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DOMANDA 1 - QUELLA FASTIDIOSA "PANCETTA" A 35 anni posso ritenermi soddisfatto per aver quasi ripristinato, con l'attività fisica, il fisico da "quasi atleta" di un tempo, ma mi rimane una perplessità: il grasso superfluo a livello mammario e del giro vita non se ne vuole andare! Quali esercizi fisici a corpo libero o altri accorgimenti possono aiutarmi a risolvere questo problema? RISPOSTA: La ginnastica consigliata è, per l'addome, gli esercizi per i muscoli addominali (alti, bassi, obliqui), eseguiti in maniera sistematica (possibilmente tutti i giorni) e corretta (vedi immagini seguenti), non dimenticando di effettuare anche esercizi di compenso per la colonna lombo-sacrale.
Un altro aiuto si può ottenere dall'elettrostimolazione dei muscoli interessati, pratica che agisce molto bene sul grasso viscerale e su quello che infiltra il muscolo stesso.
DOMANDA 2 - PROTEINE E BODY-BUILDING è d'accordo sul fatto che l'apporto proteico medio quotidiano di proteine per un body builder, possa variare tra 2 e 3,5 g/kg di peso corporeo, o, comunque, essere superiore alla dose raccomandata per un individuo "normale" (pari a 1 g/kg)? RISPOSTA: Chi pratica attività sportive in cui l'aumento della massa muscolare è ricercata in maniera specifica (come il Body Building), può avere necessità di incrementare le entrate proteiche. Il fabbisogno proteico di questi soggetti può arrivare, in casi particolari, anche a 2,5 g per Kg di peso corporeo, ed è ricavabile dalle fonti proteiche normalmente presenti in una dieta sana, ad esempio carni magre, latte scremato, proteine presenti negli alimenti vegetali (non vi sono prove valide per sostenere che gli integratori proteici siano più efficaci delle fonti proteiche naturali). Superare questi quantitativi, però, oltre a essere probabilmente inutile, è potenzialmente dannoso per i sistemi epatico e renale che si trovano costretti a dover eliminare un maggior quantitativo di scorie potenzialmente tossiche per l'organismo, derivanti dall'allenamento e dall'eccesso di sostanze proteiche introdotte nell'organismo. L'integrazione alimentare è un utile e, talvolta, insostituibile presidio terapeutico e in quanto tale necessita di un uso sotto stretto controllo medico, dettato esclusivamente da reali esigenze terapeutiche, senza nulla concedere ai richiami pubblicitari o alle lusinghe di improbabili effetti miracolistici.
DOMANDA 3 - INSUFFICIENZA MITRALICA E SPORT Dall'età di tre anni ho una insufficienza mitralica di grado lieve-medio. Ho sempre svolto attività fisica e non ho mai avuto problemi; ho sempre effettuato controlli annuali e la situazione è rimasta invariata. Sono interessato a svolgere attività subacquea a livello ricreativo e le chiedo se la mia condizione impedisce tale attività sportiva e a quali rischi potrei andare incontro nel caso intraprendessi questo sport. RISPOSTA: Un corretto esame della sua situazione è possibile solo effettuando degli accertamenti specifici: eco-color doppler cardiaco, test ergometrico ed, eventualmente, esame Holter. Il problema delle alterazioni della valvola mitrale è la possibilità di aritmie cardiache, situazione che può essere causata anche dall'attività subacquea; è, pertanto, consigliabile rivolgersi, per un giudizio, ad un cardiologo, magari specialista anche in medicina dello sport. Io non praticherei, comunque, una attività sportiva a rischio.
DOMANDA 4 - FRATTURA DELLE OSSA NASALI Ho subito la frattura delle ossa proprie del naso a sinistra con lieve medializzazione dei frammenti e il microdistacco dell'apice della spina nasale inferiore. L'otorino del pronto soccorso mi ha visitato e mi ha consigliato di non fare nulla perché non c'era una deviazione del setto nasale. Ma io sono leggermente preoccupato, secondo lei devo ricorrere a cure più particolari? RISPOSTA: Le consiglio una visita specialistica, preceduta da una radiografia effettuata usando la tecnica specifica per le fratture nasali; in questo modo è possibile evidenziare correttamente eventuali alterazioni del setto. Se non ci sono deviazioni significative che ostruiscono le vie respiratorie e rendono difficoltosa la respirazione stessa, il modo corretto di intervenire è proprio quello di non fare nulla.
