dalle
eccessive sollecitazioni. I legamenti articolari sono lassi. Anche l'apparato
muscolare è deficitario e risulta quantitativamente scarso e poco tonico.
La
posizione delle costole ancora sollevate, fa assumere al torace una forma
cilindrica che porta, come conseguenza, ad una modesta capacità vitale. Il
cuore presenta delle dimensioni ridotte rispetto alla massa totale del corpo.
Pertanto
gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio rispondono all'impegno fisico col
solo aumento della frequenza sia degli atti respiratori che delle pulsazioni
cardiache.
Il
gioco e la fantasia sono gli elementi dominanti di questa età. Il bambino passa
dalla fase esplorativa a quella organizzativa e creativa.
È
intelligente, concreto, riesce a costituire semplici schemi operativi e ad
apprendere con una certa facilità. Passa dalla fase egocentrica a quella di
socializzazione con il gruppo, all'interno del quale ricerca una propria identità
e autorealizzazione, collaborando e facendo proprie le regole. Si rende
disponibile ad accettare nuovi compiti da risolvere e si compiace dei suoi
progressi motori. Desidera essere gratificato nelle sue iniziative.
Sono
sempre presenti elementi di instabilità che possono portare a facile
arrendevolezza e rinuncia di fronte alle prime difficoltà. Ricerca una
gratificazione immediata o, comunque, a breve scadenza. Non riesce a mantenere
la motivazione per obiettivi a lungo periodo.
La
formazione fisica e psicologica deve ruotare intorno al gioco in tutte le sue
forme: individuale, a coppie, collettivo. In questo modo si favorisce la
strutturazione dello "schema corporeo", ovvero la conoscenza del
proprio corpo in tutte le situazioni statiche e dinamiche, nello spazio e nel
tempo.
Attività centrate sulle unità di base del comportamento motorio come il correre, saltare, rotolarsi, arrampicarsi, afferrare, lanciare, tirare, spingere, opporsi, equilibrarsi, ecc. sono utili per la ristrutturazione del rapporto tra sé e il mondo circostante e migliorano il bagaglio del proprio vissuto. Inoltre consolidano le capacità motorie e funzionali che consentono l'esecuzione ottimale degli schemi motori di base:
|
Il
miglioramento naturale della rapidità e della coordinazione, rispetto all'età
precedente, consiglia di proporre giochi ed esercizi sempre diversi che
stimolino queste due capacità.
Oltre
ai movimenti semplici possono essere proposti anche movimenti combinati che
richiedono la coordinazione simultanea di segmenti diversi del corpo, oppure eseguire abilità motorie di base come
camminare, correre, rotolare,
lanciare, afferrare, ecc.
La
regolamentazione dei giochi va proposta in maniera semplice e possibilmente
affidata agli stessi bambini.
A
causa della volitiva psiche del fanciullo, sono sconsigliate attività motorie
che presentano impegni monotoni, ripetuti e prolungati.
Dagli
otto agli undici anni per i maschi e dagli otto ai nove per le femmine
l'apparato locomotore tende
a consolidarsi grazie anche al rallentamento della precedente forte spinta in
altezza e all'aumento dei diametri trasversi del tronco (turgor
2°).
L'abbassamento
delle costole porta ad un aumento della capacità vitale e dell'efficienza
generale dell'apparato respiratorio. Il cuore assume dimensioni più
proporzionate rispetto alla massa corporea totale. Grazie a ciò gli apparati
cardiocircolatorio e respiratorio rispondono all'impegno fisico aumentando, il
primo la capacità di riempimento delle cavità atrio - ventricolari, il secondo
l'ampiezza degli atti respiratori.
Non
a torto questa fase è definita anche "età della ragione" in quanto
ad una più concreta intelligenza fa riscontro una maggiore consapevolezza di sé.
Il
fanciullo riesce a formulare concetti astratti, analizzando e valutando oggetti
e situazioni da vari punti di vista. La socializzazione e la partecipazione
all'attività del gruppo, entro il quale definisce il suo ruolo, avviene con
entusiasmo e forte motivazione nel perseguire obiettivi comuni. Notevole
importanza viene data al giudizio degli adulti sul proprio operato.
