
(A
cura di: A. Claudia Cartoni - Cinzia Delisi - Francesca Gardini)
LA PREPARAZIONE FISICA DI BASE
L'obiettivo
di chi pratica la ginnastica aerobica è quello di ottenere il raggiungimento
e successivamente il miglioramento della Fitness.
Il
tipo e le modalità dell'allenamento dovranno, pertanto, essere stabiliti
tenendo presente sia la definizione di Fitness e la descrizione dei suoi
fattori limitanti, sia la fisiologia muscolare: in particolare andrà
considerata la necessità di sviluppare il tono-trofismo muscolare e,
parallelamente, i sistemi organici di supporto alla produzione di energia,
limitanti la resistenza dell'organismo allo sforzo fisico stesso.
In
questa ottica, particolare
attenzione va rivolta al sedentario che si
avvicina per la prima volta a questa disciplina sportiva; infatti, molto
spesso, si assiste all'inserimento dei nuovi praticanti, che avrebbero
bisogno di un lavoro di preparazione fisica di base da eseguire in precedenza,
in corsi di aerobica di livello superiore. E' essenziale, invece,
consigliare
sempre al principiante di intraprendere tale
attività fisica con gradualità e senza saltare le tappe indispensabili ad un condizionamento fisico adeguato.
In
tal senso va tenuto presente che l'impegno fisico in soggetti non allenati
deve essere sempre ben dosato e che il tipo di attività e l'intensità
della stessa vanno scelte in funzione delle strutture articolari e motorie
interessate; solo in tal modo si potrà evitare l'insorgenza di fenomeni
algici e/o di lesioni a carico delle varie strutture anatomiche, che
potrebbero essere sovraccaricate da un'attività fisica non corretta. A tal
proposito grande importanza viene assunta nell'esecuzione di un esercizio,
dai gruppi muscolari antagonisti; il corretto equilibrio tra la muscolatura
agonista e quella antagonista permette infatti un'attività scevra da rischi
e protegge dal pericolo di traumi.
Nell'iniziare
un'attività fisica con un sedentario o con un anziano bisogna anche
ricordare che le caratteristiche dell'organismo si modificano in funzione
dell'età e, pertanto, è necessario adeguare costantemente qualità,
quantità ed intensità dell'attività fisica alla situazione attuale del
soggetto.
Nell'attività
fisica di mantenimento sono necessarie stimolazioni dosate opportunamente ed
è consigliabile iniziare con tutte quelle esercitazioni che migliorano
soprattutto la funzionalità degli organi e dei sistemi responsabili
dell'ossigenazione, attivando il maggior numero possibile di muscoli con
carichi sottomassimali; in tal senso è importante raggiungere durante
l'esercizio, impegnando il maggior numero di gruppi muscolari, il 70-80%
della massima potenza dei sistemi di trasporto dell'ossigeno. Un allenamento
quotidiano di mezzora, che impegni l'individuo in un lavoro al 70% circa del
carico necessario per raggiungere il suo massimo consumo di ossigeno, sembra
essere sufficiente per raggiungere una capacità fisica soddisfacente ed è
comunque da preferire ad un impegno di 2-3 ore, ma ripetuto solo una o due
volte nella settimana.
"Consigli
per l'allenamento"
Le
qualità più importanti da allenare per raggiungere una valida Fitness sono:
1)
la massima potenza aerobica (VO2max)
La
massima potenza aerobica può essere definita come la più elevata quantità
di ossigeno che l'individuo è in grado di utilizzare come carburante per
bruciare sostanze energetiche durante il lavoro fisico.
L'importanza
di conoscere tale parametro è legata alla sua capacità di fornire
indirettamente informazioni sulla funzionalità dei fattori centrali (apparato
cardiocircolatorio e respiratorio) e periferici (enzimi muscolari) che
presiedono alla produzione energetica attraverso il metabolismo aerobico, così
da dare indicazioni sul livello di physical fitness del soggetto.
Per
questo motivo la valutazione del VO2max dovrebbe sempre far parte
della serie di test cui sottoporre sia i soggetti che desiderano solamente
conoscere il proprio livello di efficienza fisica, sia quelli che intendono
migliorarlo pianificando un programma di allenamento individualizzato.