DOMANDA 5 - PALLAVOLO E ALLENAMENTO Alleno una squadra femminile; l'età delle giocatrici varia dai 14 ai 17 anni. Come devo impostare la preparazione e in quale modo distribuirla durante il corso della stagione? RISPOSTA:
Le qualità fisiologiche più importanti per la pallavolo
sono: forza, esplosività, resistenza speciale. Atlete giovani come le
sue hanno però anche bisogno di lavorare sulla resistenza aerobica di
base (senza esagerare per non incidere negativamente sulle qualità
anaerobiche). L'allenamento pertanto dovrà essere vario, comprendendo
sia fasi di lavoro aerobico (corsa) che anaerobico (scatti, balzi).
In soggetti giovani il potenziamento muscolare deve essere effettuato prevalentemente a carico naturale o utilizzando elastici, per evitare sovraccarichi strutturali. Si deve cercare, poi, di fondere il più possibile il lavoro fisico con quello con la palla, inventando esercizi con la palla che impegnino anche le qualità muscolari e metaboliche.
Non è possibile dare indicazioni più specifiche perché l'allenamento deve essere verificato direttamente sul campo: è importante ricordare sempre che il compito più difficile per l'allenatore è allenare i giovani, perché con loro è più facile commettere errori potenzialmente dannosi. Si deve anche sottolineare che, per chi fa attività sportiva agonistica è obbligatoria la visita medica di idoneità: il medico può informare sulla presenza di problemi particolari (scoliosi, valgismo o varismo del ginocchio ecc.) delle atlete ed in tal caso vanno evitate situazioni di rischio ed applicate le forme di prevenzione e/o correzione idonee.
Sono un giocatore di calcio dilettante e come ogni anno quando l'attività ricomincia, soffro per la comparsa di fastidiose vesciche sulla pianta del piede, soprattutto sotto l'alluce e sotto l'attaccatura dell'alluce. Ci sono dei sistemi di prevenzione? Esistono dei calzini adatti alla soluzione del problema (soprattutto per quanto riguarda la prevenzione)? RISPOSTA: Sicuro che siano vesciche e non una infezione da funghi, dovuta all'umidità del sudore e/o alla cattiva abitudine di non asciugare bene il piede dopo la doccia? Se la pelle si spacca, causando dolore, soprattutto dove le dita si uniscono al piede, è probabile che si tratti proprio della micosi chiamata "piede di atleta", da trattare con un antimicotico in polvere o liquido. La prevenzione consiste nel lavare ed asciugare bene il piede, cospargendolo poi di talco per asciugarlo ulteriormente.
Per le vesciche, invece, esistono delle pellicole con gel
protettivo che vanno applicate nei punti dove c'è la vescica o
l'arrossamento cutaneo; il nome di una delle pellicole protettive più
nota è "COMPEED". Prima che la vescica compaia è utile
massaggiare il piede con dell'alcool per aumentare la resistenza della
pelle.
Ho 32 anni, sesso femminile, con numerosi casi in famiglia di malattie cardiovascolari; circa 30 giorni fa ho avuto uno svenimento. Ho effettuato una prova da sforzo negativa per patologie. Dopo un'altra settimana una nuova prova da sforzo è stata effettuata senza registrare niente di anormale ed anche un nuovo esame Holter non dato esiti di rilievo. Negativi anche tutti gli ecocardiogrammi. In definitiva, da tutti gli esami eseguiti è stato riscontrato solo un lieve prolasso della valvola mitrale, che non sembrava però giustificare da solo la sincope. Ora mi chiedo se posso svolgere qualche attività sportiva, naturalmente a livello NON agonistico (es. nuoto). RISPOSTA: Dopo un episodio di tipo sincopale non è opportuno effettuare attività fisiche e soprattutto sport con situazioni di rischio per l'incolumità del soggetto ed il nuoto è sicuramente una di queste (rischio di annegamento in seguito a sincope). Per un giudizio più preciso dovrei poter visionare gli accertamenti eseguiti; inoltre dovrebbe essere eseguita, per maggior tranquillità, una Risonanza Magnetica (RMN) cardiaca (per escludere miocarditi o patologie della conduzione elettrica) e comunque ripetere gli accertamenti (test da sforzo, Holter, eco-doppler) a distanza di 3-6 mesi dall'episodio sincopale.
Sarebbe anche opportuno
eseguire
una visita neurologica ed eventualmente un
elettroencefalogramma.
