OBESITà: LA VERA PANDEMIA DEL TERZO MILLENNIO

Merendine e hamburger, ore seduti davanti alla televisione, al computer o al volante dell'automobile ... il mondo si sta ammalando di una malattia gravissima: l'OBESITà.
Ma la notizia peggiore è che aumenta sempre più il numero di persone in sovrappeso o obese già dalla prima infanzia.

Questi allarmanti dati fanno definire dagli esperti di tutto il mondo l'obesità come "una vera pandemia che minaccia di strangolare il sistema sanitario di tutti i Paesi".
Nel mondo ci sono ormai più persone grasse che persone che soffrono la fame: i sovrappeso sono circa un miliardo (di cui 300 milioni obesi), e "solo" 800 milioni sono i denutriti. I governi dei Paesi in via di sviluppo, paradossalmente, devono affrontare nello stesso tempo le due facce opposte della malnutrizione: la denutrizione e l'ultranutrizione.
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SOVRAPPESO 1 MILIARDO |
OBESI 300 MILIONI |
DENUTRITI 800 MILIONI |
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INDICE DI MASSA CORPOREA (BMI) = PESO (KG) / STATURA (m)2 |
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SOVRAPPESO: BMI = 25-30 (uomini) 24/29 (donne) |
OBESITà: BMI = > 30 (uomini) > 29 (donne) |
SOTTOPESO: BMI = < 20 (uomini) < 19 (donne |
Il problema, nato nei Paesi ricchi dell'Occidente, si sta purtroppo diffondendo nel resto del mondo perché nei Paesi in via di sviluppo si stanno adottando le abitudini alimentari e lo stile di vita dei paesi ricchi.
Gli Stati Uniti finora erano il Paese "guida" (negativa …) su questo fronte, con circa il 69% della popolazione in sovrappeso o obesa, seguiti dall'Australia e poi dalla Gran Bretagna. In Europa si sfiora il tetto del 50% per cento, ma il problema continua a peggiorare rapidamente.
Dal punto di vista economico, nei bilanci della sanità l'effetto si sente già se è vero che almeno l'8% delle spese mediche serve a curare malattie causate dal peso eccessivo e il 13% dei decessi ne sono la diretta conseguenza.
La causa non è solo l'alimentazione, ma soprattutto lo stile di vita: ormai la possibilità di movimento è limitata nelle aree urbane che diventano sempre più "alveari" umani, senza spazio per sentieri ciclabili, parchi e campi da gioco. Ci vuole un grande sforzo comune di Paesi e governi, come si sta cercando di fare nella lotta contro l'inquinamento, per migliorare lo stile di vita soprattutto dei giovani. Se ciò non avverrà, saremo la prima generazione responsabile di aver aumentato il rischio di morte prematura dei figli per malattie legate all'obesità.
Negli Stati Uniti l'obesità infantile e giovanile (nella popolazione di età inferiore ai venti anni) è aumentata del 45% rispetto agli anni Ottanta. Questi individui soffriranno di una grande quantità di malanni, fra i quali il cosiddetto "diabesity", il diabete da obesità, una malattia relativamente nuova, che si sta moltiplicando a una velocità impressionante. Anche in Italia, soprattutto tra i più giovani, si prospetta un quadro allarmante per le generazioni future: per un obeso le prospettive di vita si accorciano fino a 10 anni!
L'obesità ha due cause principali: l'ereditarietà e le cattive abitudini alimentari. Un bambino obeso nato da genitori obesi ha 80 possibilità su 100 di rimanere tale anche da adulto. Ma la predisposizione genetica non è necessariamente una condanna, infatti anche un bambino nato da genitori non obesi, se non segue una corretta alimentazione ed un idoneo stile di vita può diventare obeso.

