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ULTIMO AGGIORNAMENTO PAGINA 07 APRILE 2008 |
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Stefania di Bartolo
Interamente dedicato alla
realizzazione di ortesi statiche e dinamiche, il libro inizia con la
descrizione dei fondamenti teorici delle tecniche di costruzione, per
presentare quindi, con ricchezza di dettagli e con il corredo di circa 450
immagini, le fasi delle progettazione e della lavorazione. Vengono inoltre
proposte 24 schede tecniche di realizzazione delle ortesi, costituite da
un testo esplicativo e da fotografie a colori. |
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Giorgio A. Brunelli
La chirurgia della mano ha avuto
un’evoluzione eccezionale nell’ultima decade, fino ad arrivare al
trapianto di un organo considerato unico nelle proprie caratteristiche di
innervazione ed elasticità. Schematicamente il campo di attività della
chirurgia e della microchirurgia della mano può essere suddiviso nei
settori delle malformazioni congenite, delle malattie acquisite e della
traumatologia. In ogni settore trovano applicazione le tecniche proprie
della chirurgia plastica, in particolare quelle della chirurgia plastica
ricostruttiva e dell’ortopedia. |
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EDIZIONI
MARTINA srl Fax 051 545514 |
Giuliano Anderlini - Marco Bonarrigo - Giovanni Camorani
Aprite l'atlante geografico, prendete un righello millimetrato e verificate di persona: nessun luogo abitato d'Italia dista più di 50 chilometri da una salita. O meglio, ne esistono due o tre, ma ci si arriva solo mettendo le ruote a mollo in laguna. Tutto il resto della nostra Penisola è compreso nei 50 chilometri. Anzi, di solito è molto più vicino. E quindi, con un minimo di allenamento, ogni ciclista è in grado di raggiungere la sua salita pedalando, di scalarla e poi di tornare a casa a raccontare l'impresa. Ecco perché «La Vita in Salita» non è un libro dedicato ai soli scalatori ma a tutti i ciclisti: chi va in bici in Italia può evitare le salite solo girandoci attorno. Questo libro è stato concepito pensando a tutte le persone che dedicano parte del loro tempo libero alla bicicletta e che quando pedalano si fanno delle domande. Questo libro è stato scritto per chi si allena con serietà e continuità, considera lo sport come parte importante della sua vita ed è incline a fare dei sacrifici per ottenere dei risultati. Un risultato è la realizzazione di un progetto di lavoro, nato nei mesi invernali, portato avanti con costanza in primavera e compiuto in estate. Un risultato è, indifferentemente, scalare una montagna senza mettere i piedi a terra, scalare la stessa montagna entro un determinato tempo o vincere la cronoscalata che si corre su quella montagna. Tre progetti realizzati che hanno lo stesso identico valore. L’idea portante è che lo sport a livello amatoriale, quando è praticato con serietà, non può essere solo tabelle e chilometri, ma deve inserirsi in un contesto più ampio, che comprende la vita di relazione, la famiglia, il lavoro, il proprio arricchimento personale. Deve migliorare la qualità della vita e non diventare ulteriore fonte di stress. Deve tenerci alla larga dagli infortuni e non attirarli. Deve essere fatica, a volte tanta fatica, competizione e tensione agonistica, ma anche divertimento, spensieratezza, relax. E deve aiutarci a migliorare il nostro modo di alimentarci, di riposare, di stare bene: può farlo perché come soggetti attivi siamo più sensibili rispetto a queste tematiche. è persino ovvio constatare come lo stato di sofferenza e il disorientamento dell'uomo nella moderna società civile, si ripercuotano anche nell'universo dello sport. La sconfinata fiducia nella chimica farmaceutica ha prodotto un condizionamento per cui tutti si sono convinti che esista un farmaco per ogni problema, tanto che è stato coniato un termine su misura: «società farmacodipendente» o «società farmacocentrica». Questo stato di cose è deleterio perché produce dipendenze psicofisiche che indeboliscono le potenzialità della mente umana e creano le premesse per malattie nella mente e nel corpo. Il degrado culturale dell'uomo moderno interessa tutte le attività. è andata