La
capacità di apprendimento motorio è nettamente superiore rispetto al periodo
precedente. Il fanciullo è in grado di perfezionare le proprie abilità ed
apprenderne altre più complesse, costruendo programmi motori sempre più
adeguati e rispondenti ai compiti da risolvere. In questo è aiutato anche dalla
maggiore capacità di concentrazione nei movimenti.
La
accettazione delle regole e la disponibilità alle varie attività motorie,
anche di iniziazione sportiva, permettono di poter programmare delle forme di
allenamento contenenti anche elementi tecnici di base propri della disciplina
sportiva prescelta.
È
evidente che tutto deve essere sempre mediato da una forma di gioco e di
rispetto dei principi di progressività e gradualità.
Intorno
ai dodici - tredici anni per i maschi e ai dieci - dodici anni per le femmine inizia
l'adolescenza che proseguirà fino a circa i sedici anni per i maschi e
ai quattordici per le femmine.
L'organismo
cresce notevolmente in altezza e il preadolescente vede il proprio corpo che si
trasforma in pochissimo tempo e che, a causa del forte incremento in lunghezza
degli arti rispetto al busto, spesso assume forme inconsuete (proceritas
2a).
Come
conseguenza si determina una disarmonia morfocinetica legata essenzialmente alla
dismetria tra sviluppo staturale e trofismo muscolare.
L'ossificazione
non si è ancora completata e alla notevole crescita delle ossa lunghe (arti
superiori e inferiori) si contrappongono delle strutture articolari ancora in
via di sviluppo.
L'impegno
fisico vede l'apparato cardiocircolatorio e respiratorio non adeguati alla
risposta, mentre l'apparato muscolare, pur migliorando nel trofismo generale,
non è ancora adattato al notevole sviluppo scheletrico.
È
questo il periodo ove gli atteggiamenti viziati ed i paramorfismi possono
presentarsi con frequenza.
Questa
età è anche definita "difficile" in quanto non si è più bambini ma
non si è neanche adulti. L'immagine corporea subisce delle continue variazioni
con influenze alterne sulla forza muscolare e sulle capacità coordinative che
non riescono a trovare punti solidi di riferimento.
Alla
instabilità funzionale si somma quella psicologica per cui è facile assistere
a frequenti variazioni di umore, scarsa disponibilità, insofferenza a giudizi
sul proprio operato e nei confronti delle regole familiari e sociali.
Specialmente
il giudizio del gruppo di appartenenza può influenzare notevolmente la propria autostima e, di conseguenza, la maggiore o minore fiducia in se stessi.
L'attività
motoria e sportiva può assumere un ruolo determinante sia come canale di sfogo
della naturale esuberanza, sia come formazione ed educazione generale.
Tutte
le capacità motorie possono essere sviluppate senza pericolo purché si seguano
sempre i criteri di progressività, gradualità e simmetria di lavoro muscolare.
Il
miglioramento del trofismo muscolare può essere molto utile per prevenire gli
atteggiamenti viziati ed i paramorfismi.
Dopo
i tredici anni per i maschi e i dodici per le femmine, e per tutto il
periodo dell'adolescenza l'apparato scheletrico va verso una progressiva
definizione mentre quello muscolare migliora la sua forza ed efficienza
generale; quest'ultima inizia ad evidenziarsi soprattutto nei maschi.
Il
cuore inizia ad aumentare di peso, di volume, negli orifizi, nella forza
contrattile e nel calibro dei vasi sanguigni. Anche gli scambi gassosi
cominciano a diventare più favorevoli.
È
la prima fase di quella che gli esperti considerano "l'età
dell'armonia", riferendosi alle proporzioni somatiche ed alla funzionalità
generale dell'organismo.