Le
attività più idonee per migliorare l'efficienza del metabolismo aerobico
sono quelle con caratteristiche di lunga durata, quali la corsa, il nuoto, il
ciclismo. I criteri generali da seguire per svolgere tali attività
correttamente e con profitto ai fini del miglioramento della Fitness sono:
1)
costanza nella pratica, cioè
allenamenti ripetuti almeno 2 o 3 volte la settimana per un periodo
adeguatamente lungo, possibilmente senza interruzioni prolungate;
2)
sviluppo del carico di
allenamento, ossia aumento graduale del carico di lavoro secondo i parametri
di
quantità
e
intensità.
Tali
parametri sono quelli che determinano la misura del carico; essi, pur
coesistendo, sono tra loro contrastanti poiché aumentando l'uno deve,
conseguentemente, diminuire l'altro. Per
quantità
si intende la durata
dell'allenamento, che nel periodo iniziale dovrà crescere sistematicamente,
mentre per
intensità
si intende la velocità di esecuzione o la quantità del carico sostenuta
durante l'esercizio, che dovranno essere incrementate solo successivamente.
Poiché
la finalità che si pone chi pratica attività fisica non a fini agonistici
non è, ovviamente, quella di migliorare specificatamente la propria potenza
ma in generale la propria efficienza fisica, maggior importanza va data alla
quantità
del carico, piuttosto che esasperare la ricerca dell'incremento dell'intensità,
per quanto anche questa vada perseguita. Inoltre, va tenuto presente che per
ottenere un'utilizzazione preferenziale dei grassi come fonte energetica,
ottenendo anche un effetto dimagrante, è necessario che l'intensità
dell'esercizio sia bassa.
Una
proposta operativa abbastanza semplice potrebbe essere quella di eseguire
tratti di corsa non molto lunghi, alternati a fasi di passo ad intensità tale
da consentire di colloquiare con eventuali amici. Il tempo iniziale di lavoro
sarà di circa 30 minuti, per poi passare gradualmente a quantità di
allenamento maggiore.
2)
la forza
La forza è la capacità motoria dell'uomo che permette di vincere una resistenza o di opporvisi con un impegno contrattile della muscolatura. Essa indica, pertanto, il livello tonico-trofico della muscolatura.
Secondo
Harre si distinguono tre forme fondamentali di forza:
Oltre
che per fattori genetici, la forza varia in modo specifico in funzione
dell'uso cui i muscoli sono sottoposti nell'attività quotidiana o
nell'allenamento. Per questo motivo una valutazione della forza diventa
espressione dell'efficienza del motore muscolare. Un adeguato livello di
tono-trofismo del muscolo garantisce l'applicazione di forza nelle varie
prestazioni sportive, anche aerobiche, e nello stesso tempo permette di
mantenere un atteggiamento posturale corretto, senza paramorfismi o
atteggiamenti viziati del corpo.
La
forza muscolare può essere migliorata con esercizi che interessano i vari
segmenti corporei, compiuti contro resistenze variabili (pesi o attrezzi
appositi), scelte a seconda del tipo di forza che si vuole maggiormente
incrementare. Ad esempio, l'utilizzazione di una resistenza la più elevata
possibile produce effetti positivi sulla forza massima, mentre una resistenza
non massimale, ma applicata fino all'esaurimento allena la forza resistente
e una resistenza medio - elevata da vincere con velocità massimale sviluppa
la forza veloce.
La
procedura metodologico-organizzativa migliore per l'allenamento della forza
è il
Circuit
Training (allenamento a
circuito): vengono scelti e messi in successione da 6 a 10 esercizi (stazioni)
tali da sollecitare alternativamente diversi settori muscolari (per esempio un
esercizio per le braccia, uno per il tronco, uno per le gambe, uno per il
tronco, uno per le spalle e così via) o lo stesso settore (se vogliamo
ottenere un risultato maggiormente mirato). Tale successione viene ripetuta 2
- 4 volte per ogni seduta.
Circuit Training: esempio di circuito specifico per gli arti inferiori
(Da FUCCI-BENIGNI, 1981)
Il
peso da utilizzare è quello con il quale è possibile eseguire da un minimo
di 8 ad un massimo di 12 ripetizioni per ogni stazione.