DOMANDA 8 - FREQUENZA CARDIACA A RIPOSO Ho 46 anni e mi piace fare footing; la mia frequenza cardiaca a riposo è di circa 100 battiti al minuto. E' normale? Come posso diminuirla senza prendere farmaci? RISPOSTA: La prima cosa da fare, vista l'età, è un controllo medico specialistico comprendente i seguenti esami strumentali: un test ergometrico ed un eco-color doppler cardiaco (con visita cardiologica).
Il
test ergometrico (su nastro trasportatore o su cicloergometro) servirà
per esaminare il comportamento del cuore durante uno sforzo (dal punto
di vista sia della frequenza cardiaca che della pressione arteriosa);
l'eco-color doppler servirà per escludere alterazioni
anatomo-funzionali del cuore Se questi esami non evidenziano alterazioni, per far diminuire la frequenza dovrà iniziare un'attività fisica ad impegno aerobico (bassa intensità e lunga durata), allenandosi almeno 3 volte a settimana: solo così potrà ottenere quello che desidera (tenga presente che gli effetti si evidenzieranno dopo tempi lunghi di allenamento). Ricordi anche che per essere efficace il tempo di corsa deve essere superiore ai 40 minuti (arrivando a questi ritmi ovviamente, con gradualità).
DOMANDA 9 - ELETTROSTIMOLAZIONE MUSCOLARE Ho intenzione di effettuare delle sedute di elettrostimolazione per aumentare la mia massa muscolare. Funziona veramente? Che rischi si possono correre utilizzandola? Come si applicano gli elettrodi? RISPOSTA:
L'elettrostimolazione
muscolare è, se ben eseguita, una seduta di allenamento vero e proprio,
pertanto deve essere effettuata con gradualità e seguendo un programma
di lavoro. Le controindicazioni possono essere i rischi di danno
muscolare da sforzo (come può avvenire nell'allenamento
"normale"); esistono poi controindicazioni legate
all'emissione di corrente, ad esempio per i portatori di pace-maker cardiaco. Quasi tutti gli
apparecchi in vendita forniscono delle mappe per il posizionamento degli
elettrodi.
DOMANDA 10 - ANCORA SUL DOLORE "AL FEGATO" Ho 22 anni e sono sportiva; da 6 mesi vado a correre 2-3 volte alla settimana (3 km circa ogni volta in 20-25 minuti); all'inizio tutto andava bene finché sono incominciati dei dolori al fegato molto forti che mi costringono a smettere la corsa. I dolori non si manifestano sempre, ma sono imprevedibili (a volte 2 giri di pista, a volte 5-6, ma anche dopo pochi metri).
Ho fatto degli esami del sangue e
delle urine e non c'erano alterazioni significative. RISPOSTA: Il dolore epatico può essere una conseguenza dello sforzo fisico quando l'allenamento è ancora nelle fasi iniziali: se questo dolore scompare continuando l'attività potrebbe essere solo questo il motivo. Potrebbero però esserci altri problemi legati ad esempio alla colecisti (calcolosi): il dolore potrebbe presentarsi in funzione dello sforzo, ma anche dell'alimentazione precedente lo sforzo stesso. Due consigli: fai una ecografia del fegato e della colecisti per escludere la presenza di calcoli e di altre eventuali alterazioni; mangia almeno tre ore prima dello sforzo. Cerca poi di allenarti con più costanza, almeno a giorni alterni, riscaldandoti dal punto di vista muscolare, effettuando stretching ed esercizi a corpo libero.
DOMANDA 11 - SPORT E DIMAGRIMENTO Sono un ragazzo di 28 anni, peso 70 kg e sono alto 184 cm. Da circa 4 mesi faccio 10 km di corsa, 2 giorni alla settimana e ho incominciato anche a fare nuoto: dovrei prendere aminoacidi ramificati e proteine? Faccio questa domanda perché sto dimagrendo rispetto a prima. RISPOSTA:
Fai anche esercizi di tonificazione muscolare e ...verifica cosa succede: è, a mio parere, sempre meglio non utilizzare sostanze introdotte dall'esterno se non servono realmente.
DOMANDA 12 - SPORT E MALATTIE POLMONARI Soffro spesso di catarro bronchiale, ma senza febbre. Poiché mi piace andare a correre, mi chiedo se fa bene; quali sono gli sport più indicati nel mio caso? RISPOSTA:
Lo
sport in assoluto non fa male, ma bisogna considerare sempre le varie
situazioni. Nel tuo caso ci si deve chiedere: perché soffri di catarro
bronchiale? Quanti anni hai? Soffri di
patologie respiratorie (allergie ecc.)? Per
rispondere a questi quesiti è consigliabile rivolgersi ad uno
specialista in Pneumologia, che, dopo averti visitato sarà in grado di
dare le indicazioni che servono.
