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UN NUOVO BRONCODILATATORE LONG-ACTING (INDACATEROLO) EFFICACE NEI PAZIENTI CON BPCO Luigi Ferritto (1), Walter Ferritto (2), Giuseppe Fiorentino (3) (1) Dipartimento di Medicina Interna, Clinica Athena Villa dei Pini, Piedimonte Matese (CE) (2) Divisione di Medicina Interna, Ospedale A.G.P. Piedimonte Matese (CE) (3) UOC Fisiopatologia, Malattie e Riabilitazione Respiratoria, AORN Monaldi, Napoli
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una condizione cronica e solo parzialmente reversibile delle vie aeree, lentamente progressiva, causata da un'infiammazione cronica delle vie aeree e del parenchima polmonare. La BPCO è Considerata la quarta causa di morte in Europa e negli USA (almeno 65.000 morti all'anno), studi recenti hanno notato che la mortalità è in aumento a livello mondiale. L'incidenza totale risulta del 6-8%, colpisce principalmente maschi adulti, ma si è notato negli ultimi anni un aumento considerevole dei casi che riguardano le donne. L'origine è una flogosi di carattere cronico che perdura da anni e interessa le vie respiratorie nell'individuo, tale infiammazione comporta una graduale perdita delle funzioni dei polmoni. Tale disfunzione non è completamente reversibile, anche se viene trattata, e viene causata principalmente dal fumo. Fra le cause meno comuni che causano la BPCO vi è anche il fumo passivo, l'esposizione ambientale e professionale a polveri sottili e le sostanze chimiche.
Inoltre è da diverso tempo sospettata una predisposizione genetica alla malattia (carenza di α1-antitrispina), che spiegherebbe l'insorgere in alcune persone a differenza di altre con pari fattori di rischio. La malattia alla fine del secolo scorso ha avuto una crescita esponenziale, la sua presenza nella sola Inghilterra in sette anni è aumentata nel 25% nei uomini e 69% delle donne.
Da adesso c'è un nuovo alleato per
combattere la BPCO infatti l'agenzia europea (EMEA) ha approvato "Indacaterolo",
un nuovo farmaco sviluppato per la cura di questa malattia. Disponibile per via
inalatoria con una somministrazione "once a day", Indacaterolo è stato approvato
ai dosaggi di 150 e 300 mcg. Non ha effetti di antagonismo nei confronti di farmaci ad attività beta-2 da utilizzare al bisogno ed ha un ottimo profilo di sicurezza cardiovascolare se confrontato con gli altri beta-2 stimolanti. Il farmaco induce un rilassamento muscolare e di conseguenza un aumento del diametro delle vie respiratorie, tipicamente ridotto nella BPCO e nell'asma, mentre la sua azione antiinfiammatoria deriva dall'inibizione del rilascio di mediatori da parte delle mast-cellule polmonari. L'indacaterolo rappresenta il capostipite di una nuova classe di Broncodilatatori beta-2-adrenergici, (ULTRA-LABA), strutturalmente distinto da formoterolo, salmeterolo e salbutamolo che grazie alle sue caratteristiche chimiche (Indacaterolo Maleato, Molecola Anfifila e Micronizzato in polvere secca per l'uso inalatorio) è il primo broncodilatatore con una durata d'azione di circa 24 ore che ne consente la mono somministrazione giornaliera. Sono disponibili 4 studi clinici sui pazienti BPCO.
Il primo ha confrontato la durata d'azione di indacaterolo con il tiotropio ed è stato utilizzato per trovare il dosaggio più adeguato del farmaco (studio di dose finding); è stato presentato su Respiratory Medicine e ha confrontato diversi dosaggi di indacaterolo nel primo periodo, per poi passare ad un trattamento a base di tiotropio. I dosaggi di indacaterolo sui quali ci si è concentrati sono tra 150 e 300 mcg. A distanza di 24 ore dopo la somministrazione del farmaco, i vari dosaggi testati hanno mostrato una risposta in termini di broncodilatazione abbastanza omogenea, e questo ha permesso di scegliere la posologia definitiva: 150 e 300 mcg. Nel confronto con tiotropio e placebo, indacaterolo ha mostrato un miglior profilo di broncodilatazione. Un secondo studio è stato condotto relativamente alla tollerabilità con dosaggi diversi fino a dosi di 600 mcg; anche a questi dosaggi (il doppio della dose massima raccomandata) non sono emersi effetti collaterali preoccupanti in termini di glicemia, frequenza cardiaca ed intervallo QT. Quindi ai dosaggi di 400 ed 600 mcg il farmaco e ben tollerato. Un terzo studio ha valutato ancora la "safety" e la tollerabilità dopo singole inalazioni di dosi crescenti di indacaterolo fino ad arrivare a 3000 mcg. Obiettivo primario era la sicurezza: lo studio non ha dimostrato nulla di significativo e va ricordato che queste dosi erano di 10 volte più alte rispetto al dosaggio utilizzato nella pratica clinica. L'ultimo studio ha confrontato indacaterolo, salmeterolo e formoterolo in termini di FEV1 oltre che di capacità inspiratoria. Questo studio ha dimostrato l'ottima efficacia di indacaterolo anche in termini di capacità inspiratoria, andando incontro alle esigenze tracciate da un recente documento dell'ERS/ATS relativo agli "outcomes" da prendere in considerazione per valutare l'efficacia dei trattamenti in pazienti BPCO. L'indacaterolo si comporta come un beta-2 adrenergico ad elevata efficacia con un più rapido inizio d'azione del salmeterolo e una significativa maggiore durata d'azione sia del formoterolo che del salmeterolo. Gli effetti indesiderati più comuni evidenziati a seguito dell'assunzione del farmaco, in corso degli studi clinici, sono nasofaringite, tosse, infezioni del tratto respiratorio superiore e cefalea. Sono risultati normalmente di entità lieve o media e diventavano meno frequenti con il proseguimento della terapia. Dai dati finora in possesso si può dedurre che indacaterolo possiede le caratteristiche del broncodilatatore ideale:
Il programma di sviluppo clinico di indacaterolo ha prodotto dati che indicano:
BIBLIOGRAFIA
Si ringrazia per la collaborazione: Dott. Vincenzo Modena - Novartis Istitutes for BioMedical Research Dottor Luigi Ferritto Dipartimento di Medicina Generale - Ambulatorio di Fisiopatologia dello Sport Clinica "Athena" Villa dei Pini - Piedimonte Matese (CE) e-mail: luigiferritto@email.it |
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ULTIMO AGGIORNAMENTO PAGINA 31 OTTOBRE 2010 |
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