Imparare a conoscerlo per tenerlo sotto controllo
("Guida al BENESSERE" realizzata da Editoriale Giornalidea in collaborazione con Chefaro Pharma Italia
Editoriale Giornalidea s.r.l. Via Sebenico, 14 - 20124 Milano)

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INDICE: PREFAZIONE - La prevenzione in farmacia - Malattie cardiocircolatorie in primo piano - Stili di vita che cambiano FATTORI DI RISCHIO PER IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE - L'obesità - Il diabete - Le conseguenze di un colesterolo troppo alto - Valori da considerare - Come combattere il colesterolo troppo alto - In cucina - I metodi di cottura - Per contrastare l'ipercolesterolemia - Le ricette DUE ARMI NATURALI: GLI OMEGA-3 E I POLICOSANOLI - Gli omega-3 - I policosanoli - In farmacia controlli "rapidi" dei livelli - Carta del rischio cardiovascolare - Autotest: hai a cuore il tuo cuore? |
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La Prevenzione in Farmacia Per una farmacia come quella italiana - che non è soltanto il punto di distribuzione del farmaco, ma è anche il centro di assistenza sanitaria più facilmente raggiungibile ovunque sull'intero territorio nazionale- l'informazione e l'educazione sulle tematiche inerenti la salute costituiscono un servizio di prioritaria importanza da offrire ai cittadini. In farmacia il cittadino può trovare, infatti, una consulenza qualificata non soltanto su come mantenersi in buona salute e migliorare la qualità della propria vita, ma anche sul fronte della prevenzione di patologie di grande rilievo e diffusione come, per esempio, le malattie cardiovascolari. Infatti, il primo baluardo contro di esse è la conoscenza dei semplici accorgimenti che possono essere utili a evitarle o a tenerle sotto controllo, a cominciare dal monitoraggio di uno dei principali fattori di rischio per il loro insorgere: il colesterolo. Giunge, quindi, del tutto opportuna la pubblicazione di questa "Guida al benessere - Colesterolo", un pratico manuale che contiene tutte le nozioni e le conoscenze indispensabili sul tema: un testo rigoroso e scientificamente documentato, ma scritto in un linguaggio semplice e accessibile a tutti e reso di facile consultazione grazie a una veste tipografica agile e accattivante. Qui il lettore troverà spiegato e definito in modo chiaro che cosa sia e che funzione abbia il colesterolo, quali siano i valori critici dai quali tenersi lontani e quelli invece ottimali, quali siano i controlli periodici che è buona norma eseguire, quali le corrette abitudini alimentari e di stile di vita da osservare per stare alla larga da questo insidioso nemico. Insomma, tutto quanto è bene sapere per mantenere sano il più a lungo possibile il nostro prezioso sistema cardiocircolatorio. Buona lettura, quindi, e, soprattutto, buona prevenzione.
Paolo Gradnik (Presidente dei titolari di farmacia lombardi) |
MALATTIE CARDIOCIRCOLATORIE IN PRIMO PIANO
Nei libri di storia le tappe dell'umanità sono spesso segnate con la parola "rivoluzione". Si parla così di rivoluzione industriale e più recentemente di rivoluzione informatica. Per gli ultimi cento anni si potrebbe però a buon diritto parlare anche di rivoluzione sanitaria. In Italia, la durata della vita media degli uomini è passata dai 42,6 anni del 1900 ai 76,7 anni del 2001, mentre quella delle donne è passata da 43 a 83 anni. E anche lo stato di salute in generale è molto migliorato. Tuttavia, nello stesso arco di tempo molte altre cose sono cambiate, nel lavoro, nei rapporti sociali, negli stili di vita. Proprio questi cambiamenti, per lo più positivi, possono però nascondere nuove, inedite sfide alla nostra salute. Passate in secondo piano le malattie infettive, che hanno rappresentato il vero spauracchio delle generazioni che ci hanno preceduto, oggi dobbiamo confrontarci innanzitutto con i problemi posti dallo stress, dall'alimentazione eccessiva o disordinata, dalla mancanza di una regolare attività fisica. Questi sono, infatti, alcuni dei fattori che influiscono sullo sviluppo delle malattie cardiocircolatorie, che da sole rappresentano oggi quasi la metà delle cause di morte.