DOMANDA 13 - DOLORE SCAPOLO OMERALE E PALLAVOLO Sono un allenatore di pallavolo ed ho riscontrato che molte mie atlete accusano dolori alla spalla con cui schiacciano e battono. Come è possibile curare un dolore di questo genere, cercando di non sospendere l'attività sportiva? Esistono medicine o esercizi di potenziamento per curare il problema? RISPOSTA: Il dolore a carico della spalla nei pallavolisti può avere diverse cause: errori tecnici nel colpo sulla palla, debolezza della muscolatura, eccesso di carico di allenamento.
Le cose da fare sono pertanto, correggere il gesto tecnico e
rinforzare la muscolatura sia agonista che antagonista. Io comunque, prima di intervenire, sottoporrei a visita medica specialistica le atlete. Nel lavoro di potenziamento muscolare si deve agire soprattutto sui muscoli rotatori della spalla e sul pettorale, lavorando meno sul deltoide, già di per se più forte nel pallavolista (visto il gesto tecnico eseguito). A tal proposito è opportuno non utilizzare ad esempio la distensione su panca orizzontale o obliqua, ma posizionare la panca al contrario (con la testa più bassa delle gambe: panca reclinata).
Se molte atlete accusano tale patologia è necessario fare anche un ... esame di coscienza: gli allenamenti sono ben equilibrati? Dal punto di vista medico, oltre agli anti-infiammatori, è importante fare stretching prima e dopo il lavoro e applicare il ghiaccio alla fine di ogni allenamento; potrebbe essere utile anche un lavoro di sblocco dell'articolazione scapolo-omerale, eseguito da un buon fisioterapista. Concludo dicendo che, se necessario, bisogna prevedere anche un periodo di riposo attivo, nel quale i colpi tecnici (schiacciata e battuta) devono essere sostituiti dal lavoro di potenziamento.
DOMANDA 14 - ORTESI E DISTORSIONI Mi piacerebbe trovare materiale sul recupero dell'articolazione tibio-tarsica, soprattutto con l'utilizzo di ortesi. RISPOSTA: Prima di rispondere occorre innanzitutto chiarire una cosa: il recupero di una struttura anatomica non può avvenire utilizzando una ortesi, perché la funzione stessa dell'ortesi (limitare la mobilità dell'articolazione e sostenerne la struttura) diminuisce la funzionalità dell'articolazione stessa e ne indebolisce la muscolatura.
Altro è il discorso quando siamo nella fase acuta del trauma
o in quella della ripresa dell'attività: allora l'ortesi serve per
immobilizzare o, se siamo alla ripresa dell'attività, per proteggere
l'articolazione; anche in questo ultimo caso, però, la riabilitazione
vera e propria va effettuata a caviglia "libera". Per aver delle indicazioni precise sull'argomento che ti interessa puoi consultare i testi:
DOMANDA 15 - MALATTIE DELL'APPARATO RESPIRATORIO E SPORT Vorrei sapere quali malattie dell'apparato respiratorio traggono beneficio dall'attività sportiva RISPOSTA: L'apparato respiratorio è essenziale per la vita e, quindi, anche per poter svolgere qualsiasi attività compresa quella sportiva. Un apparato respiratorio con dei problemi può costituire un fattore limitante per la stessa sopravvivenza dell'organismo che lo ospita e, pertanto, dobbiamo inserire tra le patologie che controindicano ogni attività sportiva tutte quelle la cui gravità (per entità o estensione della compromissione dell'apparato respiratorio) è tale da non tollerare alcuna richiesta di incremento di prestazioni (tipicamente tutte le patologie polmonari croniche o inveterate che hanno comportato una distruzione irreversibile del tessuto respiratorio, e ... sono tante!).
Diverso è il discorso quando il danno anatomico non si
è ancora realizzato, ma si è modificata solo la funzione (un esempio
per tutti l'asma in un giovane).