Quando, in seguito all'allenamento, tale numero di ripetizioni viene
superato con facilità (quando è possibile, ad esempio, eseguire 3-4
ripetizioni in più) il carico viene aumentato. La pausa tra ogni esercizio
dovrà essere di circa 30 secondi.
Tali
sedute, poiché sollecitano intensamente l'apparato muscolare e di sostegno,
devono sempre essere precedute da un buon riscaldamento generale
(deambulazione, corsa ed esercizi ginnici). A questa parte di riscaldamento
generale deve seguire quella specifica, relativa ai particolari gruppi
muscolari che verranno utilizzati, che consiste generalmente nell'eseguire
gli stessi esercizi stabiliti per il circuito, ma con carichi estremamente
ridotti e tali da permettere al sistema neuro-muscolare di adattarsi alla
corretta esecuzione tecnica dell'esercizio.
E'
opportuno sottolineare che il lavoro con i pesi deve essere praticato da
soggetti che abbiano già un soddisfacente condizionamento fisico.
Poiché
spesso così non avviene, specie nel sedentario che si accinge ad affrontare
un periodo di allenamento orientato allo sviluppo della forza, è
consigliabile svolgere nelle prime sedute un tipo di ginnastica a
carico
naturale (per
carico
naturale si intende il
solo peso corporeo, senza uso di pesi). Con questa metodica ci si propone di
raggiungere un generico miglioramento della mobilità articolare, della
capacità di allungamento muscolare e soprattutto del tono di tutti i
distretti muscolari. Nel rispetto dei principali criteri metodologici
dell'allenamento precedentemente esposti e applicandoli alla vasta gamma di
esercizi di cui dispone la ginnastica a carico naturale, è possibile in tal
modo impostare un lavoro completo e vario, presupposto indispensabile per il
successivo lavoro con i pesi. Data la complessità dell'organizzazione di un
allenamento per la forza, è comunque consigliabile affidarsi a personale
qualificato in questo settore.
3) la flessibilità
La
flessibilità (o mobilità articolare) è la capacità di compiere gesti con
l'impiego dell'escursione articolare più ampia possibile.
Questa
capacità è molto importante perché è alla base di moltissime forme di
movimento e permette di migliorare l'economia del gesto, favorendone la
precisione. Il suo carente sviluppo è un fattore limitante per
l'apprendimento della tecnica sportiva e determina un incremento del
dispendio energetico con conseguente precoce affaticamento; si possono,
inoltre, manifestare infortuni e viene anche limitato l'incremento di altre
capacità motorie quali velocità e coordinazione.
Nella
ginnastica aerobica, come in tutte quelle discipline dove l'aspetto estetico
è determinante, risulta evidente come occorre dedicare un ampio spazio
all'incremento della flessibilità; essa risulta infatti fondamentale per
l'apprendimento tecnico degli esercizi.
I
fattori che facilitano o limitano la flessibilità sono, in primo luogo, di
natura anatomica, ma anche di natura neuro-fisiologica. Per questo motivo la
flessibilità è considerata una capacità motoria che si pone in posizione
intermedia tra capacità coordinative e capacità organico-funzionali. Dal
punto di vista anatomico hanno importanza il tipo e la forma delle superfici
articolari, nonché l'estensibilità dei muscoli, dei tendini e delle
capsule articolari.
A
livello muscolare si possono ottenere i più sensibili miglioramenti della
estensibilità agendo sulla regolazione del rilasciamento del muscolo stesso.
La flessibilità può essere infatti sviluppata attraverso l'esecuzione
sistematica di esercizi di
stretching (allungamento muscolare). Tali esercizi si basano su precisi principi
fisiologici. Infatti, quando un muscolo è sottoposto ad uno stimolo esterno
improvviso e breve, ad esempio uno stiramento, di riflesso e senza intervento
della volontà si contrae; questo avviene perché tale stimolo è riconosciuto
da alcuni recettori presenti nel muscolo stesso (fusi neuromuscolari). Se
invece lo stiramento è progressivo e prolungato nel tempo, sono gli organi
tendinei del Golgi ad essere eccitati ed il muscolo, per evitare danni da
rottura, si rilassa. In questo modo esercizi che stirano il muscolo per tempi
sufficientemente prolungati, determinano a lungo andare una maggiore capacità
di rilassamento e distensione del muscolo.