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Per prevenire le malattie cardiocircolatorie, tenerle sotto controllo ed evitare le conseguenze più serie possono essere utili alcuni semplici accorgimenti, primo fra tutti tenere d’occhio e controllare quello che costituisce il più importante fattore di rischio per il loro insorgere, il colesterolo. Essenziale per la vita, il colesterolo può infatti mostrare un volto del tutto diverso e trasformarsi in una vera minaccia alla nostra vita. Per evitare che ciò avvenga è importante conoscerlo, sapere come e quanto invitarlo alla nostra tavola, e che cosa fare quando i suoi livelli diventano eccessivi. |
STILI DI VITA CHE CAMBIANO
Quanti di noi si fanno una camminata quotidiana di almeno mezz'ora, non fosse che per recarsi al lavoro? Ben pochi. L'auto, la metropolitana o qualche altro mezzo pubblico sono lì a pochi passi, simbolo dei cambiamenti che nel giro di pochissime generazioni hanno completamente modificato i nostri stili di vita. Nel corso di tutta la sua storia, la vita dell'uomo è stata segnata da due fattori che, almeno nella nostra società, sono quasi scomparsi: la fatica fisica e la scarsità di cibo. I lavori che richiedono un intenso e prolungato sforzo fisico sono sempre meno, e così le persone che vi sono impegnate.

Tabella 1
Macchine d'ogni tipo alleviano i compiti più gravosi e negozi e supermercati sono stracolmi di ogni sorta di alimento. Questi cambiamenti, insieme ai paralleli progressi nel campo della medicina, hanno indubbiamente comportato un aumento del nostro tenore di vita e della sua lunghezza in misura impensabile soltanto un secolo fa. Ma, paradossalmente, proprio ciò che ha prodotto un miglioramento della qualità della vita contiene in sé anche il rischio di un suo peggioramento. Nel corso dell'evoluzione la natura ha, infatti, fatto sì che il nostro organismo sia adatto a fare molto con relativamente poco. Oggi, invece, alla fatica abbiamo sostituito lo stress e a pasti misurati, se non scarsi, pasti abbondanti e spuntini per ogni occasione.
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Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una vita sedentaria fa raddoppiare il rischio di malattie cardiache, di diabete mellito di tipo II, di obesità e mortalità per cause cardiovascolari e ictus, e aumentare del 30 per cento il rischio di ipertensione e di cancro. |
E non si tratta affatto di rimpiangere i mitici "bei tempi antichi" – che a ben vedere molto spesso belli non lo erano affatto – quanto piuttosto di trovare un nuovo equilibrio adatto alle mutate condizioni in cui viviamo. Né di rinunciare ai piaceri della buona tavola o perfino, a volte, a qualche vero e proprio "peccato di gola". Il problema è quello di mantenere un bilancio armonico fra le nostre abitudini, le attività e l'alimentazione.
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LIVELLO DI INATTIVITÀ FISICA IN ITALIA (Dati 2001) Fonte: Ministero della Salute |
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27,4 30,3 34,5 32,8 17,7 28,1 26,1 32,8 35,4 44,4 |
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37,4 40,3 49,6 52,9 56,3 48,5 52,9 52,9 57,2 43,8 |
Tabella 2
Ovviamente, la maggior parte delle persone che conduce una vita sedentaria lo fa non tanto per pigrizia, ma perché vi è portata, soprattutto dal lavoro, terminato il quale aspira principalmente a rilassarsi. E la poltrona davanti alla televisione è una facile tentazione. In realtà, un buon relax, anzi migliore, lo si può ottenere svolgendo con una certa regolarità qualche attività sportiva, che può consistere anche in un bel giro in bicicletta. Purtroppo, come mostrano le rilevazioni del ministero della Salute, solo un terzo della popolazione italiana pratica uno sport o un'attività fisica regolare (si vedano le tabelle 1 e 2) e il dato, ancora più basso per le fasce di età superiore ai 35 anni, sembra sia pur lentamente continuare a diminuire.
Per contro, nel quadro di una tendenza all'aumento dei consumi di alimenti proteici in generale (carne, pesce, latte), si nota un incremento delle fonti di grassi animali (salumi, formaggi) e una marcata diminuzione di frutta e verdura. A questo si affianca la diffusione massiccia di merendine, snack, gelati, popcorn e bevande gassate al cinema e, non ultimo, un maggior consumo di bevande alcoliche fuori pasto.
Va ricordato, invece, che un bicchiere di birra, o ancor meglio di vino ai pasti, può avere anche un effetto protettivo (ovviamente, quando non sussistano altre controindicazioni di carattere medico). Uno studio internazionale (Seven Countries Study) condotto in sette Paesi, tra cui l'Italia, ha in particolare mostrato che dove tradizionalmente prevale il consumo di burro, strutto e carni rosse - come nei Paesi Bassi e in Finlandia - si hanno nella popolazione i massimi livelli di colesterolo.
FATTORI DI RISCHIO PER IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE
Se si seguono passivamente stili di vita non corretti, le conseguenze negative presto o tardi si faranno sentire. A soffrirne sarà, infatti, la nostra salute e il nostro sistema cardiovascolare in primo luogo.