imponendosi negli ultimi anni una specie di sottocultura sportiva che esalta alcuni aspetti deteriori della natura umana: ecco quindi il «campionismo» che esalta la vittoria come unico fine della pratica sportiva, non importa con quali mezzi venga conseguita. Mentre non viene adeguatamente considerato l'«agonismo», cioè la disciplina sportiva che ricerca la massima espressione delle qualità psico-fisiche dell'individuo attraverso un paziente ed intelligente lavoro di costruzione. Questo stato di cose ha generato in tutti, sportivi e non, la convinzione che, così come accade nella società civile, anche nello sport non si possa fare a meno dei farmaci. Noi ci siamo posti un obiettivo ambizioso e modesto allo stesso tempo. Ambizioso perché siamo convinti che la divulgazione ed il dibattito sull'universo della fisiologia rappresenti un contributo alla crescita culturale sportiva rinnegando il campionismo e le scorciatoie chimiche e ricercando una sana espressione agonistica. Modesto perché, consapevoli delle difficoltà e della complessità della materia, ci siamo limitati ad individuare ed esaminare i fattori basilari necessari per conseguire un rendimento atletico ottimale e per coltivare la longevità sportiva. Abbiamo fatto il punto sugli aspetti fondamentali della preparazione atletica del ciclista cercando di divulgare con semplicità le conoscenze sulla fisiologia dell'atleta che la ricerca scientifica ci mette a disposizione. Il tutto essendo ben consapevoli che esiste comunque un corredo di sensazioni ed un bagaglio di esperienze personali che nessun manuale potrà mai sostituire. Solo con un approccio del genere si potrà puntare anche a fare agonismo ad alto livello, senza essere preda del fanatismo, come succede spesso in ambiente amatoriale. Si potrà puntare, insomma, a un equilibrio ideale tra attività sportiva e vita. Il raggiungimento di questo equilibrio è lo scopo del libro. Per aiutarvi a farlo abbiamo usato alcuni metodi convenzionali, classici. Altri molto meno. A voi il compito di esprimere un giudizio.
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Jean-Claude Chatard
Il rapporto tra allenamento e recupero costituisce tema di importanza primaria per la complessità delle problematiche ad esso legate.
Nella prima parte del manuale
vengono introdotti i principi della pianificazione e i concetti che
ispirano la creazione di un ciclo di allenamento soffermandosi in
particolare sull'importanza del riposo e sulle intensità dei
carichi di lavoro durante il tapering: l'esempio guida portato
a supporto è quello della preparazione fisica strutturata per la
nazionale di calcio francese in funzione dei Campionati Mondiali
1998 e 2002. La seconda parte è invece incentrata sulle problematiche della fatica di origine centrale e periferica con esame dei nuovi mezzi di quantificazione: modelli matematici per il calcolo dei dati provenienti dall'osservazione delle prestazioni e relativi questionari per realizzare al meglio tali osservazioni. Altro argomento di grande attualità riguarda le differenze tra eccessi nella somministrazione dell'allenamento e superallenamento, con introduzione ai metodi più attuali di diagnosi attraverso cardiofrequenzimetri e dosaggi ormonali. Una rassegna dei principali metodi che permettono di migliorare il recupero fisico, viene proposta nella terza parte trattando in particolare la reidratazione, l'alimentazione (con particolare riferimento al ristabilimento delle riserve di glicogeno), il significato e l'importanza, ai fini del recupero, degli antiossidanti, delle tecniche di elettrostimolazione e dello stretching. Fortemente critica la chiave di trattazione, nella quarta parte finale del manuale, di alcuni metodi utilizzati illecitamente per migliorare la prestazione e accelerare il recupero, come l'EPO, l'ormone delle crescita e la canapa indiana, dei quali vengono stigmatizzati gli effetti gravemente dannosi per la salute.
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Rodolfo Lisi
Quale rapporto, se pure ne esiste uno, tra la pratica del tennis e la comparsa e/o l'evoluzione di una scoliosi? Una valutazione critica a tutto campo, estesa ad altri due sport "asimmetrici": la scherma e il lancio del giavellotto.