DOMANDA 16 - IDONEITA' ALLO SPORT E PATOLOGIE ORTOPEDICHE Quali possono essere le cause ortopediche di non idoneità allo sport? RISPOSTA: In assoluto, le cause ortopediche di non idoneità allo sport AGONISTICO sono tutte quelle che possono essere aggravate da sovraccarichi o che non consentono il sovraccarico stesso (ad esempio ernie del disco con sintomatologia periferica, poliartrite cronica ecc.). E' ovvio che esistono, poi, tutte quelle causali di non idoneità temporanea (fratture, lesioni muscolari, patologie meniscali e/o capsulo legamentose, lussazioni recidivanti di spalla, anca ecc.) che restano tali fino alla guarigione o all'intervento chirurgico di correzione. Nelle patologie del giovane riguardanti la colonna (dorso curvo, scoliosi ecc.), deve essere valutata la gravità della situazione, ricordando comunque che solo raramente, se si svolge contemporaneamente una corretta ginnastica fisiochinesiterapica, in queste patologie è negata l'attività sportiva agonistica; in questi casi, comunque, ogni situazione deve essere valutata in sede di visita. Le cose cambiano per l'attività fisica NON AGONISTICA: alcune patologie ortopediche (ad esempio l'artrosi) beneficiano del movimento a bassa intensità e svolto con modalità corrette. In queste situazioni è ancora più importante il giudizio dello specialista che deve indicare, con estrema precisione, quello che il soggetto può o non può fare.
DOMANDA 17 - DISCOPATIA DEGENERATIVA E PROTRUSIONE DISCALE Ho ventuno anni; avendo dei dolori alla schiena mi hanno fatto fare la tac e il riscontro è stato:"discopatia degenerativa a carico del V disco con protrusione sottolegamentosa mediana improntante debolmente la corrispondente superficie durale." Le sarei grato se potesse darmi dei chiarimenti su quanto mi hanno riscontrato e le eventuali cure a cui sottopormi. RISPOSTA: La sua patologia consiste in una perdita di elasticità e funzionalità del disco intervertebrale ("ammortizzatore" delle vertebre), con una modesta "fuoriuscita" dello stesso dalla sede (senza peraltro una vera "ernia" del disco stesso). La terapia è fisiochinesiterapica (ionoforesi, correnti diadinamiche, manipolazioni vertebrali e/o osteopatia), ma è fondamentale, prima, la verifica della eventuale presenza di alterazioni della colonna (scoliosi ecc.) e poi un adeguato lavoro di tonificazione ed elasticizzazione delle strutture vertebrali. Se poi lei è in eccesso di peso, sarà importante anche riacquistare un peso idoneo.
DOMANDA
18 - I.R.I. E VISITA MEDICO-SPORTIVA
Desidererei
sapere a cosa corrisponde la voce I.R.I nella visita
medico-sportiva.
RISPOSTA:
L'I.R.I.
è l'indice rapido di idoneità: un indice che permette un
giudizio sulle capacità di recupero dopo sforzo dell'atleta
sottoposto al test.
Si
calcola dopo lo Step Test (test dello scalino) che deve essere
eseguito facendo salire e scendere l'atleta su uno scalino
alto cm 50 (uomini), cm 40 (donne), cm 30 (bambini), per 30 volte al
minuto, per 3 minuti. Il ritmo è regolato da un metronomo
fissato a 120 oscillazioni minuto.
L'I.R.I.
si calcola sul n° di battiti cardiaci contati tra il 60.mo ed
il 90.mo secondo dalla fine dello Step Test.
La
scala di giudizio è la seguente:
DOMANDA
19 - SIT AND REACH TEST
Cosa
è il sit and reach test e come si esegue?
RISPOSTA:
Il
sit and reach test è un test per l'esame della scioltezza
articolare. Il
test si esegue in questo modo:
il
soggetto, seduto a gambe distese, viene fatto flettere in avanti,
senza molleggiare, e viene misurata la distanza raggiunta dalla
punta delle dita delle mani, tramite una tavola tarata (vedi
figura). Le ginocchia del soggetto devono essere mantenute in
posizione estesa. Si ripete il test due volte, e si sceglie il
risultato migliore.
DOMANDA
20 - PUBALGIA E POSTURA
Ho
24 anni, gioco a calcio e mi è stata riscontrata l'odiata
pubalgia. Dopo aver fatto ricorso a fisioterapisti e osteopati per
"raddrizzarmi", ho fatto cicli di laser e
magnetoterapia, ora avrei bisogno di conoscere esercizi di
postura.
RISPOSTA:
La
postura deve essere eseguita sotto il controllo di un
fisioterapista, perché è fondamentale la corretta esecuzione
degli esercizi; le consiglio di rivolgersi ad un fisioterapista
esperto di ginnastica posturale e di non avventurarsi nel
"fai da te" che oltre ad essere inefficace, potrebbe
risultare addirittura dannoso.