Per comprendere l'importanza della questione basti dire che attualmente in Italia alle malattie cardiovascolari è attribuibile il 43 per cento della mortalità totale.
Certo, all'insorgere di queste patologie concorrono fattori non modificabili, come l'età, il sesso, la familiarità, ossia l'avere ereditato dai genitori alcune varianti, meno efficienti, dei geni che devono difenderci da esse. Ma molti altri fattori dipendono o sono fortemente influenzati dai nostri comportamenti.
Tra questi, i più importanti sono nove: colesterolo, fumo, ipertensione, diabete, obesità, stress, scarso consumo di frutta e verdura, eccessiva assunzione di alcol e sedentarietà.
Un recente studio internazionale svoltosi, sotto gli auspici dell'Oms, in 52 Paesi è riuscito anche ad attribuire un "valore" a questi differenti fattori.
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FATTORI DI RISCHIO RELATIVO PER LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI (Fonte: The inter heart study - Canadian institute of Health research, heart and strokefoundation of Ontario, International clinical epidemiology network)
Come si leggono i valori: Pur essendo distinti, questi fattori sono fra loro interconnessi, da più punti di vista. Così, per esempio, sia il diabete sia l’ipertensione danneggiano, ciascuno con meccanismi propri, le pareti dei vasi sanguigni; una parete arteriosa danneggiata, d’altra parte, facilita a sua volta ulteriori danni dovuti a un livello di colesterolo eccessivo. A ciò corrisponde il fatto che i fattori di rischio non si sommano, ma si moltiplicano: una persona con elevati tassi di colesterolo che sia anche ipertesa correrà un rischio di incorrere in una malattia cardiovascolare circa (3.25 x 1.91) = 6.2 volte maggiore rispetto a una persona dello stesso sesso e della stessa età che non sia esposta ai fattori di rischio elencati. Questa probabilità relativa si ridurrà però a “sole” (6.2 x 0.7 x 0.86) = 3.7 volte se farà attenzione a consumare quotidianamente frutta e verdura e a svolgere una regolare attività fisica. |
Da questo studio risulta, in particolare, che il colesterolo è quello di maggior rilievo (aumentando di 3,25 volte il rischio relativo), seguito dal fumo, dai fattori di stress psico-sociale e dal diabete. Una certa attenzione, tra questi fattori di rischio, va dedicata allo stress, che può essere legato a una molteplicità di circostanze, dalle condizioni di lavoro, a problemi finanziari o familiari, ma i cui effetti sono emersi dipendere anche dal clima culturale in cui la persona vive e in particolare dalla sua "filosofia di vita", ossia dalla capacità di non farsi travolgere dall'ansia e di non lasciar invadere - come in una reazione a catena - tutti gli spazi della propria vita da quei problemi. Un valore decisamente protettivo ha, invece, il consumo regolare di frutta e verdura e così pure l'attività fisica regolare.
Ebbene, secondo i dati del ministero della Salute, in Italia ben il 20 per cento degli uomini e il 24 per cento delle donne sono ipercolesterolemici, ossia hanno livelli di colesterolo nel sangue superiori alla norma.
La situazione è aggravata dal fatto che sono diffuse, e appaiono in aumento, alcune patologie come il diabete e l'obesità, legate in parte anch'esse agli stili di vita, che aggravano il quadro di chi soffre di una iperecolesterolemia.
L'OBESITÀ
L'obesità è una malattia complessa legata a fattori genetici, ambientali e individuali, nella quale il bilancio energetico dell'organismo è alterato, con un accumulo eccessivo di tessuto adiposo. Questo, presente in tutte le persone, ha la funzione di immagazzinare sotto forma di grassi, e in particolare di trigliceridi, l'energia che ricaviamo dall'alimentazione e di cui non abbiamo immediato bisogno.
Quando serve, il tessuto adiposo provvede a rendere nuovamente disponibile questa energia. Tuttavia, se il meccanismo di rilascio dell'energia non funziona adeguatamente o, come più spesso avviene, il consumo metabolico è costantemente inferiore all'apporto di calorie fornito dall'alimentazione, si ha un progressivo aumento delle riserve di grassi, che porta prima a uno stato di sovrappeso, poi all'obesità.
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INDICE DI MASSA CORPOREA NEGLI ITALIANI (In percentuale, media anni 1997-2001) Fonte: Ministero della Salute |
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Maschi Sottopeso Normopeso Sovrappeso Obesi |
1,0 47,4 42,4 9,2 |
Femmine Sottopeso Normopeso Sovrappeso Obesi |
6,0 59,2 26,0 8,8 |
Totale Sottopeso Normopeso Sovrappeso Obesi |
3,6 53,5 33,9 9,0 |
Tabella 3
Per valutare se si è obesi o meno è utile calcolare il proprio "Indice di massa corporea", che si ottiene dividendo il peso (in kg) per l'altezza (in metri) al quadrato, e confrontare poi il risultato con i valori del riquadro.