Dalla Prefazione dell'Autore:
"Partendo da un
approccio necessariamente, e convintamente, non pregiudiziale, questo mio
lavoro su "Tennis e scoliosi" intende
offrire una panoramica insieme sintetica ed esaustiva della produzione
scientifica sul tema, come pure fornire i ricercatori di riflessioni
teoriche, di ipotesi scientifiche e di quanto può essere desunto dal
personale background di esperienze sul campo, sia pure limitate. Il tutto
permeato dall'auspicio che le indagini epidemiologiche future siano
condotte, rispetto al passato, con un maggiore rigore metodologico e con
un modus operandi più coerente e incisivo. In questa ottica, mi sembra
altresì opportuno proporre alcuni selezionati percorsi di studio, essendo
purtroppo innegabile che le scienze mediche non hanno finora saputo o
potuto affrontare l'argomento se non in maniera frammentaria e con criteri
a volte discutibili. Le conseguenze? Pochi studi validi e troppe sentenze
affrettate. Sentenze che non di rado hanno risentito di un certo costume
del nostro tempo: una sterile prevalenza di discussioni e astrazioni di
tipo fisiopatologico, senza la necessaria attenzione alla "evidence-based
medicine", ovvero a quella "medicina basata sulle prove di efficacia" che,
come è stata definita da David Sackett, uno dei suoi pionieri, altro non è
che "l'uso coscienzioso, esplicito e giudizioso delle migliori prove
disponibili [...]". [...]
Dopo aver
trattato la scoliosi, e il tennis sotto il profilo strettamente
fisiologico (biomeccanico/bioenergetico),
viene passata in rassegna la letteratura scientifica
a disposizione, non
senza aver prima svolto una rigorosa disamina dei singoli colpi del tennis
e l'influenza degli stessi sulla struttura rachidea, richiamando
un lavoro di Jeffrey A. Saal.
Ancora, vengono
riportati alcuni essenziali cenni, con gli studi da cui traggono
ispirazione, su altre due discipline considerate "asimmetriche": scherma e
lancio del giavellotto. Si è dato quindi
ampio spazio a una operazione di
interpretazione che può essere considerata una vera e propria ipotesi
di ricerca fondata su
presupposti scientifici (si avvale, questa interpretazione,
dell'autorevole consenso del Prof. Bruce Elliott), riguardo al "primum
movens" del fenomeno noto come "spalla del tennista" (la depressione,
cioè, della spalla dal lato
dell'arto dominante), che, per alcuni, sarebbe da ricondurre alla presenza di una scoliosi." Rodolfo Lisi
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Edizione italiana a cura di Gabriele Severini
è un testo
di riferimento per imparare a gestire il dolore cronico attraverso il
trattamento dei noduli dolorosi o sensibili al dolore che si formano nelle
fibre muscolari e nei tessuti connettivi. |
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Andrea Di Cesare
Si tratta di un libro dall'impianto ampio, in cui sono trattati cinquant'anni di boxe e di rappresentazione della boxe nella vita sociale italiana. Un percorso saggistico-narrativo che si snoda attraverso una serie di interviste ad alcuni fra i più celebri pugili italiani che, parlando di boxe, non evitano di raccontare anche la loro vita fuori dal ring. Ne emergono i ritratti di campioni e sportivi che hanno duramente combattuto sul ring, dando lustro allo sport italiano, e di persone segnate da questa dura disciplina, per questo soprannominate dall'Autore "I sopravvissuti". La calca e il chiasso dei combattimenti rimangono sullo sfondo di queste pagine, che invece ci parlano a bassa voce, quasi volendo offrire dei campioni del ring confessioni intime e pudiche, che ci lasciano il sapore di una lettura edificante e educativa, per molti versi importante per capire l'umanità racchiusa nel mondo della boxe.
Presentazione: 26 novembre 2007 - ORE 19.30 - LIBRERIA LA CITE' VIA BORGO SAN FREDIANO 20/R - 50124 FIRENZE. Prefazione di Patrizio Oliva. |
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Carlo Cisari, Gabriele Severini
In questo volume sono descritte le tecniche specifiche
della laserterapia, dell'ultrasuonoterapia e dell'elettroterapia,
approfondite tramite un'analisi dell'applicazione clinica delle stesse. |
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Riccardo Capanna
Immaginiamo che gli allenatori siano degli scultori, quindi artisti
specialisti nel forgiare. Immaginiamo pure che possano avere a loro
disposizione del "materiale" (atleti) con cui realizzare delle opere
d'arte (prepararli a gareggiare). Nell'ultima metà del secolo scorso, gli
"scultori" hanno fatto riferimento formativo a specialisti (fisiologi,
neuroscienziati, psicologi) che, per i limitati mezzi di ricerca a loro
disposizione, non avevano determinato con chiarezza la composizione di
detto "materiale" (le conoscenze di come l'uomo realizza il movimento
volontario non erano completamente appropriate). Su queste basi
culturali, "gli scultori" si sono attivati per elaborare gli
"strumenti" (esercitazioni) più adatti a "scolpire" quel materiale, alcuni
dei quali però, sappiamo ora, possono essere considerati non propriamente
idonei. Cosa è cambiato al giorno d'oggi?