L'incertezza
psicologica oscilla ancora tra fiducia e diffidenza verso gli altri, desiderio
di indipendenza e timore di perdere la protezione della famiglia, voglia di
conoscere la realtà dell'adulto e tendenza a chiudersi in sé stesso.
Il
bisogno di trovare e affermare la propria personalità porta facilmente a
rifiutare i modelli comportamentali imposti o insegnati.
Il
punto di equilibrio di questo disagio psicologico, ansia, spirito di
contraddizione e incoerenza, arriverà solo tre - quattro anni più tardi.
Momento
della scelta, spesso definitiva, verso una specifica attività sportiva, attività
che può diventare importante nella formazione globale della personalità.
L'esperienza
del gruppo sportivo e l'accettazione delle norme comportamentali che esso
impone, possono essere utili per una identificazione collettiva e quindi
acquisizione di sicurezza nelle proprie azioni.
L'elemento agonistico, unito ad un buon programma di preparazione fisica, può essere importante per la costruzione armonica del corpo, per dare tono e forza ai muscoli e per rafforzare la propria autostima.

PRIMA
DI TUTTO UN LAVORO MULTILATERALE
L'allenamento
giovanile è un processo guidato di crescita e maturazione fisica e psicologica
attuato attraverso la pratica organizzata di opportune esercitazioni fisiche
tendenti a migliorare la propria efficienze fisica per realizzare le massime
prestazioni sportive, il tutto in un contesto nel quale si realizza anche un
importante funzione educativa sociale e socializzante.
Nelle
fasce giovanili assume una notevole importanza il lavoro multilaterale, che
consiste in un insieme di esercitazioni razionalmente strutturate per una
crescita psichica e fisica generale, il tutto orientato verso una ben precisa
meta.
La multilateralità si articola in sequenza temporale come:
|
L'approccio
multilaterale nella formazione giovanile può essere una validissima arma contro
i pericoli insiti nella specializzazione precoce, ovvero un prematuro intervento
unilaterale tendente ad esasperare gli aspetti specifici della disciplina
praticata.
Se è vero che l'attività motoria e sportiva apporta notevoli benefici a livello fisico e psichico (Tabella 2) è anche vero che una specializzazione precoce può comportare seri rischi come:
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Queste due situazioni possono avere come conseguenza:
|
Quindi,
se il talento è una dote innata, è anche vero che il risultato sportivo è il
frutto del passaggio graduale attraverso la motricità di base e la preparazione
fisica generale, per giungere gradualmente alla specificità del gesto atletico.
Il
principale obiettivo della preparazione sportiva giovanile dovrebbe essere
quello di una costruzione di base delle capacità motorie, sulla base dello
sviluppo armonico generale del fisico, in un contesto di educazione e formazione
della personalità.
Solo nel rispetto delle leggi che regolano l'accrescimento fisiologico e psicologico è possibile garantire al fanciullo, e quindi al futuro atleta, i benefici effetti di una sana attività fisica ed il risultato sportivo.
Tabella
2 -Benefici indotti dall'allenamento sportivo in età giovanile
(da
"Età evolutiva ed attività motorie" di G. Caldarone e M. Giampietro
- Mediserve 1997)
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APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO |
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SISTEMA ENDOCRINO METABOLICO |
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APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO E RESPIRATORIO |
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COMPORTAMENTO E PERSONALITÀ |
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Tabella 3 -Principali alterazioni dell'apparato muscolo-scheletrico
che possono derivare dalla specializzazione precoce (*)
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SCOLIOSI |
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CIFOSI |
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LORDOSI |
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DORSO PIATTO |
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SCAPOLE ALATE |
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GINOCCHIO VALGO |
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GINOCCHIO VARO |
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GINOCCHIO RECURVATO |
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PIEDE PIATTO |
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PIEDE VALGO |
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PIEDE VARO |
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(*)
Le alterazioni morfologiche si definiscono:
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Nella
strutturazione temporale del processo di allenamento giovanile si possono
identificare quattro tappe (Tabella 4).