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INDICE DI MASSA CORPOREA |
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Sottopeso Normopeso Sovrappeso Obesità di primo grado Obesità di secondo grado Obesità di terzo grado |
< 18.5 18.5-24.9 25.0-29.9 30.0-34.9 35.0-39.9 > 40 |
Tabella 4
IL DIABETE
Il diabete è una patologia cronica degenerativa legata alla difficoltà dell'organismo a mantenere sotto controllo il livello degli zuccheri nel sangue, ossia la glicemia, a causa di un'insufficiente produzione di insulina. La glicemia è il risultato di un equilibrio tra la quantità di carboidrati assunta con l'alimentazione, la quantità di zuccheri metabolizzata nel fegato e nelle cellule, il consumo di zuccheri richiesto dall'attività fisica e la quantità di insulina rilasciata dal pancreas.
Il diabete di tipo I, a insorgenza giovanile, ha origine autoimmune e richiede la somministrazione di insuline; tuttavia rappresenta solo il 5 per cento dei casi di diabete complessivi. Molto più diffuso è il diabete di tipo II, la cui insorgenza è anch'essa influenzata in parte da fattori genetici, ma la cui evoluzione, ivi compresa l'età in cui inizia a manifestarsi, è molto legata agli stili di vita: in particolare, questo tipo di diabete è spesso associato a sovrappeso, obesità e ipercolesterolemia.
Se il diabete non è tenuto sotto controllo, col tempo può portare a insufficienza cardio-respiratoria, a lesioni vascolari e a neuropatie, specie agli arti inferiori, a insufficienza renale, cecità e impotenza. Poiché spesso all'inizio non dà sintomi evidenti, l'unico modo per rilevarne precocemente l'insorgenza è sottoporsi periodicamente a un semplice prelievo del sangue per il controllo della glicemia. Purtroppo, ciò non viene spesso fatto e il 10-12 per cento dei pazienti presenta già iniziali danni microvascolari al momento della diagnosi.
Secondo le stime più recenti, in Italia soffre di diabete l'8 per cento degli uomini e il 6 per cento delle donne.
Il colesterolo è un grasso (o lipide) importantissimo per la vita. È, infatti, un componente strutturale della membrana di tutte le cellule e degli organelli che si trovano all'interno di esse. Ma non solo: è un componente essenziale della guaina mielinica che avvolge le cellule nervose, dove funge da isolante e permette all'impulso nervoso di trasmettersi senza disperdersi. E ancora: serve all'organismo per produrre gli ormoni sessuali e quelli steroidei, entra a far parte degli acidi biliari necessari alla digestione dei grassi, ed è il precursore della vitamina D, indispensabile per regolare il metabolismo del calcio e mantenere in buono stato ossa e denti.
Il colesterolo, dunque, è essenziale alla vita, tanto che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo anche quando esso viene a mancare completamente nella dieta.
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LE LIPOPROTEINE |
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Tipo |
Formazione |
Lipidi trasportati |
Funzione |
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Chilomicroni |
Dai grassi presenti nei cibi e trasformati dall'intestino |
Trigliceridi al tessuto muscolare e adiposo |
Trasporto dei grassi |
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Lipoproteine a densità molto bassa (VLDL) |
Nel fegato |
Trigliceridi (>50%) Colesterolo (25% circa) |
Trasporto dei trigliceridi dal fegato verso le cellule lipidiche |
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Lipoproteine a bassa densità (LDL) |
Dalle VLDL dopo il trasporto dei trigliceridi |
Colesterolo (>50%) Trigliceridi (<10%) |
Trasporto di colesterolo alle varie cellule |
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Lipoproteine ad alta densità (HDL) |
Nel fegato e nell'intestino tenue |
Colesterolo (25% circa) Trigliceridi (5% circa) |
Rimozione del colesterolo dai tessuti verso il fegato |
Che provenga dagli alimenti o che sia sintetizzato dal fegato, per svolgere le sue funzioni il colesterolo deve arrivare ai diversi tessuti dell'organismo. Essendo però un grasso, il colesterolo non si miscela bene con il plasma sanguigno, che è un liquido acquoso; per questo le molecole di colesterolo vengono rivestite da apposite proteine, dando origine alle lipoproteine, che sono agevolmente trasportate dal sangue e sono in grado di infiltrarsi in tutti i tessuti.
Le lipoproteine possono essere suddivise in quattro classi (si veda il box precedente).