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Emiliano Poddi
Emiliano Poddi racconta questa sua storia delicata, bella e dolorosa con tale grazia, misura, dedizione e amore che il lettore si trova come per incanto dentro ogni scena, quasi presente fra i personaggi e mescolato alle loro azioni. Dario Voltolini
Tre volte invano è la storia di un ragazzo che gioca a pallacanestro praticamente da quando è nato. Nonostante questo non è un fenomeno, anzi, il più delle volte le partite finiscono senza che lui abbia segnato un punto. Finché un giorno – e non un giorno qualsiasi, ma quello della finale – il ragazzo fa fuori mezza difesa avversaria con una finta sola e la butta dentro. E così l'azione dopo, e quella dopo ancora. L'ultimo tiro gli esce un po' corto, resta in bilico sul ferro per un paio di secoli e alla fine entra, forse grazie alla rotazione terrestre. Passano i mesi, gli anni, e il ragazzo è ormai un playmaker, ha un ruolo e uno scopo nella vita. Certe volte, in campo, ha persino la sensazione di trasformarsi in qualcun altro, uno capace di fare cose incredibili con un pallone in mano, di passare invisibile tra gli avversari per andare a gonfiare la retina. E probabilmente continuerebbe così per tutta la vita, se a due minuti e diciassette secondi dalla sirena di un'altra finale non franasse per terra rompendosi un ginocchio. Da lì in avanti, per lui, è come se attorno al campo di basket crescesse una barriera sempre più alta. Ora, per il ragazzo, la sfida è superare quella barriera, a costo di andare sotto i ferri una volta, due volte, tre volte, ma non è detto che ci riesca. Certo, nella vita ci sono altre cose oltre il basket. Una donna che ti ama, per esempio, un lavoro dignitoso ... ma il basket, diciamolo, e lo ha detto anche un grande scrittore come Philip Roth, il basket è un'altra cosa.
L'AUTORE Emiliano Poddi è nato a Brindisi nel 1975. Scrive per la radio e per il teatro. Tre volte invano è il suo primo romanzo.
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Roberto Dana
Carpe Diem" ... Cogli l'attimo! Comunemente, e per tutta una vita, si abusa di tabacco, d'alcool, di calorie, mangiando qualsiasi cosa capiti e in modo totalmente indiscriminato. Non ci si cura per niente del proprio organismo. Si lascia che lo stress ci mortifichi senza reagire. Non si pratica alcuna un'attività sportiva, si va a letto quasi sempre tardi, non si attiva la propria mente, né tanto meno l'intelletto. Per poi correre ai ripari, come detto poc'anzi, quando è evidentemente troppo tardi, vale a dire quando si è già diventati anziani! Purtroppo ci diamo molto da fare esclusivamente sotto il puro profilo materialistico cercando di arricchire ed accumulare beni e denaro già all'inizio del nostro percorso lavorativo, per la propria futura "sicurezza-vecchiaia". Tutta la nostra energia è diretta esclusivamente verso questo scopo. In questo libro si cerca di spiegare come mantenersi in perfetta ed eccellente forma fisica-mentale grazie ad un ricercato ed utilissimo stile di vita "in parallelo", vale a dire: La salute ed il benessere fisico da una parte, l'apertura mente-psiche-spirituale dall'altra. Un connubio più che vincente e convincente! |
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C.G. Edizioni Medico Scientifiche
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Mario Maritano
Il sintomo dolore accompagna molte patologie. il medico spesso si trova in difficoltà nell'affrontare sindromi complesse in cui il dolore assume un ruolo determinante. Le possibilità terapeutiche per ridurre o eliminare il dolore sono numerose e molto diversificate in relazione al tipo di dolore. Oltre i suggerimenti per un approccio corretto al dolore, il volume espone i concetti di anatomia e di fisiopatologia utili per una visione aggiornata dei meccanismi di insorgenza ed evoluzione dei dolore. Sono prese in considerazione numerose sindromi dolorose, esaminandone causa, diagnosi differenziale e possibile trattamento. Largo spazio è dato inoltre alla farmacologia degli analgesici e ai principi di terapia dei dolore. Sono illustrate le tecniche terapeutiche di grande interesse e alternative (agopuntura, mesoterapia e manipolazioni) alle quali far ricorso con notevoli vantaggi. Il manuale non ha trascurato il ruolo del fisiatra, dello psicologo e dell'infermiere nell'approccio e nel trattamento dei paziente con dolore. |
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Gian Nicola Bisciotti
