Non mettere il lattante a dormire a
pancia in giù o di lato:
non è vero, contrariamente a quello che si pensava una volta, che tali
posizioni proteggano in caso di rigurgito. Al contrario vi è un aumentato
rischio di
morte in culla.
Non giocate a "vola vola" con il
vostro bambino:non
gettate verso l'alto il bimbo per poi riprenderlo al volo. Anche se la
cosa può essere divertente (?!), sono state documentate delle fratture
della milza legate a una presa del bimbo troppo energica sotto le costole.
Non date gocce di limone in caso di
singhiozzo: il
singhiozzo passa comunque da solo. Durante il il rigurgito il latte
risale dallo stomaco e arriva a rivestire con un sottilissimo film
liquido le prime vie aeree. Se consideriamo che il latte della mamma
contiene anticorpi e cellule di difesa vive, si spiega come i lattanti
alimentati al seno siano più protetti dalle infezioni respiratorie oltre
che da quelle intestinali. Forse qualcosa di simile avviene anche durante
il singhiozzo: questo va quindi considerato un evento fisiologico, forse
addirittura utile, che non necessita di essere contrastato.
Non bagnate il ciuccio nello
zucchero o nel miele: oltre che provocare
carie ai dentini fino a distruggerli, in particolare il miele può
contenere spore di un germe chiamato Clostridio del botulino che può
causare gravissime e a volte mortali intossicazioni nei bambini più
piccoli (approssimativamente fino ai 12 mesi di vita).
Non date altri alimenti prima dei
sei mesi se il lattante è alimentato al seno: il lattante
alimentato con latte materno trova infatti nel latte della mamma tutto ciò
che gli serve fino ad almeno i sei mesi. Dare altri alimenti (l'errore più
frequente è di dare un po' di frutta "per abituarlo al cucchiaino, e poi
gli piace tanto dottore...") non solo è inutile ma anche dannoso.
Non mettete il bimbo nel girello:
l'uso del
girello ritarda l'acquisizione delle normali competenze motorie nel
bambino. Si è visto poi che, oltre al ritardo nell'acquisizione del
gattonamento e della deambulazione autonoma, si ha anche un aumento dei
traumi legato a una ridotta capacità di proteggersi dalle cadute da parte
del bambino.
Non usate l'aspirina nei bambini, a
meno che non ve la prescriva il vostro pediatra: può causare gravi
complicazioni a carico in particolare del fegato e del cervello.
Non fare trazioni sul prepuzio del
neonato:
alla nascita e poi per mesi o per i primi anni, a seconda dei maschietti,
il prepuzio è fisiologicamente stretto e formato da un tessuto poco
elastico. Cercare di scoperchiare il glande forzatamente può causare delle
cicatrici interne alla pelle del prepuzio, con necessità di operare a
volte per fimosi anche bambini che diversamente non avrebbero avuto
problemi.
Non spremere le mammelle di un
neonato se gonfie:
molti neonati alla nascita presentano un ingrossamento delle mammelle
dovuto a ormoni della mamma passati attraverso la placenta. Questo è
normale e fisiologico: con il passare dei mesi tenderanno a ridursi
progressivamente. Diverso è il caso di una mammella arrossata e gonfia: in
questo caso il bimbo va fatto visitare.
PREVENZIONE DEI
DANNI DA ESPOSIZIONE AL SOLE
Perché è importante difendersi dal sole e
perché è ancora più importante difendere i
bambini
L'esposizione al sole
causa invecchiamento della pelle e rischio di insorgenza di tumori
cutanei. Tale rischio è aumentato negli ultimi anni a causa del "buco
nell'ozono"
Il danno a livello dei
tessuti cutanei è già presente con un semplice eritema, e si somma anno
per anno.
Nei primi 18 anni si
"prende" circa il 50% del sole di tutta la vita.
è vero che il sole è
necessario per produrre la vitamina D, ma è sufficiente una esposizione
minima per assicurare il fabbisogno.
Come proteggere il bambino dal sole?
Per prima cosa varrebbe unicamente il
principio di evitare tutto il sole che si prende a scopo ricreativo! Cosa
obiettivamente impossibile: ecco quindi una serie di consigli per attenuare i
rischi.
Considerare il fototipo
della pelle (cioè grossolanamente pelli chiare che non si abbronzano o si
abbronzano poco devono porre maggior attenzione delle scure)
Considerare le
condizioni legate all'altitudine, alla zona geografica, all'eventuale
presenza di riflessi (acqua, neve, sabbia) o alle condizioni
meteorologiche (ad esempio la presenza di vento o la nuvolosità aumentano
il rischio di scottarsi perché si attenua la percezione del calore)
Considerare che
d'estate i raggi solari sono più intensi
Non esporre al sole i
bimbi di pochi mesi
Per gli altri evitare
le ore centrali del giorno (dalle 10 alle 16) e esporli gradualmente al
sole iniziando con tempi brevi
Applicare la "regola
dell'ombra": se si è in un momento della giornata in cui l'ombra è più
corta della propria altezza è meglio non esporsi
Mettere un cappellino
in testa (possibilmente a tesa larga) e occhiali da sole
Usare creme ad alto
fattore di protezione, attive sia per UVB che UVA, facendo attenzione che
la quantità applicata non sia troppo scarsa (l'uso delle creme non
ostacola la formazione della vitamina D). Queste creme vanno rinnovate
all'incirca ogni 2 ore e sempre dopo il bagno in acqua o dopo abbondanti
sudate, anche se sulla confezione della crema è scritto "resistente
all'acqua"
Considerare comunque
che il sole filtra anche attraverso gli indumenti e l'ombrellone e che
quindi sarebbe bene usare le creme anche all'ombra
L'azione delle creme
protettive, anche se utile, integra ma non sostituisce le precauzioni
consigliate
La comparsa
dell'eritema solare non avviene il più delle volte durante l'esposizione,
ma solo dopo alcune ore e non è pertanto un criterio utile per decidere i
tempi di permanenza al sole
Bibliografia
essenziale
Arcangeli F.: Atti IV
Convegno Naz. Dermatologia per il Pediatra. 2000; 58-63
Cutrone M.: XII Convegno
Tabiano 2003
The Medical Letter -
Ed. Italiana 1999; 57-8
QUALE
ATTIVITA' SPORTIVA PER I NOSTRI BAMBINI?
