DIETA VEGETARIANA E SPORT: SI O NO?
"Neppure l'alimentazione vegetariana di tipo "vegano" (che esclude anche i prodotti lattiero-caseari) produce carenze accertate per quanto riguarda proteine e sali minerali essenziali. Le diete vegetariane in genere sono poi assolutamente complete, sia per quanto riguarda gli amminoacidi essenziali (assicurati dalla presenza di cereali e legumi, del pesce, dei formaggi e delle uova), sia per minerali e vitamine".
Così si è espresso nel marzo del '98, quindi in tempi non sospetti, Giuseppe Rotilio, allora presidente dell'Istituto Nazionale di Nutrizione, a proposito di dieta vegetariana. Le persone che seguono un'alimentazione vegetariana sono, a dispetto dell'opinione generale, tante. Può essere utile perciò cercare di capire qualcosa di più su questo tipo di alimentazione leggendo i seguenti articoli.
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Marco Malagutti
LA DIETA VEGETARIANA PER L'ESERCIZIO, IL TRAINING E LA PERFORMANCE ATLETICA: UN AGGIORNAMENTO Enette Larson
Stelvio Beraldo |
Marco Malagutti
I VARI TIPI DI DIETA
È necessario innanzitutto distinguere i differenti tipi di dieta
vegetariana, si parla infatti di:
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LE RAGIONI DELLA SCELTA VEGETARIANA
Le radici della filosofia vegetariana, perché di filosofia si deve
parlare, si perdono nella notte dei tempi e attraversano in qualche modo le
varie epoche storiche. C'è ne è traccia nei Veda indiani, si ritrovano
nell'antico Egitto, nell'antica Grecia, ne parlano i primi concili cristiani, se
ne parla durante il medioevo e nel periodo dell'umanesimo, se ne parla infine
anche nell'Illuminismo, fino ad arrivare ai nostri giorni e alla forma di
vegetarianesimo attualmente nota. Ma perché si intraprende una dieta
vegetariana? Le motivazioni possono essere tante; prescindendo da quelle legate
all'osservanza di particolari riti o dogmi religiosi, le più comuni si dividono
in: etiche, salutiste, ecologiche e economiche.
1- Motivazioni etiche:
Il vegetarismo è la più pratica e coerente applicazione di un'etica del rispetto
della vita e di giustizia intese nel senso più ampio del termine. Il vegetariano
si adopera così per non danneggiare o produrre sofferenze agli altri viventi,
nei limiti di una concreta compatibilità con le proprie esigenze vitali. La
convinzione dei vegetariani infatti è che mangiando carne si partecipa
materialmente e personalmente al "massacro" di animali, che invece di essere
nostri compagni di vita, diventano vittime di violenza.
2- Motivazioni salutiste:
Secondo i vegetariani rappresenta il modo di alimentarsi più confacente alle
esigenze anatomo-fisiologiche dell'organismo umano. Alcune pubblicazioni
attestano infatti che i vegetariani per l'abbondante introduzione di fibre,
carboidrati, vitamine e minerali riducano l'incidenza di malattie
cardiovascolari, cancri, ipertensione, diabete e obesità. Inoltre si riduce il
sovraccarico proteico a carico di reni e fegato e si riduce la produzione di
radicali liberi.
3- Motivazioni ecologiste:
Per coltivare cereali e semi proteici della produzione agricola destinati al
nutrimento degli animali "da carne" si usano ingenti quantità di concimi e
pesticidi pericolosi, che danneggiano i terreni contaminando in profondità falde
acquifere e corsi d'acqua, senza risparmiare l'aria. Queste sostanze si
concentrano poi lungo la catena alimentare fino ad intossicare l'uomo. Ancora
più grave è la situazione del Terzo Mondo, come in Amazzonia, dove negli ultimi
anni il disboscamento operato per far posto agli allevamenti di animali ha
distrutto circa 10.000.000 di ettari di foresta pluviale. Il ricorso a
metodologie biologiche di coltivazione forse potrebbe arginare tali fenomeni, ma
a costo di rese inferiori e costi maggiori.
4- Motivazioni economiche:
Il rendimento dell'alimentazione carnea è molto basso, bisogna cioè investire in
media 7 calorie vegetali nella produzione di 1 caloria di carne. Un terreno
adibito a pascolo fornisce in media 1 tonnellata di carne, ma potrebbe fornirne
20 di legumi. Non solo: se si analizza il bilancio energetico delle colture si
evidenzia che il 20% dell'energia totale è impiegata per la produzione dei
vegetali direttamente consumati dall'uomo mentre il restante 80% è destinato al
nutrimento degli animali, ne consegue dispendio di energia e carico di imposte e
inquinamento causati dalla produzione di carne su larga scala.
LE POSSIBILI CARENZE DI UNA DIETA VEGETARIANA
Le carenze di un vegetariano o di un vegano sono tipicamente:
ferro (anemie), proteine (rara), e vitamina B12, calcio
e vitamina D (nei vegani soprattutto).
Per quel che riguarda il ferro la carne ne è sicuramente una buona fonte e una dieta vegetariana deve essere correttamente bilanciata per fornire quantità adeguate di questi minerali. Per prevenire questa carenza si può aggiungere limone alle verdure o utilizzare pentole di ferro. Un fattore da considerare sono anche le eventuali perdite di sangue attraverso le mestruazioni per cui si possono sviluppare nelle donne carenze di ferro difficilmente sopperibili con una dieta esclusivamente vegetariana.
Le proteine possono essere compensate con legumi e frutta secca oleosa, senza aumentare però la frutta che non può sostituire la fonte proteica. L'utilizzo della soia e la contemporanea assunzione di legumi e carboidrati complessi aumenta il valore biologico delle proteine.
Per quel che riguarda la carenza di vitamina B12 è particolarmente significativa nella dieta vegana. Le fonti di questa vitamina infatti sono solo animali, i primi sintomi di una carenza sono l'anemia perniciosa (caratterizzata dalla formazione di globuli rossi di dimensioni anormali), vertigini, difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, debolezza. Per via delle scorte che il nostro organismo ha di questa vitamina i sintomi di carenza compaiono non prima di 2/3 anni di dieta del tutto priva. Una modalità per affrontare la ridotta assunzione di vitamina B12 può essere quella di utilizzare latte di soia integrato da B12.
Il calcio è un minerale abbondante nei latticini ed essenziale per la formazione dello scheletro, per cui ne sono richieste quantità pari almeno ad 800 mg al giorno. Il problema però anche in questo caso è particolarmente rilevante per i vegani che ne assumono sicuramente meno della dose giornaliera raccomandata.
La vitamina D infine, anch'essa fondamentale soprattutto per i tessuti ossei è sintetizzata nel nostro corpo in presenza di luce solare. I vegani devono introdurla nella dieta tramite alimenti vegetali fortificati, per esempio latte di soia arricchito con vitamina D, mentre i vegetariani la introducono con le uova.
In generale comunque non è possibile improvvisare una
dieta vegetariana. Fondamentale contattare un esperto medico o dietista per
calibrarla in modo adeguato.
Fonti
1- "Vegetarian diet: panacea for
modern lifestyle diseases?" - M. Segasothy, P.A. Philips - QJM 1999 sep. 92(9):
531-44
2- "Is a vegetarian diet adequate for
children" - Hackett A., Nathan I., Burgess L. - Nutr Health 1998; 12(3): 189-95
Approfondimenti
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ULTIMO AGGIORNAMENTO PAGINA 30 APRILE 2004 |
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