Ultima produzione editoriale di uno dei più trascinanti e vulcanici studiosi dei temi di fisiologia applicata allo sport, di rieducazione fisico-sportiva, di preparazione atletica applicata. Partendo da un'accurata descrizione anatomica del ginocchio in chiave scientifico-divulgativa, Bisciotti introduce le più comuni patologie sportive legate a questa fondamentale articolazione, le possibilità di intervento curativo e, soprattutto, illustra le tecniche riabilitative post intervento chirurgico attraverso esercizi e sollecitazioni attive e passive. I sempre più frequenti traumi da gioco a carico del ginocchio nel calcio e la sempre più perfezionata possibilità di intervento su ogni tipo di conseguente lesione, rendono questo manuale non solo utile ma fondamentale, per aggiornamento o semplice conoscenza a preparatori atletici, allenatori e giocatori stessi traumatizzati, che vogliano rendersi consapevoli sulle attività di intervento riabilitativo più moderne ed efficaci.
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Anna Laroche De Rosa
Da sempre il latte animale è ritenuto un alimento sano,
nutriente, fortificante e rimineralizzante grazie al calcio che contiene.
"Presento con grande piacere il lavoro di Anne Laroche de
Rosa, poiché si tratta di uno dei migliori studi mai realizzati sul latte
di vacca. L'autrice espone con notevole chiarezza e buon senso le numerose
ragioni che dovrebbero portarci a eliminare dalla nostra alimentazione il
latte di vacca e i suoi derivati: burro, formaggio, panna, yogurt e
gelati. Anne Laroche de Rosa conosce perfettamente la composizione del
latte materno umano e quello della vacca, e mette bene in rilievo le
maggiori differenze esistenti tra queste due bevande, la prima
assolutamente adatta al lattante umano, la seconda al vitello, ma non a un
bambino."
L'AUTRICE Anne Laroche de Rosa è iridologa, nutrizionista del CEHMN (Collège Européen d'Hygiène et de Médecine Naturelles) ed è autrice di numerosi articoli e libri sul vivere sano. Ex allevatrice di capre riconvertita, conosce a fondo la questione dei vari tipi di latte.
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Alfredo Donatucci
Un uomo qualsiasi nell'ingranaggio di una sterminata città, Roma. In principio è un sedentario alle prese con le fatiche quotidiane, come tutti, e atrofizzato, come tanti, dalle cattive abitudini: il vizio del fumo; l'uso dell'auto a oltranza nel solito tragitto casa-lavoro-lavoro-casa, i pensieri congestionati quanto il traffico; i muscoli e la forza del pensiero rattrappiti dall'immobilità imposta dalla vita d'ufficio. Finché, un giorno, la svolta. La scelta di abbandonare l'auto e prendere la metropolitana non è che l'inizio di una autentica rivoluzione interiore. Il cittadino spento esce dallo stato di cattività. Scopre il piacere della lettura durante i viaggi in treno non solo per ammazzare il tempo. E leggendo testi sul pensiero positivo si apre a prospettive nuove: la disciplina psicofisica leva il torpore e dà quella gioia di vivere che il logorio della città toglie. È l'inizio dell'ascesa: smette di fumare, riscopre la dimensione bipede, per camminare prima; quindi per correre. L'esemplare da ufficio diventa un podista amatoriale, uno sportivo perseverante, quindi un atleta completo, campione di un'umanità realizzata. È la storia vera di Alfredo Donatucci, 40 anni, sedentario pentito, autore del libro "cambiarsi per correre", in cui si racconta con brio e cognizione di causa l'iniziazione a un nuovo stile di vita in vista di un benessere integrale. Il protagonista, dopo essersi "levato la ruggine" di dosso allenandosi con una vecchia cyclette, scopre le potenzialità del suo corpo e della sua mente e impara a usarle con la forza della disciplina. Il corridore occasionale della domenica, il podista della garetta amatoriale, diventa un maratoneta di rilevanza nazionale che ha al suo attivo più di 10 mila chilometri corsi nelle principali gare regionali e italiane: la Roma-Ostia, la maratona di Roma, per esempio. Il libro pubblicato dalla casa editrice Edizioni Associate è stato presentato al pubblico di maratoneti, sportivi e non, e alla stampa sabato 2 giugno alle 16 e 30 presso la chiesa di Posticciola (provincia di Rieti). Al paese che si affaccia sul lago del Turano, l'autore è particolarmente legato per esservi cresciuto e per averci corso da bambino per gioco, da grande per allenamento ma con lo stesso entusiasmo immutato. Cambiarsi per correre è dunque un invito a dismettere i panni dell'abitudine per scoprire l'atleta della vita che è in ognuno di noi. Così poi da riuscire a correre per cambiare se stessi. Che poi questo invito venga fatto, sorpresa, da uno che è un funzionario della Polizia, non è che un valore aggiunto.