L'obesità si combatte con la prevenzione, ma spesso i genitori hanno difficoltà nell'educare i più piccoli ad una sana alimentazione, anche perché spesso anche loro stessi non mangiano correttamente. Sarebbe quindi opportuno intervenire nelle scuole con un'azione di prevenzione primaria, favorendo una corretta educazione alimentare. L'alimentazione corretta, comunque, deve sempre essere combinata con il movimento: circa il 79% dei bambini passa più di 3 ore al giorno davanti alla tv e questo vale anche per gli adulti.
Nell'ambito della prevenzione l'intervento deve essere precoce: in caso di un aumento di peso evidente in un bambino ci si deve rivolgere subito al pediatra, per controllare le curve di crescita e, se necessario, intervenire. Un ritardo nell'intervento può rendere l'intervento stesso molto meno efficace. E ci si deve rivolgere agli specialisti ...
Può sembrare banale, ma spesso ci si affida a facili promesse di dimagrimento rapido: è il modo migliore, spesso, per peggiorare la situazione. Il problema principale, comunque, non è perdere peso, ma acquisire nuove abitudini alimentari per evitare l'effetto "yo‑yo" e rendere stabile il dimagrimento stesso. Dobbiamo ricordare che l'obesità può essere causa di malattie tumorali, metaboliche e cardiovascolari e quindi va affrontata presto e bene.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
Un tempo erano gli abitanti degli Usa a fare notizia per i loro chili di troppo, frutto di diete a base di hamburger e patatine. Ora, purtroppo, parole come obesità e sovrappeso sono diventate d'uso comune anche nel resto del mondo: in Italia quasi un adulto su due è obeso o pesa troppo e il fenomeno riguarda il 45% della popolazione adulta. Ma il problema sta crescendo in modo preoccupante anche e soprattutto tra i più piccoli. Secondo i dati elaborati dalla "International of Obesity Task Force" (organismo internazionale con sede a Londra che monitorizza il problema a livello mondiale), nel nostro Paese circa il 32% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni soffre di problemi di sovrappeso o obesità ed il numero è in crescita costante: ogni cinque anni la percentuale sale di oltre il 5%, superando persino gli incrementi che si registrano nella fascia adulta della popolazione. La situazione è peggiore solo in Paesi come la Spagna e il Portogallo dove le percentuali sono del 33% e del 32,5% tra i più piccoli. Francia e Inghilterra fanno invece registrare valori minori: i bambini obesi o in sovrappeso sono "soltanto" il 19% e il 28%.
Fortunatamente in Italia nella fascia di età 13‑17 anni, la percentuale di obesi o in sovrappeso scende al 25%.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
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QUANTI SONO GLI OBESI 4 MILIONI DI ADULTI +25% RISPETTO AL 1994 |
LE REGIONI PIù COLPITE MOLISE 12.8% CAMPANIA 11.2% |
CHI SONO MASCHI 9.2% FEMMINE 8.8% |
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LA GEOGRAFIA DELL'OBESITà NORD 7.8% CENTRO 7.9% SUD 10.8% ISOLE 9.5% |
L'ETà 18-24 ANNI 1.6% 45-54 ANNI 12.4% 55-64 ANNI 14.4% 65-74 ANNI 14.2% |
BAMBINI OBESI O SOVRAPPESO ITALIA 36% SPAGNA 27& SVIZZERA 24% INGHILTERRA 20% FRANCIA 19% GERMANIA 14% |
(Dati: ANSA-CENTIMETRI)
Dobbiamo però ricordare che chi aumenta di peso nel periodo precedente allo sviluppo ha poi moltissime difficoltà a dimagrire ed a mantenere un peso corretto. In questa fascia di età, infatti, le cellule adipose non si ingrossano come negli adulti, ma aumentano di numero e così, in seguito, è più difficile eliminare i chili in eccesso. Il periodo più a rischio è proprio quello pre‑adolescenziale, tra i 10 e i 15 anni; è a questa età che si comincia ad avere una gestione dell'alimentazione più autonoma e i ragazzi iniziano a mangiare quello che vogliono e, spesso, si fanno condizionare nelle scelte dalla pubblicità che "sponsorizza" soprattutto prodotti che favoriscono l'aumento di peso perché iper‑zuccherati e pieni di grassi. Frutta e verdura diventano così un ricordo da eliminare, mentre merendine, pizzette e dolciumi prendono il sopravvento.
Mediamente a questa età i ragazzi eccedono di circa il 20% nell'apporto calorico necessario. I ragazzi sani che fanno sport non dovrebbero andare oltre le 2000‑2500 calorie, anche se molto dipende dalla corporatura e dal tipo di alimentazione che deve essere sempre varia e completa nei suoi componenti.
Esempio Alimentazione ragazzi 10-15 anni (Calorie totali: circa 2000)
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COLAZIONE - 300/400 calorie - 1 fetta di Ciambellone o Crostata oppure 4 Frollini oppure 3 Fette Biscottate al miele o marmellata oppure due manciate di Cereali - 1 tazza di Latte (200-250 ml) - 1 Frutto (ad esempio una Banana) |
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SPUNTINO - 70/100 calorie 1 Frutto oppure 2 Fette Biscottate oppure 1 yogurt oppure 1 pacchetto di Crackers |
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PRANZO - 700/800 calorie - 1 Piatto di Pasta (ad esempio Pomodoro e Basilico) da 80-100 grammi - 1 secondo (preferibilmente Carne ai ferri, oppure Pesce oppure Prosciutto crudo magro oppure Bresaola etc. - 1 Contorno (Verdura cotta o cruda) |
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SPUNTINO - 100/200 calorie 1 Frutto oppure 1 Merenda dolce (Gelato, Frullato, Yogurt) |
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CENA - 400/500 calorie - 1 Minestra di Verdura o Legumi (No Pasta!) - 1 Secondo (preferibilmente NO Carne!) - 1 Contorno - Pane (60-70 grammi) |
Le cattive abitudini alimentari acquisite negli ultimi anni sono alla base dell'aumento delle alterazioni legate al peso corporeo: tra tutte quella di saltare la colazione (lo fa l'8% della popolazione, mentre il 66% gli dedica al massimo 6 minuti) o di mangiare in modo poco variegato, rinunciando troppo spesso a frutta e verdura, a cui vengono preferiti alimenti più calorici: sempre più viene quindi tradita l'ottima e salutare dieta Mediterranea.