Tabella 4- Tappe del processo di allenamento giovanile
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FASCE DI età (anni) |
CARATTERISTICHE DELL'ALLENAMENTO |
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6-8 |
Attività
motoria ludica, gioco in tutte le sue forme 100% |
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9-11 |
Attività motoria ludica (80%) e formazione di base 20% |
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12-14 |
Formazione fisica generale (50-60%) e iniziazione all'apprendimento delle tecniche sportive specialistiche (40-50%) |
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15-16 |
Formazione fisica generale e specifica (40-50%) e iniziazione all'allenamento sportivo specialistico (50-60%) |
Alle
varie fasi dell'accrescimento corrispondono dei limitati periodi di tempo dello
sviluppo, detti fasi sensibili, durante i quali vi è una reazione più
intensa, rispetto ad altre fasi, a determinati stimoli di sviluppo delle capacità
motorie. Dopo questi periodi si ha in genere una stagnazione che nel tempo si
evolve in decremento (Tabella 5).
Tabella 5- Possibilità di intervento sullo sviluppo delle capacità motorie
nelle
varie fasce di età
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età (anni) |
FORZA |
RAPIDITà |
RESISTENZA ORGANICA |
CAPACITà COORDINATIVE |
MOBILITà ARTICOLARE |
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6-8 |
Blando intervento sul trofismo muscolare |
Intervento progressivo |
Instabilità psicologica per impegni ripetitivi e prolungati |
Età
ottimale di intervento |
Blando intervento |
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9-11 |
Intervento progressivo sul trofismo muscolare |
Età ottimale intervento progressivo e graduale |
Intervento progressivo |
Età
ottimale di intervento |
Età ottimale di intervento |
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12-14 |
Intervento progressivo sulla forza generale (carico naturale) |
Tende a stabilizzarsi e poi decrescere |
Progressivo e graduale intervento |
Tendono a stabilizzarsi e poi a decrescere |
Età ottimale di intervento |
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15-16 |
Intervento progressivo e graduale sulla forza generale e sulla forza rapida (carico naturale e pesi liberi da bassi a medi) |
Tende a decrescere |
Età ottimale di intervento anche per la resistenza specifica |
Tendono a decrescere (alcune) |
Tende a stabilizzarsi e, in seguito, a decrescere |
Il tipo
di formazione fisica ed il contenuto delle competizioni seguono un percorso di
progressività (quantità) e gradualità (qualità) che si estende per tutto
l'arco evolutivo tenendo sempre presente lo stadio di sviluppo fisico e psichico
(Tabella 6 e 7).
Tabella 6 -Contenuti dei carichi di lavoro fisico nelle diverse fasce di età
(Bellotti P.: Alcune caratteristiche della formazione fisica e dell'allenamento giovanile -
Atleticastudi n. 4, 1983 -modificata)
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FASCE DI età (anni) |
PRINCIPALI
CONTENUTI DELL'ATTIVITÀ DI FORMAZIONE FISICA E DELLE COMPETIZIONI |
|
6-8 |
Principali
contenuti dell'attività di formazione fisica:
Contenuto delle competizioni: le competizioni si "confondono" con le altre attività e sono, comunque, scelte tra esse. Non ci sono competizioni specialistiche. In teoria, non si ripete due volte la stessa "occasione di gara". |
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9-11 |
Principali
contenuti dell'attività di formazione fisica:
Contenuto delle competizioni: le competizioni si "confondono" con le altre attività e sono, comunque, scelte tra esse. Non ci sono competizioni in cui ci si specializza. |
|
12-14 |
Principali
contenuti dell'attività di formazione fisica:
Contenuto delle competizioni: comincia a delinearsi la tendenza verso un tipo di sport e a delimitarsi il numero delle specialità in cui competere. La competizione è ancora uno dei mezzi di allenamento e di formazione. |
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15-16 |
Principali
contenuti dell'attività di formazione fisica:
Contenuto delle competizioni: scelta delimitata e mirata, con elementi di "policoncorrenza". |
Tabella
7 -Frequenza settimanale di lavoro e durata
di
una seduta di allenamento (*)
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età (anni) |