Due di esse (chilomicroni e VLDL) trasportano principalmente i grassi assimilati, principalmente trigliceridi, ai muscoli, al tessuto adiposo e al fegato per fornire energia. Il livello dei trigliceridi va tenuto sotto controllo, essendo il loro eccesso dannoso per il sistema cardiocircolatorio, ma sono le altre due classi a rivestire un significato particolarmente importante: le lipoproteine a bassa densità, o LDL (Low Density Lipoprotein), che trasportano circa il 70 per cento del colesterolo presente nel siero, e le lipoproteine ad alta densità, o HDL (High Density Lipoprotein). Esse svolgono due compiti opposti: mentre le lipoproteine LDL portano ai tessuti il colesterolo di cui hanno bisogno, le HDL prelevano dalle cellule il colesterolo che hanno eventualmente ricevuto in eccesso per riportarlo al fegato che provvede a eliminarlo attraverso gli acidi biliari. Per questo la frazione HDL è talora chiamato "colesterolo buono", mentre quella LDL è considerata colesterolo "cattivo". In realtà, come vedremo, il problema è quello di mantenere un equilibrio fra le due forme di colesterolo.
LE CONSEGUENZE DI UN COLESTEROLO TROPPO ALTO
Se l'apporto di colesterolo è eccessivo e non riesce a essere smaltito in maniera efficace, si formano accumuli di grasso all'interno dei vasi arteriosi, soprattutto dove questi hanno subìto microtraumi. Se questi accumuli persistono, accorrono sul posto i macrofagi, che fungono da cellule "spazzine", per fagocitare le lipoproteine in sovrappiù.
Essi sono in grado di inglobare notevoli quantità di lipoproteine, fino ad assumere un aspetto "spugnoso", ma nel frattempo secernono sostanze che stimolano la crescita di tessuto fibroso tutto intorno, un meccanismo normalmente utile per riparare eventuali danni alle pareti dei vasi. In questo modo, però, si crea un ammasso formato da cellule vasali, lipoproteine, macrofagi e tessuto fibroso, che prende in nome di placca aterosclerotica. Questa placca restringe il lume del vaso interessato, e se le condizioni di ipercolesterolemia non vengono corrette, può arrivare perfino a ostruirlo.
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VALORI MEDI DI COLESTEROLO E TRIGLICERIDI (mg/100 ml di plasma) |
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Maschi Fasce di età 0-9 10-20 21-30 31-40 41-50 51-60 61-70 70 > |
Colesterolo 160 155 175 195 210 215 215 205 |
Trigliceridi 55 70 110 135 150 140 140 130 |
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Femmine Fasce di età 0-9 10-20 21-30 31-40 41-50 51-60 61-70 70 > |
Colesterolo 160 160 165 180 200 225 230 230 |
Trigliceridi 60 75 75 85 100 120 130 130 |
Tabella 5
La formazione di placche aterosclerotiche, che rappresenta già di per sé una situazione patologica, può però passare a lungo inosservata. Se le arterie colpite sono, per esempio, quelle degli arti inferiori, può presentarsi quella che i medici chiamano claudicatio intermittens, una dolorabilità ai polpacci che sotto uno sforzo anche moderato costringe chi ne è colpito a fermarsi o a zoppicare.
Prima che si manifestino sintomi così chiari, legati all'insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti, l'ostruzione può essere ormai già del 70%.
Ma anche un'ostruzione meno imponente è pericolosa, sia perché ostacolando il normale flusso sanguigno facilita la formazione di punti di ristagno e la conseguente formazione di trombi, sia perché un'improvvisa vasocostrizione può portare a una repentina ostruzione completa di arterie come le coronarie o le carotidi, con esiti quali l'infarto del miocardio o ictus cerebrali, sia, infine, perché la placca, crescendo ai danni del tessuto elastico del vaso, può dare origine a un aneurisma a rischio di rottura.
VALORI DA CONSIDERARE
Per evitare questi pericoli, è dunque opportuno verificare periodicamente il livello del colesterolo nel sangue. Per le persone con meno di 40 anni, senza patologie apparenti né familiari che soffrano o abbiano sofferto di problemi legati al colesterolo, il controllo andrebbe eseguito ogni due anni; altrimenti, va ripetuto annualmente, sempre che il medico curante non ritenga opportuna una frequenza maggiore.
Ma quali sono i livelli ottimali di colesterolo nel sangue? Il colesterolo totale (colesterolemia), vale a dire il colesterolo presente sotto qualsiasi forma nel sangue, deve essere inferiore a 200 mg/ml, mentre la frazione LDL non deve superare i 160 mg/ml, limite quest'ultimo che si abbassa a 130 mg/ml per le persone che presentino qualche fattore di rischio (quali fumo, ipertensione, storia familiare di patologie cardiache) e addirittura a 100 mg/ml quando sia già presente, per esempio, una patologia cardiaca. Il colesterolo HDL, invece deve essere superiore a 40 mg/ml.