DOMANDA
21 - MUSCOLI E ALIMENTAZIONE
Ho
46 anni. Pratico tennis (2h settimanali) a modesto livello
amatoriale. Fino a 30 anni giocavo a calcio, poi ho cambiato
sport. Negli ultimi anni ho subito diversi piccoli e medi
stiramenti ai muscoli posteriori delle coscie (suppongo i
femorali).
Anche
se non subisco nessun trauma, nei giorni successivi ad una partita
sento spesso delle piccole fitte, nonstante
una certa costanza di gioco.
Mi
domando: che alla base di questo (oltre all'età) ci siano errori
di alimentazione? Cosa si può assumere per limitare questo
fenomeno?.
RISPOSTA:
Queste
patologie muscolari possono essere causate da una eccessiva
perdita di elettroliti con il sudore (in questo caso basta
reintegrare le perdite correttamente, con l'alimentazione -
frutta, verdura, liquidi - e/o con integratori salini - tipo
POLASE), oppure, come più spesso avviene in soggetti di una certa
età che non si allenano in maniera corretta, da carenza di
allenamento e da un "riscaldamento muscolare"
inadeguato. La struttura muscolare non è più in grado di
sopportare certi carichi di lavoro e reagisce con il dolore.
La
soluzione, purtroppo, è solo l'allenamento: si deve effettuare
sistematicamente un lavoro cardiovascolare (corsa lenta, nuoto,
bicicletta ecc.) ed un lavoro di stretching e rinforzo muscolare e
solo dopo aver fatto ciò, praticare lo "sport" (tennis,
calcio ecc.).
DOMANDA
22 - CALCIO E CICLISMO: UN MATRIMONIO IMPOSSIBILE?
RISPOSTA:
Purtroppo,
quando
si ragiona di Medicina dello Sport, si può incorrere in un doppio
errore: uno, si sproloquia (lo fanno in genere coloro i quali non
conoscono la fisiologia dell'esercizio), due, si ragiona con
terminologia inesatta o incompleta (ad esempio, il termine
"disturbi muscolari di un certo rilievo", che cosa
sottintende?).
Cerchiamo
di chiarire, dunque, come stanno le cose:
-
il calcio è fisiologicamente compreso fra le discipline sportive
cosiddette "Aerobiche anaerobiche alternate": questa
definizione vuole dire che a fasi di scatti, salti, contrasti
(anaerobici), si alternano fasi di corsa lenta o addirittura di
recupero.
-
il
ciclismo strada è, invece, una disciplina
"Aerobica", cioè la componente condizionale prevalente per il
ciclista è la resistenza.
Detto
questo, è chiaro che, ad alti livelli di prestazione, le due
discipline mal si collegano. Ciò nonostante, il calciatore, nel
periodo di preparazione pre-campionato, esegue una significativa
quantità di lavoro aerobico: questo perché la resistenza è,
comunque, alla base della forza nelle sue diverse componenti
(veloce, esplosiva, resistente etc.)
Per
ciò che concerne i "disturbi muscolari", praticando ciclismo
si perdono molti liquidi e sali minerali (soprattutto con la
sudorazione): probabilmente, il suo conoscente si riferiva alla
possibile comparsa di crampi e spasmi muscolari, ove non si
reintegri in maniera adeguata la componente liquida ed i minerali
persi.
Per
finire, il mio consiglio è questo: a che livello
pratichi il calcio? E poi, a che livello pratichi il ciclismo? Se
in ambedue i casi si tratta di un livello amatoriale, le due
discipline sono, a mio avviso,perfettamente compatibili: tutt'al
più potrai perdere un poco di velocità nello scatto, ma
guadagnerai in resistenza (spero che tu giochi sulla fascia!!).
Se,
invece, sei un professionista, chiaramente il consiglio non è
valido, ma sarà necessario fare una scelta (considerando anche le
proprie caratteristiche fisiologiche).
DOMANDA
23 - AUTOCERTIFICAZIONE E SPORT NON AGONISTICO
Ho
saputo che da quest'anno per partecipare alle attività
sportive non agonistiche non è più obbligatorio il
certificato medico, ma è valida (anche a livello legale)
l'autocertificazione.