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Carmelo Bazzano - Mario Bellucci - Avery D. Faigenbaum
La sedentarietà
costituisce uno dei maggiori problemi che affliggono le società
industrializzate. Essa colpisce la popolazione di tutte le fasce di
età ed in particolar modo quelle infantili, preadolescenziali ed
adolescenziali.
GLI AUTORI |
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Fabrizio Perroni
Per chi ha necessità di lavorare proficuamente sul recupero del calciatore reduce da infortunio! Monografia di notevole praticità per tutti gli operatori, anche non professionali, che per la propria attività di campo come allenatori, preparatori atletici e semplici assistenti di campo, devono affrontare le problematiche legate al recupero del calciatore nel periodo post-infortunio. Dopo una breve introduzione teorica su principi anatomici, tipologia comune delle lesioni del calciatore e ruolo degli operatori, l'autore introduce gli elementi riguardanti i trattamenti sia fisioterapico che idrokinesiterapico e poi il lavoro atletico di riavvicinamento e condizionamento all'attività agonistica. Il tutto esponendo ed organizzando insegnamenti qualche volta recepiti per interesse o necessità, ma raramente messi razionalmente in ordine per farne un vero strumento di azione e lavoro. Elementi sulla prevenzione importanti e frontiera nuova per il grande pubblico per la "riorganizzazione fisica dell'atleta e del non atleta", chiudono questo utilissimo piccolo-grande strumento per tutti coloro che si occupano della salute del calciatore.
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Katia Francesconi, Giovanni Gandin
L'attività
motoria regolare e misurata nella terza età permette di mantenere
efficienti le funzioni e ritardare gli effetti negativi del tempo. La data
di nascita non è affatto indicativa della vera età del soggetto: quella
che conta è l'età biologica, potenziata dal desiderio di essere ancora
protagonisti della propria esistenza. Si tratta, allora, di modificare
radicalmente lo stile di vita e creare una nuova cultura che recuperi il
movimento come parte integrante ed essenziale dell'esistenza.
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Massimo Negro, Giovanni Conti, Fulvio Marzatico
Il testo si propone di creare un punto d'incontro tra diverse figure professionali impegnate in ambito nutrizionale e sportivo (dietisti, medici, allenatori e preparatori atletici), consentendo loro di applicare con razionalità e scientificità le più recenti acquisizioni in materia. Il testo ha le caratteristiche di un "manuale" e presenta linee-guida operative aggiornate sulla dietetica dello sportivo, sia professionista sia amatoriale. |
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Italo Sannicandro
L'attenzione dei ricercatori nell'ambito delle scienze motorie e sportive si dirige sempre più verso l'analisi epidemiologica relativa all'insorgenza degli infortuni, vuoi per l'obiettivo primario dello sport che persegue la promozione e la tutela della salute, vuoi per impedire una pratica sportiva frammentata ed ostacolata da interruzioni forzate, vuoi per i costi sanitari che l'infortunio comporta. L'individuazione di strategie tese a ridurre l'incidenza di infortuni si rende ancor più necessaria laddove lo sguardo è rivolto a soggetti in età evolutiva praticanti attività sportive: la possibilità di incorrere in interruzioni delle sedute di allenamento, infatti, può costituire un motivo di abbandono della pratica sportiva. Il lavoro, prendendo spunto da queste nuove esigenze nell'ambito della formazione sportiva giovanile e della preparazione atletica, tenta di tracciare un percorso operativo che sollecita alcuni aspetti legati alla prevenzione degli infortuni ed alla propriocezione. La scelta di indagare modalità di training e opportunità di intervento da parte del preparatore atletico nell'ambito dello sport nasce da un lato dalla consapevolezza della significatività di tale tipologia di intervento in ogni disciplina di situazione che prevede repentini spostamenti e brusche frenate; dall'altro lato, dalla conoscenza relativa alla notevole mole di traumi in ambito sportivo che interessano l'arto inferiore, con particolare riguardo al ginocchio ed alla tibio-tarsica.