Da quanto abbiamo detto in precedenza, appare però chiaro, che ben più dei valori assoluti di colesterolo, per evitare che si inneschino i meccanismi patologici a esso legati, è importante il rapporto tra le diverse frazioni. Particolarmente significativo è il rapporto fra il colesterolo totale e la frazione HDL, che rappresenta un significativo indice di rischio cardiovascolare. Questo rapporto deve essere inferiore a 5 nell'uomo e a 4,5 nella donna. Per fare un esempio, una persona che abbia un colesterolo totale pari a 230 mg/ml, dunque fuori norma, ma un colesterolo HDL pari a 85 mg/ml ha un indice di rischio uguale a 230/85 = 2,7 che è migliore di quello di un'altra persona con colesterolo totale pari a 200 mg/ml, cioè al limite della norma, ma colesterolo HDL pari a 40 mg/ml, il cui indice di rischio è 200/40 = 5.
Per avere un quadro completo della situazione il medico può prescrivere anche il dosaggio dei trigliceridi e delle cosiddette apolipoproteine A e B, utili per stabilire eventualmente il tipo di ipercolesterolemia di cui si è affetti e personalizzare la terapia (Per i valori medi del colesterolo e per le diverse fasce di età è possibile fare riferimento alla tabella 5).
COME COMBATTERE IL COLESTEROLO TROPPO ALTO
Di fronte a valori della colesterolemia alterati, la prima cosa da fare è guardare ai propri stili di vita per cercare di tenere sotto controllo la situazione nel modo più semplice possibile ed evitare più gravose conseguenze.
A volte è infatti sufficiente seguire una dieta attenta per riportare i valori del colesterolo a un livello accettabile. Ovviamente i primi a dover essere eliminati sono i cibi ricchi di colesterolo e grassi saturi, ma spesso questo non basta, dato che, come abbiamo detto, il nostro organismo è in grado di sintetizzare in modo autonomo questa sostanza, per cui è necessario fare attenzione, per esempio, anche ai carboidrati, attenendosi in generale a una dieta ipocalorica, da attuarsi sotto controllo medico.
Molto importante è anche svolgere un'adeguata attività fisica, non soltanto perché contribuisce a "bruciare" i grassi, ma anche perché, come hanno dimostrato recenti ricerche, essa tende a favorire un aumento del colesterolo "buono" HDL a scapito di quello "cattivo" LDL.
Infine, ma certo non da ultimo, è importante eliminare o ridurre quanto possibile gli altri fattori di rischio, dal fumo al consumo eccessivo di bevande alcoliche fino alle cause di stress (che purtroppo spesso solo in parte dipendono da noi) e seguire con rigore le terapie per le patologie concomitanti (specie ipertensione, diabete, obesità).
Quando tutte queste misure non si dimostrino sufficienti, il medico curante provvederà ad affiancare a esse anche una terapia farmacologica, da valutare caso per caso.
Come abbiamo già avuto modo di sottolineare nelle sezioni precedenti, il colesterolo viene in parte prodotto dal nostro organismo, in particolare dal fegato, e in parte viene introdotto con gli alimenti di derivazione animale, soprattutto carne, burro, uova eccetera.
Le cause di una ipercolesterolemia possono essere sia una predisposizione ereditaria, sia una dieta troppo ricca di cibi ad alto contenuto di colesterolo. Secondo le linee guida internazionali, il colesterolo introdotto con il cibo non dovrebbe superare i 300 mg al giorno nel caso di soggetti in buona salute. Tale limite però deve scendere a 200 nei casi in cui si è accertato un eccessivo livello ematico di lipidi e in chi è affetto da patologie cardiache (si vedano le tabelle 6 e 7 per conoscere gli alimenti permessi e quelli sconsigliati e il loro contenuto di colesterolo). Un effetto benefico nei casi di ipercolesterolemia è dato anche dal consumo di fibre vegetali. Queste infatti sono in grado sia di ridurre i livelli ematici di colesterolo, sia di legarsi con i sali biliari che contengono colesterolo, il quale in tal modo viene più facilmente eliminato con le feci (per conoscere gli alimenti ricchi di fibra è possibile fare riferimento alla tabella 8).
IN CUCINA
Stabilita l'efficacia di una dieta bilanciata per abbassare i livelli di colesterolo, la sfida è di riuscire a integrarla nelle abitudini alimentari di ciascuno. La dieta infatti non deve essere vissuta come una costrizione e un sacrificio poiché in tal caso verrà presto abbandonata. Fondamentale è, pertanto, imparare a cucinare in modo fantasioso, mantenendo il piacere della tavola grazie ad alcuni accorgimenti di semplice attuazione. In primo luogo è importante il metodo di cottura: sono da evitare quelli, come la frittura o la rosolatura, che necessitano di oli o grassi, soprattutto quelli di origine animale (burro, strutto, lardo). Preferibili quindi la cottura al vapore, al forno, al microonde, allo spiedo, alla piastra e ai ferri e, ovviamente, la bollitura. Di grande aiuto sono le padelle e le piastre con il fondo antiaderente, che rendono del tutto superflua l'aggiunta di oli e grassi.