Lo
stretching può essere eseguito con 3 metodiche diverse, propedeutiche l'una
all'altra.
La
prima metodica consiste nel raggiungere progressivamente (5-10 secondi) la
distensione del muscolo interessato, senza mai avvertire dolore, e nel
mantenerla per altri 15-20 secondi senza spostarsi; successivamente si
ritorna, lentamente, alla posizione di partenza.
La
seconda metodica prevede che, dopo aver effettuato la distensione come
indicato nella prima metodica, invece di ritornare in posizione di riposo, si
effettui un ulteriore allungamento della durata di circa 5 secondi; ci si
sofferma in questa nuova posizione per altri 10-15 secondi e poi si ritorna
lentamente alla situazione iniziale.
La
terza metodica infine, consiste nell'allungamento progressivo per 15-20
secondi al quale, invece del ritorno alla posizione iniziale, segue una
contrazione del muscolo contro una resistenza (ad esempio un compagno che si
oppone al movimento) tale che il segmento corporeo non si possa muovere; la
forza sviluppata in questa contrazione dove essere pari a circa il 50% della
propria forza massima e deve durare circa 10 secondi. Ad essa deve seguire
un'altra fase di allungamento di circa 20 secondi e quindi un progressivo
ritorno alla posizione di riposo. Questa sequenza può essere ripetuta 2 o 3
volte.
Al
fine di eseguire correttamente gli esercizi ed evitare errori grossolani e
pericolosi, devono sempre essere osservate le seguenti indicazioni:
a)
scegliere pochi e facili
esercizi, che consentano inizialmente l'allungamento di grandi gruppi
muscolari e che non determinino contrazioni riflesse per via di posizioni
difficoltose;
b)
abbinare agli esercizi una
corretta respirazione che deve essere prevalentemente espiratoria nella fase
di allungamento (lo stretching è una tecnica di rilassamento);
c)
non arrivare mai ad avvertire
la sensazione di dolore.
La
pratica della ginnastica aerobica richiede all'insegnante, sia per il ritmo
musicale, che diventa elemento altamente stimolante, sia per la velocità di
esecuzione degli esercizi, che si alternano rapidamente e necessitano,
pertanto, anche di una buona coordinazione motoria, un costante controllo
degli allievi per evitare loro l'esecuzione di movimenti errati e spesso
anche nocivi.
è
da tenere presente, inoltre, che spesso il principiante che inizia a svolgere
questa attività (attratto principalmente dagli aspetti altamente stimolanti
che la contraddistinguono: ritmo musicale, elementi coreografici,
coinvolgimento di gruppo, ecc.), non ha svolto (nonostante le raccomandazioni
da noi riportate in precedenza) un'attività fisica adeguata e costante o lo
ha fatto solo occasionalmente. In questo caso è necessario integrare l'ora
di aerobica facendo eseguire precedentemente esercizi analitici e specifici,
che migliorino il tono trofismo muscolare. Particolare attenzione dovrà
essere dedicata al rafforzamento della muscolatura del tronco e di quella
addominale, responsabili di una corretta postura; tutti gli esercizi dovranno
poi susseguirsi tenendo sempre presente il principio della gradualità e, per
evitare che insorgano situazioni di noia, variati il più possibile.
è
opportuno conoscere l'eventuale presenza di patologie in ogni soggetto, in
modo da compensare e migliorare i particolari deficit muscolari o strutturali
con esercizi specifici e preventivi; soprattutto durante la lezione di
aerobica dovranno essere evitati tutti quei movimenti che possano risultare
dannosi, eventualmente sostituendoli con altri, in maniera da non penalizzare
fisicamente e psicologicamente il soggetto. Ad esempio, nel caso di patologie
che riguardano la colonna vertebrale, molto diffuse soprattutto nel sesso
femminile, sarà opportuno eseguire prima della lezione di aerobica diversi
esercizi di stretching e di
compensazione e, durante la stessa, evitare fasi troppo lunghe di saltelli che
potranno essere sostituiti dalla marcia sul posto o da movimenti a carico dei
soli arti superiori.