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Giovanni Betti - Roberto Piga
Oggi nel campo della preparazione atletica si rende sempre più necessaria una stretta interazione con un ventaglio di "saperi" che non sono di specifica competenza del preparatore, ma che rappresentano un'importante base d'informazione per la qualità della sua professione. Il preparatore si consulta col medico, col fisiologo, col dietologo, con lo psicologo, con il chimico, con il fisico, con lo statistico, con l'informatico; egli filtra le informazioni che trae da ciascuno per capire in quale misura possano servire allo scopo principale della sua professione: riuscire ad ottimizzare il rendimento della macchina umana. In un quadro così articolato, accade che si presentino contributi operativi nuovi proposti dal medico, dallo psicologo, dal fisico. Spesso i contributi appaiono in contrasto l'uno con l'altro e con tagli alternativi rispetto al lavoro che si sta svolgendo. Sono situazioni che pongono il preparatore di fronte ad un bivio: da un lato c'è l'esigenza di essere sempre più aggiornati, dall'altro si tende a mantenere il livello consolidato almeno fino a quando la novità, sperimentata da altri, non ha mostrato la sua effettiva rilevanza ai fini del rendimento e della prestazione agonistica. Questo libro si rivolge non solo agli addetti ai lavori, ma rappresenta anche il tentativo di rivalutare culturalmente l'abusato e banalizzato detto latino "mens sana in corpore sano". Nel libro è riportata qualche novità già sperimentata con successo. Viene proposta anche qualche idea nuova così come è nata e come si sta modificando in base al lavoro che stiamo facendo in questo periodo. Idee nuove e proposte che vogliono essere un contributo alla riflessione per noi e per il lettore.
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Autori Vari
Questa è una guida di itinerari escursionistici originali, in grado di accontentare sia il semplice turista sia l'amante del trekking. Ne sono stati individuati e descritti ventisette, suddivisi a gruppi di 3 per ciascuna area di riferimento puntando su percorsi per quanto possibile fruibili dall'intera famiglia. Il valore storico-culturale di molte zone ha suggerito la redazione di specifici approfondimenti tematici per accompagnare il lettore/escursionista in un viaggio che sia anche di conoscenza. Gli itinerari si sviluppano quasi interamente su percorsi segnalati e, quando è stato possibile, concepiti ad anello per permettere il ritorno al punto di partenza. La guida è accompagnata da una dettagliata cartografia, sia d'insieme che per ogni singolo itinerario.
Contiene cartina 98 x 51 cm
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(GCA AREA sez. Lazio)
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Roberto Torta
Genitori Contro Autismo Lazio presenta questa sua prima iniziativa editoriale e lo fa con questa raccolta di dialoghi scritti tra Stefano e la mamma. Stefano è un ragazzo autistico di 14 anni, frequenta la seconda media in una scuola statale di Roma ed ha cominciato a scrivere di suo pugno con l'aiuto della mamma, a poco a poco acquisendo maggiore autonomia e confidenza con la penna. Stefano in questi dialoghi ci apre una strada per comprendere i nostri limiti ed accompagnarci nel suo mondo, un mondo di difficoltà ma pervaso dalla speranza di poter parlare, poter comunicare come tutti. Tra pensieri e atti di vita quotidiana ci rivela i suoi gusti, le sue preferenze, le sue manie e ci sbalordisce per la profondità delle sue conoscenze. Questa breve raccolta è dedicata a tutti i genitori di bambini autistici, in particolare a quelli con bambini non verbali, che potranno essere illuminati da questa lettura sulle potenzialità dei propri figli.