RISPOSTA:
Chi
le ha dato questa notizia è un visionario! Legga sul sito la
legge sulla tutela sanitaria delle attività sportive e vedrà
che l'attività sportiva non agonistica organizzata, prevede il
certificato dello specialista in medicina dello sport o, al
massimo, quello del PROPRIO medico di base.
Continuo
comunque a pensare che sia assurdo che chi pratica attività
sportiva, magari non più giovanissimo, non pensi a
salvaguardare la propria salute con una visita specialistica
periodica che fra l'altro ha un costo pari a quello di una cena
in pizzeria!
DOMANDA
24 - SINDROME DI SINDING-LARSEN-JOHANSON
Vorrei
chiarimenti della sindrome di Sinding-Larsen-Johanson.
RISPOSTA:
La
sindrome di Sinding-Larsen-Johanson è una patologia dell'età
evolutiva e più precisamente una osteocondrosi giovanile, caratterizzata
da benignità di decorso, evoluzione ed esiti.
Le
cause sono meccano-traumatiche e vascolari, da
microtraumatismi diluiti nel tempo su zone scheletriche deboli
(sia meccanicamente che biologicamente): c'è sproporzione fra
sollecitazioni (dovute ad esempio all'allenamento) e
resistenza intrinseca della struttura stessa.
è
caratterizzata da dolore localizzato al polo inferiore della
rotula (per microtraumatismi "trazionali" a carico
del nucleo di accrescimento polare inferiore della rotula
stessa), edema sottorotuleo e limitazione funzionale. Colpisce
giovani dai 10 ai 15 aa. ed ha patogenesi simile alla malattia
di Osgood-Schlatter (che interessa l'apofisi tibiale,
zona di inserzione del tendine rotuleo) e talvolta è ad essa
associata.
La
prognosi è favorevole e la terapia di elezione è il riposo.
DOMANDA
25 - ESERCIZI DI GINNASTICA
Da
circa 2 mesi, al mattino faccio esercizi di ginnastica,
ripetendoli ogni giorno. Mi sembra che andando avanti i
benefici non sono più molto evidenti. Come mai?
RISPOSTA:
Appena
si inizia, dopo un periodo di inattività, a fare ginnastica i
benefici sono subito evidenti. Andando avanti si deve, per
mantenere l'efficacia dell'esercizio, fare gradualmente
"di più" per impedire ai muscoli di adattarsi
troppo agli stessi esercizi. Si possono dividere gli esercizi
in settori muscolari per evitare di ripetere gli stessi ogni
giorno, e si possono usare piccoli pesi e elastici per
aumentare gradualmente il carico di lavoro. Infine si può, se
possibile, introdurre un po' di cyclette o di corsa
all'aperto.
DOMANDA
26 - UNA "FITTA" AL FIANCO
Facendo
jogging, a volte avverto una fitta al fianco. Da cosa può
essere causato questo disturbo? Si può prevenire?
RISPOSTA:
Questa
sintomatologia dipende nella maggior parte dei casi da una
distensione dei visceri addominali (la milza a sinistra e il
fegato a destra) che aumentano di volume per un eccessivo
arrivo di sangue, causato quasi sempre da un processo
digestivo in corso durante l'attività sportiva (o più
semplicemente da una carenza di allenamento). La regola è
mangiare almeno tre ore prima dell'attività fisica; se non è
possibile, è bene sostituire il pasto con succhi di frutta o
preparati liquidi rapidamente digeribili.
DOMANDA
27 - IN PALESTRA DI SERA
Quali
sono le attività sportive da svolgere la sera?
RISPOSTA:
Non
ci sono attività più o meno indicate; per migliorare anche
il sonno è bene scegliere quelle più rilassanti.
La
cena deve essere leggera e non abbondante, preferendo cibi a
basso apporto proteico (minestroni, passati di verdure e
legumi, purè di patate) a cui andrà aggiunta una pietanza
digeribile come il pollo o del pesce al vapore, oppure un uovo
sodo o alla coque, verdura cotta e frutta di stagione.
DOMANDA
28 -
LUSSAZIONE
SCAPOLO-OMERALE
Ho
25 anni e domenica mi sono infortunato ad una spalla per la
seconda volta; pratico
Trial (con la moto) e, durante un allenamento, dopo aver
compiuto una rotazione molto accentuata della spalla, essa è
uscita dalla sede e poi, con un movimento rotatorio, è
ritornata in sede. La prima volta che mi sono fatto male
alla spalla è successo in motocross, (scollamento della
clavicola e lussazione della spalla sinistra) circa
quattro anni fa.