Un secondo "trucco" consiste nell'imparare a insaporire le pietanze senza utilizzare il sale, per evitare di alzare la pressione, eliminando così un fattore di rischio concomitante per le patologie cardiovascolari. Spesso l'aggiunta di alcune spezie ed erbe aromatiche permette di farne tranquillamente a meno.
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GLI ALIMENTI PERMESSI E QUELLI SCONSIGLIATI |
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Alimenti |
Sconsigliati |
Permessi |
Frequenza |
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Prodotti lattiero - caseari |
Latte intero, formaggio, gelati prodotti con latte intero |
Latte scremato o parzialmente scremato; yogurt, ricotta, formaggi a basso contenuto di grassi |
Tutti i giorni |
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Farinacei |
Prodotti di pasticceria, biscotti, dolci |
Pane, pasta, crusca, prodotti integrali, riso, polenta |
Tutti i giorni |
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Grassi |
Grassi di origine animale: burro, lardo, strutto, pancetta, panna |
Oli vegetali (oliva, mais, girasole, soia, arachidi) |
Tutti i giorni in quantità limitate |
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Carni |
Maiale, oca, anatra, salumi; frattaglie (cervello, fegato, rognone), salsicce |
Pollo e tacchino (senza pelle); vitello, manzo magro (eliminare tutto il grasso visibile) |
3/settimana |
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Pesci, crostacei, molluschi |
Pesci conservati sott'olio |
Pesci di mare freschi, surgelati e conservati al naturale; pesci di fiume; molluschi e crostacei solo in quantità limitate |
2-4 volte /settimana |
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Uova |
Uova fritte |
Uova sode, alla coque |
2/settimana |
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Frutta |
Frutta secca |
Tutta; banane, uva, fichi cachi e frutta sciroppata in quantità limitate |
Tutti i giorni |
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Verdura |
Verdura fritta o condita con grassi animali |
Tutta se condita o cotta in modo dietetico |
Tutti i giorni |
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Legumi |
Se conditi con grassi animali |
Tutti se cotti |
Tutti i giorni in modo dietetico |
Tabella 6
I METODI DI COTTURA
1- Bollitura: questo metodo tradizionale di cottura è adatto alla dieta anti-colesterolo dal momento che non necessita dell'aggiunta di grassi. Occorrono tuttavia due cautele: tuffare carni e pesci solo quando l'acqua ha raggiunto il bollore (per non perdere il contenuto di vitamine e minerali) e insaporire adeguatamente l'acqua con odori (cipolla, sedano, prezzemolo, eccetera). In ogni caso bisogna evitare di cuocere troppo le vivande, che potrebbero perdere consistenza e valori nutritivi.
2- Cottura a vapore: un cuocivivande a vapore oppure un cestello in metallo o in bambù non dovrebbero mancare nella cucina di chi vuole seguire un regime alimentare dietetico. In questo tipo di cottura valgono le stesse considerazioni fatte per la bollitura, compresa l'aggiunta di aromi nell'acqua (tranne nel caso in cui si utilizzi un cuocivivande) che insaporiscono le pietanze.
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CONTENUTO DI GRASSI E COLESTEROLO |
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Alimento |
Grassi tot (gr per 100 gr) |
Colesterolo (mg per 100 gr) |
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PESCE E FRUTTI DI MARE Persico Salmone Merluzzo Trota Sogliola Aringa Aragosta Gamberetti Cozze Anguilla |
3,6 13,6 0,6 2,7 1,4 17,8 1,9 1,4 1,3 24,5 |
38 44 50 55 60 77 135 138 150 164 |
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INSACCATI Pancetta Prosciutto cotto magro Prosciutto crudo magro Speck Lardo Salsiccia di maiale |
65 2,9 4,6 20,9 99 28,8 |
90 60 66 90 95 100 |
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CARNI E UOVA Cotoletta di maiale Filetto di vitello Cotoletta di vitello Filetto di maiale Pollo (senza pelle) Fegato di manzo Fegato di maiale Fegato di vitello Rognone di maiale Tuorlo d'uovo Cervella (manzo) |
7,6 1,4 3,1 2 6,2 2,1 4,5 4,1 3,2 29,1 12,7 |
60 70 70 70 88 260 350 360 385 1300 2000 |
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FORMAGGI Gorgonzola 29,2 99 Groviera 32 90 Fontina 26,9 85 Mozzarella 16,1 85 Ricotta 15,0 107 Crescenza e stracchino 25,1 85 Burro 83,4 230 |
29,2 32 26,9 16,1 15,0 25,1 83,4 |
99 90 85 85 107 85 230 |
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(Fonte: Cappelli e Vannucchi, Principi di scienza dell’alimentazione - Ed Zanichelli Pellati, Tutti i cibi dalla A alla Z - Ed. Mondadori) |
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Tabella 7
3- Al forno, alla griglia, alla piastra, in padella: spesso questi tipi di cottura evocano lauti pranzi di difficile digestione, dal momento che nella cottura tradizionale si è soliti cucinare carni grasse e salsicce o aggiungere salse di vario tipo. Con le dovute attenzioni, tuttavia, questi metodi sono indicati per le diete anti-colesterolo: è sufficiente seguire le indicazioni precedenti sulla scelta di cibi adatti e sui metodi per insaporire i piatti. Inoltre, i nuovi fondi antiaderenti con cui sono rivestite pentole e piastre consentono di cucinare senza aggiunta di grassi, sia carne e pesce, sia le verdure.