GUARDA QUI la presentazione dedicata a questo libro dalla rubrica culturale, Achab libri in onda, curata dalla giornalista Maria Grazia Capulli, all'interno del telegiornale di Rai2.
Per ordinare la tua copia scrivi una mail a area@gcalazio.org
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Per informazioni e acquisti: Istituto Terapie Cranio Sacrali Tel. 0773 648283 - Fax 0773 404177
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Thomas W. Myers
Questo libro presenta una visone olistica dell'intero sistema miofasciale e dell'anatomia funzionale e del movimento in cui le connessioni corporee tra muscoli e fascia sono descritte dettagliatamente per la prima volta. Thomas Myers, usando la metafora dei treni e delle linee ferroviarie, spiega come gli schemi delle tensioni comunicano attraverso la rete miofasciale, favorendo l'atteggiamento posturale e l'equilibrio nel movimento.
IN SINTESI • illustrazioni degli undici meridiani miofasciali e le regole per scoprire altri meridiani • numerose tavole e illustrazioni a due colori dei dettagli anatomici delle strutture muscolari e fasciali • preziose informazioni sulla valutazione della struttura corporea nella statica e nel movimento, utili all'applicazione pratica nella terapia e nell'educazione al movimento • un'ampia selezione di tecniche dall'Integrazione strutturale • un'introduzione al sistema del tessuto connettivo come sistema olistico, un nuovo punto di vista e le nuove scoperte della ricerca sulle risposte del sistema fasciale
A CHI è RIVOLTO Scritto in uno stile semplice e scorrevole anche nelle sue applicazioni pratiche, Meridiani Miofasciali sarà apprezzato dai terapisti manuali e del movimento come: • medici, fisioterapisti, neuro e psicomotricisti • osteopati e chiropratici • trainer sportivi e massaggiatori • preparatori atletici • specialisti in agopuntura, riflessologie, craniosacrale, shiatsu, yoga, danza e movimento.
CITAZIONI DAL LIBRO "Scopo del libro non è favorire una tecnica a scapito di un'altra, e neppure postulare un meccanismo perché ogni tecnica funzioni. Tutti gli interventi terapeutici, qualunque sia il loro genere, sono una conversazione fra due sistemi intelligenti. è possibile utilizzare lo schema dei meridiani miofasciali per capire il più vasto pattern dei rapporti strutturali dei propri pazienti e successivamente applicare qualsiasi tecnica si abbia a disposizione per risolvere quel pattern." "Anatomy Trains è un termine descrittivo per tutto lo schema. è anche un modo di divertirsi un po' con un argomento abbastanza pesante, fornendo un'utile metafora per la collezione di continuità descritte in questo libro. L'immagine di binari, stazioni, scambi e così via è usata in tutto il manuale. Un singolo Anatomy Train è un termine equivalente a meridiano mio-fasciale". "La parola "miofascia" connota la natura inseparabile, riunita in fasci, del tessuto muscolare (mio-) e della sua rete accompagnatoria di tessuto connettivo. [....] Questo corpo fibroso è composto dall'intera rete di collagene, che comprende tutti i tessuti che circondano gli organi e danno inserzione ad essi, oltre al collagene nelle ossa, nella cartilagine e altrove. [....] Per semplificare e mettere in evidenza un principio fondamentale di questo libro è la natura unitaria del tessuto fasciale e d'ora in poi ci si riferirà a questo tessuto con la sua forma singolare: miofascia." "Questo libro esamina il modo in cui questi percorsi di collegamento e trazione influiscono sulla struttura e sul funzionamento del corpo".
L'AUTORE: Thomas W. Myers è un praticante certificato Rolfer. È stato membro del Rolf Institute dal 1976 e membro dell'Associazione per l'Integrazione Strutturale dal 1994 e della Facoltà di Anatomia del Rolf Institute dal 1987. Oggi offre una formazione certificata in Integrazione Strutturale e tiene corsi per il lavoro sul connettivo con il modello dei Meridiani Miofasciali negli Stati Uniti e in Europa. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste commerciali e nel Journal of Bodywork and Movement Therapies. Tra le sue qualifiche: Terapista del Massaggio Autorizzato (LMT); Certificato Nazionale in Massaggio Terapeutico e Bodywork (NCTMB); Certificato Rolfer (ARP); Praticante e lettore universitario; Direttore di kinesis Incorported, Maine, USA.
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