Esiste
qualche precauzione affinché la spalla non esca
continuamente? Quali sono i muscoli da allenare maggiormente?
L'intervento chirurgico può risolvere il problema?
RISPOSTA:
La
prevenzione è legata soprattutto al tono muscolare e i
muscoli da allenare sono tutti gli stabilizzatori della spalla
(pettorale, deltoide…) e quelli della cuffia dei rotatori;
l'intervento è consigliato se siamo
di fronte ad una lussazione recidivante (almeno 3 episodi) o
se esiste una instabilità elevata; se l'intervento è ben
effettuato e soprattutto, se è seguito da una idonea
riabilitazione, risulta spesso risolutivo.
DOMANDA
29 - BLOCCO DI BRANCA DESTRA INCOMPLETO
A
mio figlio, anni 9, alla visita medica per l'idoneità alla
pratica del nuoto agonistico, è stato riscontrato un blocco
di branca destra incompleto; visto che nella visita dell'anno
precedente non era stato riscontrato, cosa può essere
accaduto? Devo preoccuparmi e fare una visita specialistica
per approfondire la cosa?
RISPOSTA:
Il
rilievo di blocco di branca destra all'elettrocardiogramma è
abbastanza frequente. Il blocco di branca destro incompleto
(durata del QRS<120 msec, cioè 3 quadratini piccoli della
carta millimetrata) è presente nel 1.5-5% della popolazione
normale e in genere non presenta peggioramento nel corso degli
anni. Il blocco di branca destro completo (>120 msec) si
rileva nel 0.3-0.9% dei soggetti con più di 40 anni; anche in
questo caso l'evoluzione peggiorativa non si verifica oppure
è molto lenta e consente agevolmente di attuare interventi
terapeutici.
Alla
prima diagnosi di blocco di branca destra incompleto è bene
effettuare un esame eco-color-doppler cardiaco di controllo.
Se negativo per patologie organiche, basteranno poi i controlli
annuali effettuati per l'attività sportiva.
DOMANDA
30 - LA SINDROME IPOCINETICA
Vorrei
avere notizie sulla Sindrome Ipocinetica.
RISPOSTA:
La
sindrome ipocinetica comprende tutte quelle problematiche
(alterazioni metaboliche, eccesso ponderale e obesità,
disturbi della funzionalità respiratoria, cardiocircolatoria,
muscolo-scheletrica e articolare) legate alla sedentarietà.
Non è una malattia nel vero senso della parola, ma può
causarne indirettamente molte.
Per
altre notizie cerchi su un motore di ricerca (ad esempio www.google.com ) digitando le parole "sindrome +ipocinetica" (senza
le virgolette, ovviamente).
DOMANDA
31 - DISTORSIONE ALLA CAVIGLIA
Ho
40 anni e pratico ancora la pallavolo. Ho riportato una
brutta distorsione alla caviglia sinistra con parziale
distacco dell'apice malleolare sinistro e una lesione al
legamento peroneo-astragalico anteriore. La caviglia si gonfia
ancora, specialmente a fine giornata, anche se il dolore è
ormai scomparso.
Poiché,
nonostante l'età, desidero riprendere l'attività
sportiva, vorrei apprendere la tecnica di realizzazione di un
bendaggio stabilizzante (taping) idoneo per il tipo di trauma
subito.
RISPOSTA:
Dopo
un trauma distorsivo è importante ridare all'articolazione la
giusta mobilità, rinforzare la muscolatura e ricreare la
"propriocettività" con idonea ginnastica (usando
tavolette basculanti, tappeto elastico ecc.). Il taping può
essere una protezione momentanea, ma non la soluzione (tale
metodica
spesso rende più debole la struttura anatomica).
Come
si fa a vincere la fame?
RISPOSTA:
La
fame è una questione neuro-chimica; nel 1994 è stato
scoperto che è la LEPTINA, un ormone prodotto dal
cervello, a regolare il senso di appetito che ciascuno di noi
prova. Anche il livello di SEROTONINA gioca un ruolo
fondamentale nella percezione del senso di fame o di sazietà.
Il
modo migliore per sopprimere la fame è quello naturale:
mangiare; i ricercatori dell'Università di Sydney hanno recentemente
compilato un "indice di sazietà", una specie di
classifica dei cibi che inducono un maggior senso di pienezza.
I
cibi con basso contenuto di calorie e volume elevato sono in
grado di placare il senso di fame: cibi ricche di fibre, come
la frutta e i prodotti integrali, possono aiutare molto.
In
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