Prima
di concludere, è necessario soffermarci brevemente su due parti della lezione
a cui sarà opportuno dedicare particolare attenzione: il riscaldamento e il defaticamento muscolare; esse molto spesso
vengono trascurate o non viene dedicato loro il tempo di cui necessitano.
Sono
al contrario molto importanti:
con
il riscaldamento si predispone e si prepara l'organismo ad affrontare nelle migliori
condizioni la parte più specifica della lezione; bisognerà dedicare almeno
10-15 minuti ad un lavoro di base ben eseguito che potrà evitare, o quanto
meno rendere più rara, l'insorgenza di lesioni traumatiche di quelle
strutture maggiormente sollecitate.
Dovranno
essere stimolati tutti i gruppi muscolari, soffermandoci principalmente su
quelli che risulteranno maggiormente gravati dal lavoro nella parte centrale
della lezione. Se poi sono presenti delle patologie a carico della colonna
vertebrale questa necessita, per sopportare l'impegno proprio della lezione
aerobica, di una accurata preparazione che miri ad una completa mobilizzazione
sui piani frontale, sagittale e trasverso, attraverso esercitazioni di
elasticizzazione, verticalizzazione e trofizzazione. Analoghe considerazioni
possono essere fatte per i muscoli degli arti inferiori, sollecitati nei
movimenti di salto e di spostamento nelle varie direzioni, e per quelli
addominali, che assicurano la stabilità
del bacino. Dovrà essere rispettato, inoltre, il principio dell'equilibrio
del carico di lavoro a cui sono
sottoposti i muscoli agonisti e quelli antagonisti, responsabili della
corretta esecuzione dei movimenti e della stabilità delle articolazioni.
Naturalmente nel riscaldamento non si dovrà tralasciare
l'impegno a carico delle articolazioni, principalmente della caviglia
e del ginocchio, per cui andranno mobilizzate accuratamente
su tutti i piani dello spazio, attraverso esercizi che ne sollecitino
la naturale ampiezza.
La stessa importanza va attribuita anche al defaticamento muscolare, a cui andranno dedicati circa 10 minuti; esso potrà, comunque, essere proseguito individualmente, attraverso esercizi di estensione muscolare (stretching) e di respirazione, fino a riportare l'organismo ad una naturale situazione di riposo, abbassando la temperatura corporea e normalizzando la frequenza cardiaca, in maniera da rilassare e raffreddare il corpo del soggetto dopo l'intensa attività fisica praticata.
METODOLOGIA
ALLENAMENTO - AEROBICA AGONISTICA
Se
consideriamo l'aerobica dal punto di vista agonistico
ci troviamo a che fare con un discorso del tutto diverso e con delle
problematiche a se stanti.
In base ai risultati emersi dai test di valutazione svolti su atleti Nazionali Italiani, elencati nelle pagine precedenti, e che analizzano l'andamento dei parametri relativi alle qualità metaboliche e meccanico muscolari, emerge infatti un modello di atleta che nella sua progressione di esercizi deve ricorrere principalmente a tre aspetti determinanti che sono: 1- elementi di forza statico- dinamica, essenziali nelle posizioni "tenute", come per esempio la "squadra"; 2- elementi di forza esplosiva, necessaria nei movimenti acrobatici in cui si richiedono esercizi di salto abbinati a posizioni dinamiche, come la "divaricata" in volo; 3- elementi coreografici, che, seguendo il ritmo proprio della base musicale prescelta, devono dare continuità all'azione motoria avvalendosi di coordinazioni spesso spettacolari a carico degli arti superiori ed inferiori.
Inoltre è da tenere presente, proprio a causa del recente sviluppo di questo sport, che spesso l'atleta che intraprende l'aerobica a livello agonistico proviene da altre discipline sportive ed in modo particolare dalla ginnastica artistica. Quindi tali soggetti si trovano nell'esigenza sia di dover adattare quelle caratteristiche che sono state già potenziate in precedenza alle nuove necessità, sia di dover incrementare le qualità fisiche tipiche, invece, di quest'ultimo sport.