L'OBESITà INFANTILE
(ultimo aggiornamento 02 giugno 2005)
A
cura del Dr. Danilo Gambarara
Facoltà Scienze Motorie - Università degli Studi di Urbino
Medicina dello Sport e Promozione dell'Attività Fisica - A.U.S.L. RIMINI

Introduzione
A partire dagli inizi degli anni '80 si è assistito nei paesi del mondo occidentale al verificarsi di una vera e propria "pandemia" (GLOBESITà) di obesità [1]. Condizioni di estremo sovrappeso e obesità vera e propria riguardano ormai percentuali del 20-30% della popolazione adulta delle nazioni più ricche.

Tale significativo aumento è riscontrabile anche nei giovani in età prescolare e nelle varie fasce dell'età scolare.
Nel corso degli anni (1970-2000) sono così aumentati in maniera esponenziale anche i lavori scientifici pubblicati sull'argomento (da 200 a circa 500 l'anno).

(Childhood obesity: public-health crisis, common sense cure
Cara B. Ebbeling, Dorota B. Pawlak, David S. Ludwig - Lancet 2002, 360: 473–82)
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RIFERIMENTO |
CRITERIO |
DATI |
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Reilly et al. 1999 [5] |
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6 aa.
SP 22% OB 10% |
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Reilly JJ et al. 1999 [6] |
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4 aa. SP 20.3% OB 7.6% |
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Chinn, Rona 2001 [7] |
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Dal 1984 al 1994: |
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Rudolf et al. 2001 [8] |
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7-11 anni
inglesi femmine SP 22% OB 12% |
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Troiano, Flegal 1998 [9] |
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6-17 anni |
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Editorial THE LANCET 2001 [10] |
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Femmine australiane |
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O'Loughlin et al. 1998 [11] |
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Canada 9-12 anni multietnico |
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de Onis, Blössner 2000 [12] |
VV |
Obesità 3.3% |
|
Martorel et al. 1998 [13] |
NA |
Obesità 2.9% |
|
Hanley et al. 2000 [14] |
BMI
85% |
Età 2-19
anni Sovrappeso |
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Story et al. 1999 [15] |
BMI
|
Sovrappeso 39% Obesità 11% |
|
da Veiga et al. 2001 [16] |
BMI
|
Brasile 10-18 anni |
|
Bundred et al. 2001 [17] |
BMI
|
Inglesi 3-4 aa. 1989->1998 Obesità 5.4% a 9.2% |
|
Kromeyer-Hauschild K et al. 1999 [18] |
BMI
90%-97% |
Tedeschi 7-14 anni età
Obesità 5.3% -> 8.2% Obesità 4.7% -> 9.9% |
|
Tremblay , Willms 2000 [19] |
BMI |
Canadesi 7-13 anni età
Obesità 5% ->
13.5% Obesità 5% -> 11.8% |
|
Berg et al. 2001 [20] |
BMI
91%-98% |
12 aa.
Femmine SP 6.8% OB 5.1%
Femmine SP 5.5% OB 4.2% Femmine SP 4.8% OB 3.9% |
|
Park et al. 2001 [21] |
BMI
95% |
OBESITÀ USA (tre etnie) |
|
Booth et al. 2001 [22] |
BMI
85%-95% |
Adolescenti australiani femmine SP 16-18% OB 5-6% |
|
al-Nuaim et al. 1996 [23] |
BMI |
Maschi Arabia Saudita -
6-18 anni età |
|
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|
|
Pantano et al. 1992 [24] |
|
Lazio 7 -> 14 anni 17.7% |
|
Ceratti et al. 1990 [25] |
|
Milano popolazione
scolastica |
|
Maffeis et al. 1993 [26] |
W/H >120% |
4 anni |
|
Attinà et al. 1992 [27] |
BMI percentile |
Calabria scuole elementari
(6-11 anni) |
|
Bordin et al. 1995 [28] |
BMI indice Cole |
Veneto scuole elementari
(8-11 anni) |
|
Ardizzi et al. 1996 [29] |
|
Piemonte 6 -> 15 anni
Obesità
9.9% MAX femmine 8-9 anni 16.0% |
|
De Vito et al. 1999 [30] |
|
Lazio 11
->
19 anni |
|
Caldarone et al. 1994 [31] |
SP 110/119%
OB>120% del peso ideale |
Lazio 9
->
14 anni |
Questo fenomeno si traduce in una maggiore incidenza della cosiddetta "sindrome dismetabolica" di cui fanno parte ipertensione arteriosa, dismetabolismo glucidico o diabete conclamato, iperlipidemia ed aterosclerosi precoce in grado di indurre una accentuazione della morbilità infantile [2] e conseguente aumento della mortalità prematura nell'età adulta [3].
Le cause dell'obesità sono indubbiamente multi-fattoriali, ma quelle che più hanno contribuito a questo così significativo aumento sono da ricollegarsi soprattutto alle modifiche dello "stile di vita", in particolare sedentarietà e diminuzione dell'attività fisica, accompagnate da aumentata e/o squilibrata introduzione calorica. Questo è tanto più vero nelle fasce più giovani della popolazione che, se pur hanno visto aumentare le ore mediamente dedicate all'attività sportiva organizzata, hanno praticamente azzerato quella ludico-spontanea trasformandola in prolungata permanenza davanti a TV, computer e videogiochi.