NUMERO DI SEDUTE SETTIMANALI |
DURATA
DI OGNI SEDUTA (minuti) |
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6-8 9-11 12-14 15-16 |
2-3 3-4 3-4 4-5 |
60 60 60-90 90-120 |
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(*) 2 sedute settimanali sono il minimo indispensabile per indurre adattamenti apprezzabili |
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Organizzazione di una seduta di allenamento
La struttura del singolo allenamento, per le fasce di età superiori agli 11- 12 anni, si articola generalmente in tre fasi collegate (Tabella 8):
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Tabella 8- Esempio di organizzazione di una seduta di allenamento
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PARTE PREPARATORIA |
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1)
Riscaldamento generale: vari esercizi a carico naturale e giochi tendenti
a preparare l'organismo, in particolare l'apparato locomotore, al carico
di allenamento. La durata del riscaldamento generale dura circa 10-15
minuti 2) Riscaldamento specifico: esercizi simili o uguali ai gesti tecnici che si andranno ad eseguire, con la variante di una minore intensità. |
|
PARTE FONDAMENTALE |
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1)
Apprendimento e perfezionamento delle tecniche attinenti la disciplina
sportiva prescelta 2) Esercizi e giochi di sviluppo delle capacità motorie. |
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PARTE CONCLUSIVA |
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1)
Esercizi di allungamento e mobilità articolare
2)
Esercizi di respirazione e rilassamento |
IL TROFISMO E LA FORZA MUSCOLARE
Dal
punto di vista fisiologico la forza muscolare è la capacità posseduta dal
muscolo di sviluppare tensione utile al superamento o all'opposizione di resistenze esterne. Per trofismo, invece, riferendoci ai giovanissimi,
intendiamo il possesso di una muscolatura tonica ben strutturata ed equilibrata
tra i vari segmenti del corpo.
La forza è condizionata da diversi fattori:
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I
tipi di contrazione con i quali viene espressa la forza sono (Figura 2):
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Figura 2 -I tipi di contrazione muscolare

La forza riferita all'entità del carico spostato, alla velocità esecutiva e alla durata del gesto viene classificata come:
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Fino
a 12-13 anni di età, la forza ha uno sviluppo parallelo sia nei maschi che
nelle femmine, poi si diversifica nettamente a vantaggio dei maschi (per la
produzione di ormoni androgeni), con un incremento anche delle masse muscolari.
Intorno ai 18-20 anni, tra maschi e femmine, si ha una differenza media di forza
del 35-40% e si esaurisce il naturale incremento della stessa.
Un
allenamento sistematico della forza massima, intesa come forza generale
(costruzione con carichi medio - bassi) e con le opportune cautele, può essere
iniziato già intorno ai 14 anni di età. Per il trofismo muscolare (utilizzo
del carico naturale in posizioni del corpo poco impegnative), invece, si può
intervenire anche intorno ai 7-8 anni.
Anche con gli esercizi a carico naturale o con piccoli sovraccarichi, quando si applicano metodi tendenti all'incremento della forza, si devono tenere presenti alcuni principi generali che, oltre a garantire una maggiore efficacia dell'allenamento, permettono di evitare traumi all'apparato locomotore:
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Figura 3 -Ampiezza di lavoro del muscolo e modificazione fisiologica a riposo
Esempio
dei muscoli flessori dell'avambraccio:
a)
Accorciamento
e
stiramento completi: il ventre muscolare diventa più lungo ed i tendini
più corti. A riposo la lunghezza rimane invariata.
b)
Accorciamento completo
e
stiramento incompleto: il ventre muscolare diventa più corto ed i
tendini rimangono invariati. A riposo la lunghezza diventa più corta.
c)
Accorciamento incompleto
e
stiramento completo: il ventre muscolare diventa più corto ed i tendini
più lunghi. A riposo la lunghezza aumenta.
d) Accorciamento e stiramento incompleti: il ventre muscolare diventa decisamente più corto ed i tendini più lunghi. A riposo la lunghezza diventa più corta.