Gli aspetti maggiormente determinanti ai fini del raggiungimento di una buona performance sono riportati nella tabella seguente, e vanno sempre tenuti presenti nella pianificazione di un adeguato programma di lavoro.
|
FORZA MAX |
** |
|
FORZA ESPLOSIVA |
*** |
|
FORZA REATTIVO ELASTICA |
** |
|
COORDINAZIONE |
*** |
|
MOBILITA' ARTICOLARE |
** |
|
METABOLISMO ANAEROBICO (ALATTACIDO E LATTACIDO) |
*** |
|
METABOLISMO AEROBICO |
* |
|
*** = |
MOLTO IMPORTANTE |
|
** = |
IMPORTANTE |
|
* = |
NECESSARIO |
Da
quanto mostrato nella tabella risulta evidente come, dal punto di vista
metabolico, l'aspetto aerobico non risulti essere altamente determinante:
una volta raggiunto un livello idoneo, con un buon lavoro di base, è
sufficiente il suo mantenimento (ottenibile anche in maniera indiretta,
allenando le altre qualità fondamentali). Vanno dedicate, al contrario,
numerose sedute di allenamento specifico per la resistenza lattacida, ossia
per la capacità di sopportare prolungati carichi di lavoro in presenza di
acido lattico; infatti, nei test effettuati in gara su atleti nazionali
italiani top level, femmine e maschi, sono risultati valori di lattacidemia
superiori alle 4mM (valori medi di
lattato: femmine 6.33 ±
0.97; maschi 8.39 ±
1.4), dovuti probabilmente alle intense progressioni di esercizi,
senza soluzione di continuità, che gli atleti svolgono.
Riguardo
alle qualità meccanico-muscolari risulta evidente l'importanza
dell'allenamento della forza statica, qualità che in gara gli atleti
esprimono attraverso i piegamenti sulle braccia, le "squadre" e
le "planche" (in appoggio su una o due braccia, mentre il resto del
corpo è proteso indietro). La forza statica è importante non solo negli
esercizi di "tenuta" che richiedono tale componente, ma anche come base
per un lavoro che miri all'incremento della forza esplosiva, un vero e
proprio "mix" di potenza, elevazione e flessibilità. Per l'incremento
di quest'ultima qualità fisica è necessario possedere infatti una buona
forza massima, che andrà successivamente
"trasformata" in forza
esplosiva, per mezzo di esercitazioni di balzi ed esercizi specifici che si
avvalgono di sovraccarichi o tramite apposite apparecchiature ginniche, in cui
va ricercata la massima velocità esecutiva. L'entità del carico andrà
calcolata in percentuale del massimale e del metodo che si vorrà seguire,
anche se indicativamente possiamo affermare che si colloca intorno al 70% del
massimale. Il lavoro di forza dovrà essere alternato a quello di mobilità
articolare, che ha lo scopo di dare al corpo la capacità di eseguire con
disinvoltura ed in tutta la loro ampiezza i movimenti propri delle rispettive
articolazioni dando fluidità ed armonia all'azione motoria. Perché un
movimento venga svolto in tutta la sua spettacolarità è necessario, infatti,
essere "flessibili".
Ed
è proprio in considerazione della sua spettacolarità che appare evidente
come in questa disciplina sportiva sia presente la ricerca di una sempre più
raffinata espressione estetica.
L'accentuata
ricerca artistico - coreografica delle diverse composizioni comporta la
valorizzazione di una corretta impostazione del corpo, quale mezzo
indispensabile per una valida costruzione estetica degli esercizi, nonché per
l'acquisizione di una raffinata eleganza personale. Infatti la
strutturazione di ogni combinazione si avvale, in gran parte, delle capacità
individuali di rendere universalmente comunicabile il proprio stato d'animo
attraverso una rappresentazione ginnica. Di conseguenza l'interpretazione
personale del movimento risulta essere la principale caratteristica che
distingue un atleta da un altro. Tale discorso si evidenzia maggiormente nel
settore agonistico di Alta Specializzazione, dove per raggiungere un sempre più
elevato livello della prestazione di gara non ci si può permettere di
tralasciare, nelle fasi della preparazione, nessun elemento. Proprio alla
preparazione mirata allo studio dell'espressione estetica, in coordinazione
con quella generale, specifica e tecnica, spetta il difficile compito di
sviluppare nell'atleta le condizioni psicofisiche ideali per ottenere il
maggior consenso da parte delle giurie e del pubblico.