4- Forno a microonde: riscattato definitivamente dalla leggenda metropolitana che lo voleva in grado di provocare il cancro, il forno a microonde si è diffuso soprattutto per i brevi tempi di cottura che consente. Oltre a ciò può essere scelto come metodo di cottura dietetica molto adatto nei casi di ipercolesterolemia.
Occorre solo prestare attenzione ai contenitori adatti e alle modalità di cottura: può capitare che, a causa della sua rapidità, i cibi di grosse dimensioni rimangano crudi all'interno.
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CONTENUTO DI FIBRE (gr x 100 gr) |
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CEREALI E FARINACEI Biscotti integrali Biscotti secchi Farina di frumento tipo 00 Farina di mais Farina di riso Farro Grano saraceno Orzo perlato Pane (farina di tipo 00) Pane integrale Pasta Pasta integrale Pizza con pomodoro Riso, cotto Riso integrale LEGUMI FRESCHI E SECCHI Ceci secchi Fagioli borlotti secchi Fave fresche Lenticchie secche Piselli freschi VERDURE E ORTAGGI Barbabietole rosse, cotte Bieta, cotta Broccoli, cotti Carciofi Carote Cavolfiore, cotto Verza Cetrioli Cipolle Finocchi Funghi coltivati Indivia Lattuga Melanzane, cotte Patate, cotte Peperoni, crudi Pomodori maturi Porri, cotti Ravanelli Sedano Spinaci, cotti Zucchine, cotte |
* 5,07 1,32 0,95 2,76 0,90 5,75 5,01 4,83 1,72 5,36 1,55 5,02 1,93 0,11 1,80 * 12,45 15,44 4,45 12,91 5,80 * 2,05 1,37 2,42 1,93 2,70 1,68 2,53 0,54 0,88 1,97 2,14 1,40 1,33 2,31 0,85 1,47 1,67 2,00 1,23 1,41 1,64 0,98 |
* 0,94 1,32 1,47 0,35 0,10 1,00 1,03 4,41 1,46 1,15 1,15 1,38 0,78 0,09 0,12 * 0,78 0,36 0,52 0,92 0,45 * 0,54 0,20 0,84 3,04 0,41 0,71 0,35 0,21 0,16 0,25 0,11 0,17 0,13 1,19 0,71 0,43 0,37 0,85 0,07 0,18 0,42 0,35 |
* 6,01 2,64 2,42 3,11 1,00 6,75 6,04 9,24 3,18 6,51 2,70 6,40 2,71 0,20 1,92 * 13,23 15,80 4,97 13,83 6,25 * 2,59 1,57 3,26 4,97 3,11 2,39 2,88 0,75 1,04 2,22 2,25 1,57 1,46 3,50 1,56 1,90 2,04 2,85 1,30 1,59 2,06 1,33 |
FRUTTA FRESCA E SECCA Albicocche Ananas Arance Banane Castagne fresche Ciliegie Cocomero Datteri secchi Fichi, freschi Fichi, secchi Fichi d'india Fragole Kiwi Mandarini Mandorle dolci, secche Mele, con buccia Mele, senza buccia Melone Noci Pere, senza buccia Pesche, con buccia Pompelmo Prugne gialle Prugne rosse Prugne secche Uva bianca Uva nera Uva secca PIATTI PREPARATI Minestrone Pasta al sugo Pasta integrale al sugo |
* 0,83 0,83 1,00 1,19 6,73 0,80 0,20 7,49 1,38 11,01 4,87 1,13 1,43 1,78 12,04 1,84 1,44 0,55 5,37 2,25 1,14 1,06 0,60 | ||