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L'OBESITà IN ITALIA |
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BAMBINI E ADOLESCENTI IN ECCESSO DI PESO IN ITALIA (dati 1999-2000) |
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6-9 anni |
maschi 33.6% femmine 34.6% |
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10-13 anni |
maschi 30.9% femmine 19.8% |
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14-17 anni |
maschi 17.3% femmine 10.5% |
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TOTALE |
maschi 26.9% femmine 21.2% |

Criteri di definizione di sovrappeso ed obesità
L'obesità è definita come un eccesso di massa grassa corporea: nell'adulto, per evidenziarla, viene abitualmente utilizzato l'Indice di Massa Corporea o Body Mass Index (BMI) espresso dal rapporto tra il peso in kg ed il quadrato della statura in metri, definendo sovrappeso corporeo un BMI compreso tra 25 e 30 ed obesità valori uguali o superiori a 30.
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BMI = PESO (KG) / STATURA (m)2 |
Nell'infanzia e nell'adolescenza l'accrescimento con le sue diverse modalità di espressione (aumento spesso non sincrono del peso e della statura, modifiche della composizione corporea) rendendo la definizione di obesità più complessa non ha favorito l'omogeneità dei criteri utilizzati.
Una metodologia molto utilizzata solo sino a qualche anno fa era quella basata sull'utilizzo delle tavole di Tanner (1976) [4] che definiscono il peso ideale per età, statura e sesso: un peso compreso tra il 110 e il 120% del peso ideale definisce il sovrappeso corporeo, uno superiore al 120% l'obesità.
Nei giovani il BMI è ormai universalmente utilizzato come criterio di valutazione delle condizioni di obesità anche se non può ovviamente adottare gli stessi "end-point" degli adulti in quanto subisce delle profonde e variabili modificazioni dalla nascita al raggiungimento della completa maturazione.
Quindi un più adeguato metodo per evidenziare i soggetti in eccesso ponderale è di considerare tali quelli che si trovano al disopra di un certo valore percentile rispetto alla popolazione di riferimento.
Cole e colleghi
[32] hanno recentemente proposto, basandosi su un esteso campione
internazionale (100.000 maschi ed altrettante femmine di varie razze) un metodo
per la determinazione dei valori predittivi di BMI per il sovrappeso ed obesità
in età adulta.
In pratica il bambino o adolescente il cui BMI ad una certa età sia al di sopra
dei valori di "cut off" considerati critici, ha elevate probabilità, nell'età
adulta, di trovarsi nelle condizioni di sovrappeso (BMI > 25) o obesità (BMI >
30).
Ad esempio, facendo
riferimento alla tabella, un maschio di 12 anni ha elevate probabilità di