Questo
tipo di attività di base, infatti, apporta mezzi fondamentali per la
costruzione dello schema corporeo e di schemi motori di base: sviluppa qualità
neuro-fisiologiche fondamentali e tende a creare un portamento corretto.
L'atleta, in questo modo, può controllare costantemente il corpo, arrivando
ad esprimersi attraverso un movimento "plastico" e "controllato".
Tutto ciò rappresenta il risultato di una lenta costruzione elaborata negli
anni: in essa è costante la ricerca della giusta impostazione tecnica e della
perfezione stilistica, che si sviluppano attraverso tappe obbligate,
rappresentanti solide fondamenta per l'atleta. Risulta così funzionale
rifarsi ad altre attività, quali la danza e le diverse forme di ginnastica,
in cui è sempre presente la ricerca della massima espressione estetica,
attraverso esercizi di base. In tal senso qualità essenziali che appare
necessario curare nella fase di preparazione sono la rapidità di esecuzione
dei movimenti, la coordinazione, l'equilibrio e la capacità di ritmo.
Rapidità
o Velocità
La velocità, o anche rapidità, è una capacità che presenta un'espressione multiforme. Essa racchiude un insieme eterogeneo di componenti quali il tempo della reazione motoria, la rapidità del singolo movimento e la frequenza del movimento. Tali componenti dipendono da diversi fattori: percettivi la prima, energetici la seconda e coordinativi la terza.
Il
principale limite fisiologico della velocità risiede nella trasmissione,
passaggio ed arrivo, del segnale al muscolo coinvolgendo, quindi, in larga
misura il sistema nervoso centrale.
La
rapidità è una qualità poco incrementabile rispetto ad altre capacità
quali forza e resistenza e la giusta età per un suo sviluppo è tra i 7 ed i
12 anni.
L'allenamento
per l'incremento della velocità deve far sì che i parametri quali durata
dell'esercizio, tempo di recupero e numero delle ripetute siano combinati in
modo tale che l'intensità sia sempre massimale senza raggiungere mai la
soglia della fatica. Quindi si dovranno proporre esercizi della durata non
superiore ai 4-6 secondi con tempi di recupero tra una ripetizione e l'altra
che siano completi per permettere il ripristino totale.
Coordinazione
Con
il termine di coordinazione si intende la particolare caratteristica del
sistema nervoso centrale di comporre un atto motorio più o meno complesso
risultante da un insieme di singoli movimenti controllati in intensità,
successione e direzione. E', quindi, la risultante di doti neuromuscolari
quali la capacità di essere consapevoli della posizione dei propri segmenti
corporei nello spazio durante l'attuazione di un movimento, o il tempismo
esecutivo ed intelligenza motoria, ovvero saper comprendere la cinematica e la
dinamica del movimento e di realizzarlo esattamente in tempi brevi.
La
coordinazione generale si incrementa con esercitazioni che prevedano la
combinazione di diversi movimenti dei singoli segmenti del corpo.
è
una capacità abbastanza innata che va, comunque, allenata fin dai primissimi
anni di attività motoria (5-7 anni).
Equilibrio
L'equilibrio
è un processo percettivo motorio mediante il quale il corpo mantiene o
ristabilisce una determinata posizione. Esso è, quindi, strettamente legato
ad una percezione del corpo e soprattutto ad un senso muscolare profondo,
ossia alla perfetta conoscenza delle posizioni che assumono i segmenti
corporei in relazione tra loro e in rapporto allo spazio, oltre che alla
percezione della posizione del baricentro corporeo. La capacità di equilibrio
è determinante nel caso di spostamenti acrobatici e variazioni improvvise
degli appoggi, brusche accelerazioni ecc.
L'equilibrio viene sviluppato attraverso una serie di esercizi che prevedano cambiamenti rapidi della posizione del baricentro, andature varie su basi di appoggio varie, mobili e strette. Sviluppare l'equilibrio significa eliminare in gran parte tutti quei gesti disarmonici che compromettono l'esecuzione.
Capacità
di ritmo
è la capacità di organizzare cronologicamente gli impegni muscolari in rapporto allo spazio ed al tempo.
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ULTIMO AGGIORNAMENTO PAGINA 31 MAGGIO 2002 |
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