Per
la forza massima, forza generale e forza resistente, basta contare il numero
massimo di ripetizioni che si riescono ad eseguire in una serie, detto anche
numero di ripetizioni a "esaurimento".
Questo parametro ci informa indirettamente sulla percentuale del carico con cui si sta lavorando. Infatti, la percentuale del carico rispetto al massimale ed il numero di ripetizioni possibili in una serie sono strettamente collegati (pertanto il massimale può essere sempre conosciuto senza provarlo):
|
Per
la forza rapida, il parametro principale è la capacità di mantenere inalterata
la massima velocità esecutiva per un numero di ripetizioni o per un tempo
prestabilito (solitamente non oltre gli 8-10 secondi). Il carico utile per lo
sviluppo della forza veloce nei giovanissimi è quello che deve permettere, in
un test di esecuzione non veloce e ad "esaurimento", intorno alle 25-30
ripetizioni (circa il 40-45% del massimale).
Metodi di miglioramento del trofismo e della forza muscolare
Dagli
otto agli undici anni si possono proporre esercizi, eseguiti singolarmente o a
coppie, tendenti a migliorare il trofismo muscolare generale. Quindi carico
naturale in posizioni che permettano la esecuzione di molte ripetizioni (20-25)
nell'ambito di ciascuna serie. Dai dodici ai quattordici anni questo tipo di
lavoro assume maggiore importanza a causa del rapido sviluppo in altezza e la
conseguente disarmonia morfocinetica legata essenzialmente alla dismetria tra
sviluppo staturale e trofismo muscolare. Pertanto il miglioramento del trofismo
muscolare e della forza relativa, utilizzando il carico naturale o con piccoli
pesi liberi, può essere molto utile per prevenire gli atteggiamenti viziati ed
i paramorfismi.
Intorno
ai 14 anni si può agire progressivamente sulla forza generale (costruzione
muscolare) e su quella rapida utilizzando anche pesi liberi adeguati.
Tabella
9- Metodo delle serie e delle ripetizioni
|
Parametri di lavoro (*) |
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PERCENTUALE DEL CARICO RIFERITA AL MASSIMALE |
NUMERO DI SERIE PER ESERCIZIO |
NUMERO
DI RIPETIZIONI PER SERIE |
RITMO
ESECUTIVO |
RECUPERO TRA LE SERIE |
|
Forza
generale |
||||
|
carico naturale a pesi liberi adeguati al numero di ripetizioni richiesto |
4-6 |
a "esaurimento (14-16 ripetizioni per i 13-14 anni e 8-12 ripetizioni per i 15-16 anni) |
fluente e controllato |
completo (almeno 3 minuti) |
|
Forza rapida (o veloce) |
||||
|
carico
naturale o pesi liberi adeguati al numero di ripetizioni ed al ritmo esecutivo
richiesti |
4-6 |
massime possibili sotto gli 8-10 secondi |
più veloce possibile (fluente e controllato in fase eccentrica) |
completo (almeno 3 e minuti) |
|
Forza resistente |
||||
|
carico naturale o pesi liberi adeguati al numero di ripetizioni richiesto |
3-4 |
a "esaurimento" (25-40 ripetizioni) |
fluente e controllato |
incompleto
(1-2 minuti) |
|
(*) Per le fasce al disotto dei 13 anni si consiglia solo un lavoro di trofismo muscolare con carico naturale che permetta almeno 20-25 ripetizioni per ciascuna serie. |
||||
Tabella 10 -Metodo del circuito
|
Parametri
di lavoro (*) |
||||||
|
PERCENTUALE DEL CARICO RIFERITA AL MASSIMALE |
NUMERO
DI ESERCIZI |
NUMERO DI RIPETIZIONI PER ESERCIZIO |
RITMO ESECUTIVO |
RECUPERO TRA GLI ESERCIZI |
NUMERO DI GIRI |
REC |