L'uomo è un animale che non è fatto per la
sedentarietà. Il movimento assicura un adeguato sviluppo dell'apparato muscolare
e scheletrico, regola il metabolismo e concorre al generale benessere
psico-fisico dell'individuo. Nel bambino è uno degli elementi essenziali
per assicurare un corretto accrescimento. Il movimento regola l'appetito e il riposo
notturno.
Occhio alle società sportive
Oggigiorno con il ridursi degli spazi all'aria aperta si stanno riducendo le
occasioni in cui il bambino può decidere liberamente come muoversi in base alle
proprie necessità e ormai la maggior parte dei bambini va a scuola in auto o con
il bus e non più a piedi. Molti genitori si trovano quindi nella
necessità di affidare i propri figli alle cure delle società sportive, ma queste
possono avere finalità diverse dal puro e semplice benessere psico-fisico del
bambino. Ed ecco quindi che spesso accade che dopo
poco tempo dall'inizio di un'attività sportiva svolta con la massima
soddisfazione da parte del ragazzo, questi decide di smettere per la
frustrazione di un risultato non raggiunto o perché lo sport viene visto non
come un piacere ma come un faticoso sacrificio.
L'allenatore ideale!
Per evitare tutto ciò e non incorrere nel rischio che lo sport provochi più
danni che benefici è quindi essenziale che il genitore affidi il proprio figlio
a istruttori preparati che lo guidino con saggezza ed equilibrio, da una
parte senza sottostare ai suoi capricci o alla sua pigrizia, dall'altro senza
pretendere da lui prestazioni non adeguate. Proprio per questo diventa molto
importante scegliere un corso che abbia le giuste finalità formative e
che l'istruttore sia anche un buon educatore. Prima di ogni altra cosa
egli dovrà infatti curarsi della salute e del divertimento del bambino, anche se
necessariamente lo dovrà abituare alla giusta fatica, fermandolo però al momento
opportuno. Per entrare più in dettaglio, è bene che fino
al completamento della pubertà il ragazzo non si dedichi unicamente a sport che
impegnano solo alcune parti del corpo (tennis, calcio ecc.), questo per evitare
il formarsi di asimmetrie nello sviluppo corporeo o di accentuare dismorfismi
eventualmente presenti. Gli sport di resistenza vanno evitati e anche l'agonismo
dovrebbe essere ammesso solo a sviluppo puberale ormai completato (in media a
16-17 anni nel maschio e a 15-16 nella femmina). Il genitore dovrebbe astenersi quindi da
inutili e controproducenti pressioni sul ragazzo (per soddisfare le proprie
aspirazioni irrealizzate?) finalizzate al conseguimento di coppe, medaglie e, un
giorno, improbabili ricchezze.
Vantaggi di una buona attività sportiva
corretto sviluppo
psico-fisico, mantenimento della forma fisica, abitudine a compiere gli
sforzi utili all'organismo, correzione di eventuali piccoli difetti fisici
abitudine all'igiene
del proprio corpo (alimentazione, sonno, pulizia), maturazione di
consapevolezza circa i danni arrecati da sostanze tossiche (fumo, alcool,
droghe, sostanze dopanti)
acquisizione di
autocontrollo e autodisciplina, superamento di eventuali insicurezze,
capacità di avvicinarsi con equilibrio alle vittorie e alle sconfitte
della vita
sviluppo della
socializzazione, dell'amicizia, della lealtà e del coraggio
miglioramento del
rendimento scolastico
Svantaggi dello sport quando praticato in
maniera scorretta
rischio di sviluppo
fisico disarmonico, di peggioramento di eventuali difetti fisici
preesistenti, di insorgenza di patologie a breve (es. cardiopatie, anemie,
ecc.) e a lungo termine (es. osteoporosi)
stato di
affaticamento generale, insonnia, anoressia, irritabilità e nervosismo
comportamenti
asociali (tendenza al divismo, all'isolamento, all'aggressività),
dipendenza dal risultato con incapacità a perdere, depressione
tendenza
all'abbandono dell'attività sportiva per insoddisfazione dei risultati
raggiunti
disturbi della
condotta alimentare
alterazioni del
ciclo mestruale (amenorrea)
rischio di
assunzione di sostanze dopanti per aumentare le proprie prestazioni
aumento dei traumi
peggioramento del
rendimento scolastico
Bibliografia
essenziale
De Toni E.: Minerva
Pediatrica. 1981; 33: 237-260
Marchi A.: Medico e
Bambino 2000. 19: 167-172
Gambarara D., Albini E.:
Atti Convegno "Sport in età evolutiva: solo vantaggi?". Rimini, ottobre
2001