essere in sovrappeso al compimento dei 18 anni se il suo BMI è compreso fra
21.22 e
26.02 e
di diventare obeso per valori superiori.
La stessa tabella ci permette di calcolare anche i pesi corrispondenti a questi
valori in base alla statura ed all'età.
Per calcolare i kg oltre cui cominciano sovrappeso e obesità:
21.22 x 1.50 x
1.50 = 48 kg (limite del sovrappeso)
26.02 x 1.50 x 1.50 = 59 kg (limite dell'obesità)
Esempio:
maschio 12
anni (valori di cut off come visto rispettivamente 21.22 e 26.02)
statura 1.50 m, peso 56 kg, BMI =
56/(1.5 x 1.5) = 24.89
Quindi le proiezioni statistiche indicano un elevata probabilità di
sovrappeso nell'età adulta.
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Download File Excel per il calcolo automatico (il file comprende anche il grafico per i percentili di statura) |
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Sovrappeso |
Obesità |
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Età (anni) |
Maschi |
Femmine |
Maschi |
Femmine |
|
2 |
18.41 |
18.02 |
20.09 |
19.81 |
|
2.5 |
18.13 |
17.76 |
19.80 |
19.55 |
|
3 |
17.89 |
17.56 |
19.57 |
19.36 |
|
3.5 |
17.69 |
17.40 |
19.39 |
19.23 |
|
4 |
17.55 |
17.28 |
19.29 |
19.15 |
|
4.5 |
17.47 |
17.19 |
19.26 |
19.12 |
|
5 |
17.42 |
17.15 |
19.30 |
19.17 |
|
5.5 |
17.45 |
17.20 |
19.47 |
19.34 |
|
6 |
17.55 |
17.34 |
19.78 |
19.65 |
|
6.5 |
17.71 |
17.53 |
20.23 |
20.08 |
|
7 |
17.92 |
17.75 |
20.63 |
20.51 |
|
7.5 |
18.16 |
18.03 |
21.09 |
21.01 |
|
8 |
18.44 |
18.35 |
21.60 |
21.57 |
|
8.5 |
18.76 |
18.69 |
22.17 |
22.18 |
|
9 |
19.10 |
19.07 |
22.77 |
22.81 |
|
9.5 |
19.46 |
19.45 |
23.39 |
23.46 |
|
10 |
19.84 |
19.86 |
24.00 |
24.11 |
|
10.5 |
20.20 |
20.29 |
24.57 |
24.77 |
|
11 |
20.55 |
20.74 |
25.10 |
25.42 |
|
11.5 |
20.89 |
21.20 |
25.58 |
26.05 |
|
12 |
21.22 |
21.68 |
26.02 |
26.67 |
|
12.5 |
21.56 |
22.14 |
26.43 |
27.24 |
|
13 |
21.91 |
22.58 |
26.84 |
27.76 |
|
13.5 |
22.27 |
22.98 |
27.25 |
28.20 |
|
14 |
22.62 |
23.34 |
27.63 |
28.57 |
|
14.5 |
22.96 |
23.66 |
27.98 |
28.87 |
|
15 |
23.29 |
23.94 |
28.30 |
29.11 |
|
15.5 |
23.60 |
24.17 |
28.60 |
29.29 |
|
16 |
23.90 |
24.37 |
28.88 |
29.43 |
|
16.5 |
24.19 |
24.54 |
29.14 |
29.56 |
|
17 |
24.46 |
24.70 |
29.41 |
29.69 |
|
17.5 |
24.73 |
24.85 |
29.70 |
29.84 |
|
18 |
25 |
25 |
30 |
30 |
DIETETICA E NUTRIZIONE
Nutrizione umana
Linee guida e strategie - Linee guida per la diagnosi e il trattamento dell'obesità infantile
Linee guida per la diagnosi e il trattamento ambulatoriale dell'obesità essenziale infantile
L'obesità essenziale è una condizione caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo in grado di indurre un aumento significativo di rischi per la salute.
I criteri clinici che vengono correntemente utilizzati per definire un soggetto obeso sono:
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